Migranti e Sistema Sanitario, Meluzzi: “Ministro Grillo, prevenire non è solo vaccinare”

Interviste

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“La nuova #sfida per il nostro #Ssn è spostare il focus dalle tradizionali criticità, come le malattie infettive e le emergenze acute eventualmente presenti, alle condizioni mutate dall’arrivo di nuova popolazione di migranti, ponendo un’attenzione cruciale alla #prevenzione”. Ad affermarlo è il ministro della Salute Giulia Grillo in un tweet, scritto dopo aver partecipato alla conferenza stampa dedicata al Rapporto sulla salute dei rifugiati e dei migranti. Dunque occorre vaccinarsi? C’è o no un problema di salute collegato ai flussi migratori? Come stanno realmente le cose? Lo abbiamo chiesto al medico, psichiatra e scrittore Alessandro Meluzzi.

Ha letto il tweet del ministro Grillo? Come commenta?

Mi sembra un tweet ovvio. Da tempo stanno tornando in Italia patologie che non facevano più parte del nostro scenario sanitario, come la tubercolosi e la scabbia. Ancora più insidiosi poi sono i ceppi di meningococco che, lo hanno scritto in diversi, proverrebbero dalla fascia del Sahel dove pare siano endemici. Secondo me è inevitabile l’arrivo di nuove patologie destinate a modificare il quadro infettivologico e microbiologico italiano. Non mi sembra una grande scoperta”.

Però c’è stato chi, come il virologo Burioni, ha negato questo pericolo, arrivando ad affermare che sono i nostri batteri ad infettare i migranti e non viceversa. Come risponde?

“Una posizione del genere mi risulta assolutamente incomprensibile”.

Il ministro Grillo fa riferimento alla prevenzione. Tradotto vuol dire più vaccini?

La vaccinazione potrebbe non essere sufficiente in certi casi. C’è il rischio per esempio che alcune vaccinazioni anti meningite non contemplino ceppi provenienti dall’Africa, e anche sulla tubercolosi le perplessità sono molte. La scabbia per altro non mi sembra vaccinabile. Il fatto è che la prevenzione è un fenomeno complesso che non può limitarsi unicamente alle vaccinazioni. Diciamo che il panorama sanitario è molto mutato e cambierà ancora di più. L’intervento del ministro mi sembra tanto la constatazione di un fatto scontato. E’ evidente che l’arrivo di milioni di persone dal Sahel non possa non provocare un mutamento del quadro sanitario nazionale”.

Come mai però c’è tanta resistenza a parlare di questi temi? Alla Grillo via social sono arrivate diverse critiche. Perché anche a livello scientifico c’è chi punta a negare che l’immigrazione crei emergenza sanitaria? D’altronde l’Oms lo ha negato e porta dati come prova. Il resto sono chiacchiere, se ne rende conto? 

“Cosa vuole che le dica? Sarà un problema di ipnosi collettiva da politicamente corretto. Oppure la paura del razzismo, del fascismo, di Salvini, non saprei sinceramente cosa dirle. Non sarebbe la prima volta comunque che la scienza viene coniugata con l’ideologia. E’ avvenuto soprattutto nei regimi totalitari, dove guarda caso vigeva il pensiero unico. Può essere che la scienza sia stata spesso utilizzata per fini puramente propagandistici, per affermare un principio ideologico fondato su pseudo presupposti scientifici. Il politicamente corretto non dimentichiamolo è pur sempre una dittatura”.

Cosa fare quindi?

Le rispondo con una domanda. Se lei decide di andare in Nigeria, non teme forse di correre dei rischi sanitari organizzandosi preventivamente perché ciò non avvenga? Negarlo mi sembra assurdo. Se deve andare in Congo dove adesso è in corso un’epidemia di ebola, non pensa ad immunizzarsi prima di partire? Il problema è che quando queste persone arrivano qui nessuno le controlla così profondamente. I controlli sanitari approfonditi infatti costano. Parlare di prevenzione in uno scenario simile mi sa tanto di retorica”. 

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