Il governo sta per crollare. Caso Siri e il nuovo botta e risposta Di Maio e Salvini

Politica

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Caso Siri, non c’è due senza tre colpi bassi… La guerra tra Salvini e Di Maio non tende a smettere. “Il mio nome non può essere accostato in alcun modo alla mafia, si sciacqui la bocca chi parla di Lega in relazione alla mafia” ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa al Viminale. “Il sottosegretario Siri? Abbiamo piena fiducia nella magistratura – ha ribadito poi – che farà bene e velocemente il suo lavoro”.

Mail vice premier pentastellato non ci sta. “Quello che noi stiamo chiedendo sul caso Siri è un ulteriore atto di fiducia, perché questa fiducia va rinnovata con i gesti concreti” secondo Luigi Di Maio, che parla da Taranto. “Io e Matteo Salvini – ha aggiunto – abbiamo fatto grandi cose insieme in questi primi mesi di governo. Abbiamo anche rischiato processi, procedure di infrazione comunitaria e tanto altro”. “E abbiamo fondato questo governo – ha concluso – sul rapporto di fiducia che si è concretizzato tra noi nella firma di quel contratto di governo”.

Insomma la richiesta è che Salvini dimostri la propria estraneità ai fatti, allontanando Siri dal governo perchè altrimenti è lui che comincia a preoccuparsi a vedere Salvini e la Lega difendere a spada tratta Siri.

E il Pd non perde tempo per affondare il dito nella piaga. “Siamo ormai oltre ogni più nefasta previsione. Che Lega e M5S fossero profondamente diversi, per molti di noi era fin troppo evidente sin dalla nascita del Governo Conte, non avevamo però previsto questo grado di irresponsabilità illimitata su ogni ambito che tocca la vita del Paese. Ormai Salvini e Di Maio antepongono i loro interessi politici alle esigenze degli italiani. E allora la vicenda Siri diventa più importante dei fondi per l’ecobonus o per il sismabonus, le vicende della Raggi vengono prima dei risparmiatori truffati delle banche così come le minacce reciproche sulla norma Salva Roma vengono prima delle decine di priorità che dovrebbero essere l’ossessione quotidiana del Governo sul lavoro e sulla scuola. Ogni giorno volano gli stracci in un Governo che non ha più alcuna prospettiva ma spinge l’Italia verso una crisi politica ed economica sempre più evidente. Nella mozione di sfiducia presentata dal Pd al Senato verrà giù la maschera di due forze politiche profondamente diverse tra loro che stanno trascinando il Paese in un precipizio sempre più pericoloso” ha scritto su Facebook Francesco Boccia. 

Anche se pubblicamente sia Di Maio che Salvini dicono di non volere la crisi, puntualmente si rinfacciano critiche e accuse e ovviamente tutto questo braccio di ferro non passa inosservato. Tanto più che c’è un altro scoglio. Il cosiddetto ‘Salva Roma’. “Non ci sono cittadini o Comuni di Serie A e Serie B, i Romani meritano di più, non una norma ‘Salva Raggi'”, è la linea dei leghisti. Ma per Di Maio “questa norma non mette un euro sulla capitale: dice solo che le banche devono chiedere meno interessi ai cittadini romani per il debito del Comune di Roma. Se c’e’ qualcuno che sta godendo perche’ non e’ passata, complimenti, e’ solo una ripicca verso i cittadini romani”.