Utero in affitto, Strasburgo: riconoscere madre non biologica. E’ scontro

Politica

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Nei casi di gestazione per ‘conto terzi’, gli Stati devono riconoscere legalmente, in nome dell’interesse del minore, il legame genitore-figlio con la madre intenzionale (non biologica) indicata come ‘madre legale’ nei certificati di nascita di altri Paesi. Per farlo gli Stati possono utilizzare la procedura dell’adozione, scrive l’Ansa.

Si tratta di un’opinione pubblicata oggi dalla Corte di Strasburgo su richiesta della Corte di Cassazione francese che si è pronunciata sul mancato riconoscimento legale di un legame tra il minore nato all’estero dalla gestazione per altri e la madre intenzionale, quindi non biologica.

Per la Corte ha un impatto negativo su diversi aspetti del diritto al rispetto della vita privata del minore. Gli Stati, dice la Corte, possono adottare altre soluzioni, come per esempio quella dell’adozione. Questa è la prima volta che la Corte di Strasburgo utilizza la procedura dell’opinione.

E anche se la decisione non è vincolante per lo Stato non sono mancate subito le reazioni.

“Abominevole la decisione della Corte europea dei diritti umani che vorrebbe imporre agli Stati che aderiscono al Consiglio d’Europa (tra cui l’Italia) la legalizzazione dell’utero in affitto e delle adozioni gay. Per Fratelli d’Italia la maternità surrogata rimane una disumana forma di schiavitù e non sarà mai una conquista di civiltà. FdI continuerà a battersi per rendere l’utero in affitto reato universale e per una moratoria internazionale che vieti questa pratica”. E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. 

“Riconoscere la madre intenzionale come ‘madre legale’ nei certificati di nascita di altri Paesi e’ un’entrata a gamba tesa, l’ennesima, della Corte di Strasburgo e questa volta su richiesta della Corte di Cassazione francese. Inutile dire che ci batteremo per impedire la sua assimilazione giuridica seppure non vincolante. Se gli Stati potranno utilizzare la procedura dell’adozione significa che Strasburgo giustificherà d’ora in poi la violenza contro le donne e la commercializzazione di bambini e incentiverà molte coppie a continuare a sfruttare all’estero gli uteri di povere donne. E’ inaccettabile” hanno dichiarato invece Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie e di Pro Vita e Famiglia.

“Da poco in Italia – hanno aggiunto i due – è passata una mozione che definisce questa orribile pratica “una forma di violenza” impegnando il Paese a compiere il necessario sul piano nazionale e internazionale per fermare questa nuova e vergognosa forma di schiavitù spacciata per amore. E’ questa la storia ed è questo il futuro del nostro Paese. L’Europa dei tecnocrati non cambierà  il concetto di dignità guadagnato nei secoli IN difesa dei deboli e degli sfruttati e non si può accettare di far nascere intenzionalmente orfani di madri biologiche nuovi bambini”.

Per le famiglie Arcobaleno “la pronuncia della Cedu a favore del riconoscimento dei genitori dei bambini nati da Gestazione per altri e altre conferma la bontà della strada intrapresa da alcuni tribunali e comuni italiani a favore delle trascrizioni di certificati esteri e squalifica invece chi, anche in queste ore in Emilia Romagna dove è in discussione una legge contro l’omofobia, utilizza la GPA per ostacolare il riconoscimento di nuovi diritti e tutele a favore della comunità Lgbtqi”.

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