L’idea al posto della realtà. Cosa unisce Fico, Lucano e Greta

Politica

Anche il 2 giugno è stata l’occasione per litigare. Altro che festa degli italiani. Sull’ idea di Repubblica, Salvini e Fico hanno detto la loro. E si è manifestato purtroppo lo scontro tra posizioni istituzionali opposte.

Tutti e due partono, ovviamente, dal rispetto della Costituzione, ma hanno espresso ed esprimono posizioni inconciliabili, frutto delle attuali divisioni interne alla maggioranza gialloverde e tra la maggioranza e le opposizioni.

Salvini incarna un’interpretazione classica, legata al sempre, alla nostra identità storica, culturale, religiosa. La Repubblica è degli italiani, del loro dna, della loro appartenenza ad una tradizione e ad un territorio.
Fico, al contrario, ne dà un’interpretazione ideologica, ancorata al presente: appartengono all’Italia tutti quelli che condividono un’idea (Rousseau, Illuminismo, Marx). Territorio, storia, tradizione non esistono, sono dettagli, aspetti marginali, funzionali, tecnici.

E l’idea è quella laicista, multiculturale, cosmopolita, il primato dei diritti: la Repubblica infatti ha affermato Fico, è di tutti, dei cittadini, dei rom, dei gay, dei migranti. Il vice premier, nella risposta piccata, ha messo al centro l’identità, il presidente della Camera, la mera legalità.

Posizioni legittime, ma al di là delle polemiche governative (è chiaro che Fico ha voluto provocare Salvini aumentando le difficoltà di Di Maio, per compromettere ulteriormente la stabilità dell’esecutivo, avendo in tasca la “sua” soluzione: il patto col Pd), c’è una riflessione più profonda da fare.

E’ il segno drammatico di due direzioni epocali che riguardano il nostro paese. O le regole dentro precisi valori storici, o il superamento delle regole, in nome di valori superiori ideologici, che giustificano lo scavalcamento delle Costituzioni, anche se i diretti interessati dicono a parole di esserne i custodi e i guardiani.

Non è in nome dell’antifascismo resistenziale, che Fico parla quando deve demonizzare lo “xenofobo” Salvini? Non è in nome della Costituzione del Cln che la sinistra parla quando doveva demonizzare il “fascista” Berlusconi?

Eppure la Costituzione viene dimenticata quando si parla di altro, come di famiglia: Fico e i suoi sodali si riferiscono normalmente ad un mondo ideologico, affermando l’esistenza di “famiglie”, o di famiglia “tradizionale” e di famiglia “moderna”, quando invece la nostra Carta non ne parla affatto, al massimo stabilisce e definisce la famiglia naturale (articolo 29) e le formazioni sociali (unioni civili).

E la stessa festa del due giugno viene così dilatata a festa dei diritti civili, quando tradizionalmente è la festa della nostra identità e della pacificazione nazionale.
Una tendenza consolidata da parte del ceto politico e intellettuale radical e liberal.

Con parecchi precedenti: l’ex-sindaco di Riace Domenico Lucano, al quale è stato consentito, secondo i dogmi progressisti, di scavalcare la legalità nel nome dell’umanità. Stesso discorso per l’elemosiniere del papa e per Greta. Si può occupare abusivamente e non pagare le bollette per colmare il disagio sociale e si può smettere di studiare per una causa giusta, troppi impegni per il clima.
Dietro l’apparenza dell’ideologia c’è unicamente l’individualismo di massa.

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