Revenge porn, parla Bruzzone: “La vera svolta e chi scoraggerà”

Interviste

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Via libera dell’aula della Camera al disegno di legge sul codice rosso contro la violenza sulle donne che contiene anche le norme sul revenge porn. Il testo approvato stabilisce che “chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda foto o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso, rischia da uno a sei anni di carcere e una multa da 5000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o acquisito le immagini, le invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso dell’interessato per danneggiarlo. La pena viene aumentata se l’autore della vendetta è il coniuge (anche separato o divorziato), un ex o se i fatti sono avvenuti con strumenti informatici”. E’ davvero la strada giusta per impedire che in futuro possano verificarsi altri casi simili a quelli di cui è rimasta vittima Tiziana Cantone? Lo abbiamo chiesto alla criminologa Roberta Bruzzone. 

Cosa pensa della nuova legge sul revenge porn approvata dalla Camera?

“Era da tempo che attendevamo l’introduzione di questo reato, visto che questa fattispecie era sanzionata in maniera molto labile se consideriamo la vastità del danno provocato alla vittima. Quindi non posso che accogliere favorevolmente le nuove disposizioni, ritenendo le pene previste perfettamente congrue in relazione proprio alla gravità del danno arrecato alla persona offesa. Danni destinati per altro a produrre i propri effetti a medio e lungo termine”.

Con questa legge quindi sarà possibile evitare nuovi casi simili a quello della povera Tiziana Cantone, la ragazza che si è tolta la vita proprio in seguito alla circolazione sul web di alcune sue immmagini intime?

“Guardi, penso che il verificarsi dei casi avverrà a prescindere dall’introduzione delle nuove norme. Del resto gli omicidi avvengono indipendentemente dal fatto che chi uccide rischia l’ergastolo. Temo che la vicenda di Tiziana Cantone sarebbe potuta avvenire anche se questa legge fosse già stata in vigore. Ciò premesso è però vero che, colui che metterà in atto questo tipo di condotte, non se la caverà più con una semplice multa, perché è stata riconosciuta la gravità del reato compiuto. E questo sicuramente potrà scoraggiare tanti dall’agire con eccessiva superficialità, senza tenere conto del danno enorme che stanno cagionando ad altri. Certamente quanto avvenuto a Tiziana ha fatto comprendere al legislatore quali possono essere gli effetti devastanti di certe condotte illecite sulle vittime, spingendolo a rivedere ed inasprire le pene previste”.

Oltre all’inasprimento delle pene, quale altre novità sono introdotte?

Diciamo che la vera svolta sta nell’aver stabilito che la diffusione di immagini intime senza il consenso del diretto interessato costituisce un reato e di conseguenza anche l’aver costretto una persona a fare determinate cose contro la sua volontà, magari per soldi, a scopo di ricattarla o per altri obiettivi ignobili. Altro elemento da non trascurare, l’aggravante prevista per l’ex che diffonde certi contenuti per vendicarsi di essere stato lasciato. Sarà davvero difficile per queste persone cavarsela con poco, come avveniva purtroppo fino ad ora”

Ci sono degli aspetti che non la convincono o che avrebbe migliorato?

“Tutto può essere migliorato e di questo si occuperà la giurisprudenza. Per quel che mi riguarda ritengo che ci troviamo di fronte ad una buona legge che va nella giusta direzione”. 

 

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