E se Greta fosse un grande bluff? VIDEO rilancia i sospetti

Politica

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E se Greta Thunberg fosse in realtà un personaggio costruito a tavolino? Inutile girarci intorno, molti lo hanno pensato vedendo questa ragazzina diventare improvvisamente la grande leader dell’ambientalismo mondialista.

Il sospetto che dietro la 16enne ricevuta come una star dai grandi della terra, venerata come un oracolo in tutto il mondo, considerata il simbolo vivente della lotta contro la distruzione del pianeta, si nasconda in realtà un’organizzazione capace di creare un grande “fenomeno mediatico” dal nulla orientandone parole e azioni, si fa ogni giorno più concreto.

Un altro possibile indizio di come il “fenomeno Greta” possa essere tutt’altro che spontaneo arriva da Il Primato Nazionale che ha pubblicato un video girato da un  professore francese, tale Marc Reisiger, che avrebbe provato ad intervistare la ragazzina lontano dai riflettori. A Stoccolma l’uomo sarebbe riuscito ad avvicinare Greta a margine di una manifestazione in cui la giovane è tornata a rilanciare le sue tesi contro il riscaldamento globale, l’inquinamento, i cambiamenti climatici, puntando il dito contro i cosiddetti potenti della Terra che non farebbero nulla per impedire la devastazione dell’ambiente.

Avrebbe provato a porle delle domande, ma subito sarebbe scattato intorno a lei un sospetto cordone difensivo fatto di addetti stampa e guardie del corpo che l’avrebbero in tutta fretta allontanata dal professore troppo curioso. 

Sembra che l’intervento dell’addetta stampa sia scattato appena Greta si è tolta il cappello. Secondo l’intervistatore quello sarebbe stato il segnale convenuto della richiesta d’aiuto. Poi la sedicenne si sarebbe allontanata di qualche metro, protetta non più soltanto dall’addetta stampa, ma anche da un uomo come si vede nel video.

E cosa avrebbe chiesto  Reisiger alle 16enne di tanto scandaloso? Né più, né meno di parlare dei problemi del clima, cioè del cavallo di battaglia di Greta. E se non ha problemi a parlarne davanti a milioni di persone, quale imbarazzo dovrebbe provare nel rispondere anche a domande “non concordate” visto che è così preparata su certi argomenti?

Ma c’è di più. Come ha evidenziato lo scrittore e giornalista italiano Marcello Veneziani, Greta parla unicamente di clima e ambiente senza usare mai il termine “natura”. Come mai?

Basta prendere qualsiasi dizionario e andare alla voce natura per scoprire che essa è “l’universo considerato nella totalità dei fenomeni e delle forze che in esso si manifestano, da quelli del mondo fisico a quelli della vita in generale”. La natura è dunque l’origine di tutto, clima e ambiente altro non sono che processi naturali, prodotti della natura stessa.

E allora perché Greta non parla mai di natura? Perché questo termine è bandito dal suo vocabolario? Come spiega Veneziani ciò è probabilmente determinato dal fatto che parlare di natura equivarrebbe a dover denunciare, non soltanto gli interventi manipolativi dell’essere umano sui cambiamenti climatici o sull’ambiente, ma anche sulla stessa specie umana.

Significherebbe in sostanza mettere in discussione tutti quei processi “innaturali” posti in essere dall’uomo per poter ottenere tutto ciò che in natura non è permesso. Equivarrebbe a denunciare le manipolazioni genetiche sull’essere umano, le varie forme di fecondazione artificiale, i tentativi di far nascere i figli al di fuori delle modalità concepite in natura, ossia dall’unione fra un uomo e una donna. Significherebbe dire no all’utero in affitto per esempio, alla fecondazione eterologa, ai figli in provetta, tutte tecniche promosse nel mondo dagli stessi guru dell’ambientalismo militante scandalizzati per la possibile estinzione degli orsi bianchi a causa del surriscaldamento globale.

Non sappiamo se Greta sia effettivamente manipolata e da chi, ma è certo che la narrazione ambientalista di cui è paladina è figlia della stessa logica del “club Obama”, la logica mondialista, globalista e radical che ha sostituito l’ambiente alla natura e l’individuo al concetto di essere umano. Al punto da piegare la natura stessa ai capricci individualisti.

Così paradossalmente vediamo la 16enne con le treccine imprecare contro l’uomo responsabile dell’inquinamento globale, ma tacere di fronte ai tentativi di costruire una specie umana “geneticamente modificata” o creata in laboratorio, ignorare gli attentati contro la vita umana messi in atto negando a tanti bambini di nascere con il ricorso all’aborto, o trasformandoli in meri oggetti del capriccio individualista, acquistandoli al supermercato della maternità surrogata come merce. Con il risultato che la vita umana oggi vale meno di quella dell’orso bianco. Perché alla fine della crisi demografica non importa a nessuno, ciò che preoccupa il mondo di Greta è lo scioglimento dei ghiacciai.

Per carità, nessuno sta dicendo che non sia giusto intervenire a difesa del clima, tutti siamo contro l’inquinamento, ma non è soltanto il surriscaldamento globale a mettere in pericolo la sopravvivenza del pianeta. Anche la specie umana rischia l’estinzione, ma non per le emissioni di Co2 ma soprattutto perché ogni anno nascono sempre meno figli. Peccato che poi i “gretini” nei loro protocolli oltre a prevedere la riduzione ed eliminazione delle fonti inquinanti, non si preoccupino mai di prevedere interventi a sostegno della natalità, misure adeguate che possano permettere alle Nazioni di invertire i dati negativi sulle nascite.  

Greta è figlia della logica del pensiero unico che vorrebbe dominare il mondo imponendo le sue leggi e i suoi dogmi  e che ha trovato nella battaglie sul clima il migliore strumento di distrazione di massa, utile a sviare l’attenzione dalla distruzione sistematica dell’ordine naturale. 

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