Nuova Zelanda. Non cadiamo nella trappola. Ecco quale

Politica

Cosa insegna la strage neozelandese, compiuta da Brenton Tarrant, che come dentro un videogioco ha ucciso 50 persone? Tutti morti islamici? Innanzitutto che la vita è sacra, e ormai ovunque il suo valore sta scemando, si sta attenuando, affievolendo nel nome di ideologie sempre più violente. E non parliamo solo delle tante guerre ufficiali e ufficiose sparse per il mondo.

Un po’ come i nostri Anni Settanta, dove uccidere l’avversario politico non era reato, nel nome della rivoluzione e del fanatismo. E la mattanza nelle moschee di venerdì scorso ha confermato anche la possibile guerra di religione, prossima ventura.

Ecco cosa non deve succedere: lo scontro tra cristianesimo e Islam; o lo scontro tra persone che usano la religione per fini politici e di potere.

Un probabile meccanismo di provocazioni e ritorsioni che non vedrebbe mai la fine. Anche perché è indubbio che c’è un rischio di penetrazione islamista in Europa, che molti islamici radicalizzati siano già dentro l’Occidente, e che i cristiani sono numericamente i veri perseguitati del pianeta.

Una strage silenziosa che nessuno evidenzia, tantomeno i media laicisti. Molto accomodanti quando si parla di immigrati (la loro diversità va rispettata), che compiono reati (il disagio sociale), e velenosi, dogmatici, giacobini, inflessibili quando si tratta di fedeli cattolici che rivendicano semplicemente la loro dottrina (aborto, difesa della vita, centralità della famiglia naturale).

Ciò che non deve accadere è il compimento di un disegno ben preciso: la guerra di regione che serve unicamente a eliminare Dio dalla storia dei popoli, visto come sinonimo di guerre, fondamentalismo antidemocratico, anti-Stato-laico, per sostituire il governo dell’umanità rigidamente asettico, finto neutrale, fatto da cittadini del mondo, tutti atei, laicisti, senza identità religiose, culturali, storiche, famigliari. Un mondo di apolidi, ma integrati, pacifici, felici.

Infatti, il tentativo di collegare, da parte dei media, della cultura, e della politica istituzionale, italiana ed europea, la follia suprematista bianca, col sovranismo, l’identitarismo, e il populismo vincenti, è evidente.
La strage, per loro, è il risultato di una regressione culturale guidata da persone alla Salvini, e dai governi che assecondano di fatto, la xenofobia, il razzismo, l’omofobia, l’antisemitismo, il revisionismo.
Ignorando che il sovranismo, il populismo, sono ben altro e il frutto del fallimento della globalizzazione e del pensiero unico.
C’è il sospetto, invece, che certe stragi siano proprio funzionali alla strategia.

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