Sea Watch, parla Santanchè (FdI): “Il capitano è donna? Mi offende di più…..”

Interviste

È ferma davanti al porto di Lampedusa la nave Sea Watch 3 della Ong tedesca, con a bordo 42 migranti soccorsi al largo della Libia, e al centro di un nuovo braccio di ferro fra associazioni e governo italiano. La comandante della nave, Carola Rackete, ieri aveva deciso di forzare il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane con l’intenzione di sbarcare a terra i migranti, ma è stata fermata dalla Guardia di Finanza che è salita a bordo controllando documenti e passaporti. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato: “La legge prevede che bisogna essere autorizzati per poter attraccare, non possiamo far arrivare in Italia chiunque, le regole di un Paese sono una cosa seria. Le persone sulla Sea Watch non sono naufraghi, ma uomini e donne che pagano 3.000 dollari per andar via dal proprio Paese. In Italia stanno arrivando, in aereo, migliaia di migranti certificati che scappano dalla guerra. Spero che nelle ultime ore ci sia un giudice che affermi che all’interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la Capitana. Se la nave viene sequestrata e l’equipaggio arrestato io sono contento”. Intanto divampano le polemiche per le dichiarazioni della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha proposto di affondare la nave della Ong con bandiera olandese ma equipaggio tedesco, una volta liberata delle persone a bordo. Di tutto questo abbiamo parlato con la senatrice di Fdi Daniela Santanchè.

Che effetto le ha fatto che a forzare il divieto di ingresso e a sfidare le autorità italiane sia stata un capitano donna?

“Qui la differenza di genere non c’entra nulla, e io non ho mai espresso solidarietà alle donne soltanto perché sono donna. Quindi condanno totalmente quello che il comandante della nave ha fatto e spero che la magistratura intervenga accertando le responsabilità. Le leggi si rispettano e i confini sono sacri”. 

Però mai prima d’ora una nave Ong si era spinta fino a questo punto. Lo ha fatto una donna, una capitana che ha deciso di sfidare un altro “capitano”, ossia il ministro Salvini. Possibile che questa cosa non l’abbia colpita?

“Se vuole saperlo sono ancora più offesa del fatto che un simile gesto, che ritengo di inaudita gravità, sia stato compiuto proprio da una donna. Per me non c’è niente di eroico in quello che ha fatto, anzi c’è un comportamento a mio giudizio illegale che deve essere punito e anche severamente.  Perché l’Italia non è il porto del mondo dove chiunque può permettersi di sbarcare chi vuole in spregio alle leggi vigenti. Quindi mi auguro che questa signora venga trattata dalla Giustizia, come verrebbe trattato qualsiasi cittadino che forza un posto di blocco della Polizia o dei Carabinieri. Chi viola la legge va punito, uomo o donna non mi interessa”.

A proposito di donne, mentre da una parte si elogia il coraggio di Carola Rackete, gli stessi attaccano pesantemente Giorgia Meloni che ha proposto di affondare la Sea Watch, C’è chi addirittura ne chiede l’incriminazione per istigazione a delinquere. Come risponde?

“Che siamo alla follia. Ma del resto non c’è da stupirsi visto che a lanciare certe accuse sono gli stessi che in queste ore, con la scusa di esprimere solidarietà e vicinanza ai migranti e all’equipaggio della nave Ong, si stanno facendo un bel weekend a Lampedusa”. 

Però chiedere di affondare una nave è quanto meno politicamente scorretto, non trova?

Giorgia Meloni è stata molto chiara. Ha detto che la Sea Watch deve essere sequestrata, l’equipaggio arrestato e i migranti fatti sbarcare e subito rimpatriati. Dopo aver fatto tutto questo, quindi quando a bordo non c’è più nessuno, la nave deve essere affondata, come si affondano le navi pirata”.

Addirittura?

“Certo. Per me una nave straniera che tenta di entrare illegalmente in territorio italiano per sbarcare dei migranti clandestini, trasgredendo le regole del diritto internazionale compie come un atto di pirateria. Mi spiace per i miei colleghi che stanno a Lampedusa ma l’Italia è ancora uno Stato sovrano che deve difendere i propri confini. La nave batte bandiera olandese, quindi se ne vada in Olanda”. 

Non teme che come già avvenuto in passato, ad esempio con la Diciotti, alla fine a finire indagato possa essere Salvini? C’è già chi ha presentato esposti ipotizzando come il divieto di sbarco della nave di fatto possa configurare una “detenzione” illegale delle persone che si trovano a bordo. 

“Ho fiducia nei magistrati, che sono italiani come me e dovrebbero avere a cuore la sicurezza nazionale e il rispetto della legge e del diritto internazionale. L’illegalità in questa vicenda a mio giudizio sta dalla parte di chi ha tentato di forzare un divieto, non di chi lo sta facendo rispettare. Anche perché come si può chiedere ai cittadini di rispettare le leggi dello Stato nel momento in cui chi tenta di violarle in modo tanto palese e sfacciato, non soltanto non viene punito, ma quasi trattato da eroe?”

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