Congresso delle famiglie, Meluzzi: “Da Verona un vento nuovo. Cambierà tutto”

Interviste

Forse mai nessun evento in Italia è stato tanto contestato e vituperato come il Congresso mondiale delle Famiglie che si è svolto a Verona nel fine settimana. Si è detto e scritto di tutto, per giorni e giorni non si è fatto che parlare di medioevo, di diritti negati, di oscurantismo, quando invece al centro della tre giorni non c’era altro che la difesa e la promozione di quella famiglia naturale riconosciuta dalla Costituzione. Eppure è stato creato un clima di ostilità impressionante, come se a Verona si celebrasse un raduno di pericolosi estremisti, golpisti o chissà cosa. Con ripercussioni anche all’interno di un governo sempre più contraddistinto dall’eterna competizione fra Lega ed M5S. Lo Speciale ha parlato con uno che al congresso c’è stato ed è intervenuto portando un suo importante contributo, lo psichiatra e scrittore Alessandro Meluzzi, vescovo della Chiesa ortodossa d’Italia.

Cosa ha rappresentato il Congresso mondiale delle Famiglie?

“E’ stato un evento importante ed entusiasmante, per tre ordini di ragione”.

Quali?

Innanzitutto perché è stato umanamente straordinario vedere riunite tante famiglie formate da persone vere ed autentiche che reggono questa nostra società generando figli, allevandoli, crescendoli, educandoli e garantendo in questo modo il futuro del mondo sulla base di solide radici valoriali”.

Eppure contro l’evento si è visto un clima di odio impressionante. Perché?

Qui arrivo al secondo aspetto. Il clima di assedio intorno a questa manifestazione ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’esistenza di quell’internazionale del politicamente corretto e del pensiero unico intollerante e repressiva. C’era da aspettarselo, ma quello che sinceramente mi ha amareggiato non sono state le proteste scontate del mondo Lgbt e delle cosiddette femministe, quanto il silenzio del Vaticano. Il tutto mentre in Marocco con la visita del papa veniva riproposto ancora una volta il tema delle migrazioni. I valori non negoziabili, la difesa della vita e della famiglia naturale sembrano non interessare più, ciò che conta davvero sembra essere soltanto lo sviluppo della cultura globalista e migrazionista. Meno figli ma più migranti. Ma fortunatamente c’è il terzo e forse più importante aspetto”.

Ossia?

Il clima di speranza partito da Verona. Per la prima volta abbiamo visto sfilare per le strade centinaia di persone che hanno il coraggio di parlare di Dio, di patria, di famiglia, valori che pensavamo ormai sepolti e che invece, nella verità che ci rende liberi, riemergono con tutta la loro forza”.

In poche parole è stato rotto il muro del politicamente corretto?

“Direi che è stato fortemente lesionato. E’ sicuramente caduta una barriera. Come è scritto nel libro dell’Apocalisse è stata aperta una porta che nessuno potrà più chiudere. Alla faccia di tanti pastori che hanno preferito vendere il proprio gregge ai lupi”.

Il Congresso di Verona ha creato un duro scontro all’interno del governo fra Salvini e Di Maio. La famiglia sarà terreno di campagna elettorale alle europee?

E’ normale che fra Salvini, Meloni da una parte e Di Maio dall’altra, su questi temi sussistano delle divergenze sostanziali. Non credo tuttavia che il governo cadrà su questo, perché nessuno in questo momento ha interesse che ciò avvenga. Certamente però il M5S è molto diverso dalla Lega, questo è evidente. E meno male che Salvini non la pensa come Di Maio, Spadafora, Fico e altri. Questa è una garanzia. Saranno gli elettori alla fine a giudicare”.

C’è però chi accusa Salvini di aver fatto a Verona soltanto una passerella elettorale, perché poi per le famiglie non sarebbe stato fatto nulla. Condivide?

“No, non condivido. La cosa importante adesso è fermare l’assalto contro le famiglie, poi certo dovranno essere prese misure concrete di natura economica. Qui però il problema è soprattutto valoriale. Se manca la famiglia, manca la speranza, indipendentemente dalla presenza o assenza di soldi. C’era un tempo in cui le famiglie povere, soprattutto quelle contadine, mettevano al mondo anche fino a dodici figli, e non lo facevano per ignoranza ma proprio per un eccesso di speranza e fiducia nel futuro. Oggi la cosa principale da fare è rompere il velacro farisaico del politicamente corretto e della repressione nei confronti della famiglia. Questo è stato fatto ed è già un grande passo avanti”.

Ma perché tanto odio oggi verso la famiglia naturale?

“Viviamo in un mondo brutale dove si vorrebbe negare diritto di cittadinanza a chi la pensa diversamente. Parlerei di un’ideologia nazi-fascio-transfemminista che non tollera le diversità e le opinioni. Un’ideologia che però non si indiga per lo chador, ma anzi lo indossa per una forma di sudditanza verso la cultura islamica. Urlano contro chi difende la famiglia naturale e tacciono contro chi offende la dignità della donna, trattandola come un essere inferiore e costringendola ad andare in giro coperta da cima a piedi”.

Quindi Verona ha gettato davvero un seme capace di far germogliare qualcosa di grandioso?

Ha gettato le basi di un movimento che vuole radici, memorie, tradizioni, identità, forza, vita, accoglienza della vita e amore. Un grande movimento di amore che penso cambierà la storia d’Italia”. 

Condividi!

Tagged