Famiglie, parla Zelger (Lega): “A Verona il trionfo della maggioranza silenziosa”

Interviste

Non si sono ancora spenti gli echi del Congresso mondiale delle Famiglie che si è svolto a Verona dal 29 al 31 marzo. Un evento che, nonostante le denigrazioni che lo hanno accompagnato prima, durante e dopo lo svolgimento, ha comunque consentito di riaccendere i riflettori sul grave problema che riguarda oggi la famiglia naturale, quella fondata sul matrimonio, sempre più bistrattata e sempre meno valorizzata. Fra i più attivi organizzatori dell’evento va annoverato senza dubbio il consigliere del Comune di Verona Alberto Zelger, esponente della Lega, uno di quelli che non ha mai avuto timore di esprimere alla luce del sole le sue posizioni a favore della vita e della famiglia naturale. Fatto questo che inevitabilmente gli ha procurato le stesse accuse di fascismo, di oscurantismo, di medievalismo che certe associazioni femministe, la sinistra e i movimenti Lgbt, hanno scagliato contro il Congresso delle Famiglie. Noi de Lo Speciale lo abbiamo intervistato.

Consigliere Zelger, il presidente del XIII Congresso delle Famiglie Antonio Brandi ha tenuto a sottolineare quanto il suo impegno sia stato decisivo per l’ottima riuscita dell’evento. Come risponde?

“L’amico Toni Brandi a volte è davvero troppo buono. Ho iniziato a lavorare all’organizzazione del Congresso a maggio dello scorso anno perché di fronte ad un evento del genere non si può certo improvvisare. E’ stato necessario coinvolgere le istituzioni per convincerle a schierarsi e collaborare, a firmare documenti, a risolvere problemi di carattere logistico legati alla concessione degli spazi; è stato poi fondamentale interagire con la Questura, la Polizia municipale e le forze dell’ordine per l’ottenimento dei permessi. Questi sono dettagli che possono sembrare irrilevanti, ma che hanno invece richiesto parecchio tempo e grande impegno che io ho messo a disposizione molto volentieri”.

Si aspettava un anno fa, quando ha iniziato a preparare il Congresso, che ci sarebbero state così tante e feroci polemiche?

” Sono abituato alle critiche, anche molto forti, che ho subito personalmente in seguito a posizioni da me assunte in Consiglio comunale in difesa della vita e della famiglia, ma se devo essere sincero non mi aspettavo un simile clamore. Una così feroce levata di scudi nazionale, soprattutto ad opera della stragrande maggioranza dei media, ha dimostrato che in Italia la democrazia è forse soltanto un’utopia, mentre esiste un’autentica dittatura del pensiero unico. Devo dire però che vedere tante famiglie partecipare con passione al Congresso, anche spostandosi da molto lontano, mi ha rincuorato enormemente. Ciò significa che tanta gente è stufa del martellamento quotidiano che giornali, radio e televisioni mettono in atto. Come è stato sottolineato al Congresso, oggi è fondamentale saper comunicare efficacemente sui social network visto che ai media tradizionali non crede più nessuno”. 

Il Congresso in definitiva quali obiettivi ha raggiunto?

“Innanzitutto va evidenziata l’ampia platea di relatori, ricca e nutrita, persone che hanno portato dei contenuti molto interessanti. Ora ci vorrà del tempo per poter pubblicare tutti gli atti dei tre giorni di lavoro. Gli spunti sono stati tantissimi, provenienti da ogni parte del mondo, dal Brasile come dall’Ungheria fino alla Siria, e da varie personalità politiche e religiose. Naturalmente i giornali si sono ben guardati dal divulgare i contenuti e sarà compito nostro farlo in maniera efficace. Questo ci darà molto da lavorare nei prossimi mesi. Poi c’è un secondo risultato molto importante”.

Quale?

Quello di aver fatto capire all’opinione pubblica che chi osa difendere la famiglia naturale, fondata sul matrimonio uomo-donna da cui siamo nati tutti, è vittima di una vera oppressione di stampo fascista. Valori come la difesa della vita e della famiglia hanno plasmato la società europea per interi secoli e nessuno si sognava di equiparare alla famiglia naturale altri tipi di unione, come quelle fra persone dello stesso sesso. Oggi invece il mondo si è completamente capovolto, al punto che chi osa sostenere che la famiglia è soltanto quella composta da un uomo e una donna come stabilito per altro dalla Costituzione, che i figli non possono nascere artificialmente con pratiche abominevoli come l’utero in affitto e che l’aborto è privare un essere umano della vita, viene definito sfigato dal vicepremier di un governo. Penso che, dopo Verona, quella maggioranza silenziosa che non si esprime e che è composta in larga parte da mariti, mogli e genitori impegnati a mandare avanti le cose, a sbarcare il lunario, a crescere ed educare i figli, a risolvere i problemi di tutti i giorni, abbia ben compreso la posta in gioco senza farsi più ingannare dai media. Queste famiglie oggi si sentiranno meno sole nell’affrontare le tante sfide”.

Quanto è difficile per un politico eletto nelle Istituzioni portare avanti battaglie di tipo etico?

“Dipende molto dall’ambiente e dal contesto in cui ci si trova ad operare. A Verona è meno difficile dal momento che il sindaco stesso ha inserito la difesa dei temi etici nel suo programma elettorale ed è stato votato anche per questo. I consiglieri di maggioranza sono quindi in larga parte molto sensibili a questi argomenti. In altri Comuni invece è molto difficile farlo, anche qui in Veneto purtroppo”.

Il successo del Congresso è stato in linea o no con le vostre aspettative?

Le previsioni erano abbastanza ottimistiche soprattutto per la grancassa mediatica che avrebbe scatenato. Certo, non ci aspettavamo un fuoco di fila così violento, ma eravamo certi che l’evento avrebbe comunque avuto una forte visibilità. Sono convinto che tutti coloro che hanno sparato contro il Congresso abbiano compiuto un clamoroso autogol perché hanno fatto capire alla gente che esiste ancora in Italia chi è pronto a combattere contro l’aborto ritenendolo tutt’altro che una cosa buona. Che ci sono persone decise a rivendicare fino in fondo il diritto del bambino ad avere un padre ed una madre e, scandalo degli scandali, a difendere il diritto alla libertà di scelta della donna. Perché la donna deve essere libera di scegliere di mettere al mondo un figlio senza il timore che questo le faccia perdere il posto di lavoro”.

Per qualcuno questo significa voler riportare la donna in cucina cancellando le conquiste sociali e la parità ottenuta. Come risponde?

“Che è un’assoluta falsità e spiace che ad affermare simili stupidaggini sia stato il ministro Di Maio. Il messaggio del Congresso è chiaro: la donna deve essere libera di scegliere fra lo spazio della famiglia e quello del lavoro, conciliandoli secondo il proprio desiderio. Ci sono tante donne costrette a lavorare per mantenere la famiglia e che invece preferirebbero stare in casa soprattutto nei primi anni di vita del figlio. Non possono farlo e questo è un diritto negato”.

C’è chi ha detto che dopo Verona nulla sarà più come prima. Condivide?

“Certamente è stato compiuto un passo importante, altri ancora ne seguiranno. Ci sono sfide che stanno avanzando, prima fra tutte quella sull’eutanasia. Da non sottovalutare poi il pericolo connesso alla proposta di far dichiarare l’omofobia un reato, con il concreto rischio di tappare la bocca a chi osa contestare l’ideologia gender. Questo clima di odio creato contro di noi ne è la riprova, ma alla fine sono certo si ritorcerà contro chi lo ha scatenato”. 

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