Isis. Lorenzo Orsetti, un crociato stile Quattrocchi. Un messaggio per tutti

Politica

Lorenzo Orsetti era un italiano “modello-Fabrizio Quattrocchi”. Tutti e due hanno tenuto alto il nostro tricolore, anche se in modi diversi.

Come allora, non ha meritato Quattrocchi il silenzio (e la demonizzazione) di certa stampa e certa politica che lo ha colpevolizzato per essere un mercenario, il figlio di una cultura fascistoide, un combattente per soldi, non merita oggi Orsetti di essere considerato un “eroe esotico”. Uno che va a combattere per una causa strana e straniera: a fianco dei curdi e ucciso dall’Isis.

In realtà, sono due forme di patriottismo virtuoso. Tutte e due trasmettono valori fuori moda da recuperare: il sacrificio, la dedizione, il servizio, l’impegno per un’idea superiore all’egoismo, all’indifferenza, a quel rapporto utilitaristico e interessato con i potenti, con i capi, i leader, i governanti, che si trasforma sempre in giacobino, in piazzale Loreto, quando costoro non sono all’altezza delle aspettative. Un dna molto italiota che nasconde alibi storici e tecniche precise di deresponsabilizzazione collettiva.

Orsetti e Quattrocchi hanno vissuto la vita che volevano vivere. Certo non volevano morire, ma l’avevano messo in conto. Altrimenti certe scelte estreme non si fanno.
Quello che non va fatto, invece, è il tentativo di leggere il sacrificio di Orsetti con le categorie del presente. Cosa c’entrano i partigiani e il fascismo con l’Isis? La sua battaglia era ed è per la libertà e per il diritto alla patria di un popolo come quello curdo, perseguitato da turchi, iracheni, e usato dalle potenze internazionali, per lavori sporchi e poi dimenticato. Valori più complessi di una semplice appartenenza che, ad esempio, l’Anpi fiorentina, vorrebbe stabilire e imporre.

E sia Orsetti, che Quattrocchi hanno avuto lo stesso nemico: la geopolitica delle superpotenze, altrimenti non sarebbero andati a combattere, e l’integralismo islamico. Tutti e due abbattuti in quanto “crociati” (non sottovalutiamolo, altro che partigiani).
E soprattutto, hanno riscattato il nostro popolo da etichette di vigliaccheria e di assenza dalla storia. Ci hanno insegnato come muoiono gli italiani.

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