Reggio Emilia, elettrochoc e stupri dopo affidi. Dove sono gli indignati di professione?

Politica

La storia ha dell’incredibile e sembra quasi assurdo che possa essere vera. Eppure su questa vicenda è stata aperta un’inchiesta della magistratura che ha portato all’arresto di diverse persone.

Teatro di questo presunto macabro episodio di cronaca è il Comune di Bibbiano in provincia di Reggio Emilia e vittime, ancora una volta, dei minori trattati come “prodotti da mercato”.

Secondo le accuse degli inquirenti, diversi bambini sarebbero stati tolti alle famiglie dietro false dichiarazioni dei servizi sociali per essere collocati in affido retribuito da amici e conoscenti. E sotto inchiesta è finito l’intero sistema dei servizi sociali della Val d’Enza più volte presentati come modello d’efficienza.

L’inchiesta, denominata “Angeli e Demoni”, ha portato all’arresto del sindaco Pd di Bibbiano, di politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una nota onlus di Torino per un totale di 18 ordinanze di misura cautelare. Sono in tutto 27 gli indagati.

Le accuse sono pesantissime. Si va dalla frode processuale, al depistaggio, all’abuso d’ufficio, al maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso. 

Secondo quanto avrebbero accertato gli inquirenti, i bambini venivano sottratti alle loro famiglie con una serie di inganni. Relazioni false dei servizi sociali, disegni dei minori raffiguranti i genitori e volutamente artefatti con l’inserimento di riferimenti sessuali. In più gli indagati pare si travestissero nel corso di appositi colloqui con i bambini da personaggi cattivi delle fiabe fingendo di essere i genitori intenti a fargli del male.

I minori, stando alle contestazioni, venivano inoltre suggestionati durante sedute di psicoterapia anche mediante l’uso di impulsi elettrici, spacciati ai piccoli come “macchinetta dei ricordi”, che in realtà avrebbero “alterato lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari” per far loro dichiarare di aver subito abusi sessuali da parte dei genitori in realtà mai avvenuti. Un lavaggio del cervello in piena regola.

Il tutto con l’intenzione di allontanare i bambini dai loro genitori e affidarli ad amici e conoscenti, per giunta totalmente inadeguati, e in alcuni casi anche affetti da problematiche psichiche. Tra gli affidatari dei minori pare vi fossero anche titolari di sexy shop. Sembra poi che uno dei minori, o forse anche due,  avrebbe subito davvero degli abusi ma ad opera di un parente del soggetto affidatario. 

Un giro d’affari, quello ricostruito dagli investigatori, da centinaia di migliaia di euro.

Le indagini hanno preso avvio da una sospetta escalation di denunce di abusi sessuali da parte dei servizi sociali nei confronti di genitori di soggetti minorenni.

Naturalmente si tratta di un quadro accusatorio tutto da dimostrare, ma se i reati contestati saranno confermati ci troveremmo davanti ad una “mostruosità” senza precedenti, a comportamenti diabolici frutto di menti criminali davvero fuori dal comune.

Quindi in certi casi non resta che confidare nella serietà degli inquirenti e augurarsi che la magistatura faccia piena luce su questi presunti episodi raccapriccianti.

Altro che Sea Watch e 42 migranti bloccati su una nave! Dove sono i professionisti dell’indignazione? Dove sono i difensori dei diritti umani, pronti a stracciarsi le vesti, a piangere, a promuovere scioperi della fame  per ogni bambino bloccato sulle navi Ong? Sui media i fatti di Reggio Emilia sono stati trattati con molta meno rilevanza, e modesta enfasi, rispetto alla capitana “eroica” della Sea Watch che ha cercato di forzare il divieto di sbarcare i migranti a Lampedusa e diventata la nuova icona dei radical chic. Non c’è stato un solo programma o talk show televisivo che ieri ha parlato dei fatti di Reggio Emilia, come si trattasse di cronaca ordinaria e non di una vicenda che, se dimostrata, denoterebbe una violenza fisica, psichica e mentale su dei bambini trattati ancora una volta come merce da sfruttare per puro business.

E se nei giorni scorsi il papà e la bambina annegati nel Rio Grande nel tentativo di entrare negli Stati Uniti e superare il muro con il Messico, sono stati presentati dai media di tutto il mondo come “vittime della politica di Trump” con il presidente Usa trattato alla stregua di un “assassino di bambini”, da ieri si assiste al valzer dell’ipocrisia nei confronti del sindaco Pd di Bibbiano. Accostare i fatti di Reggio al Pd è infatti considerata operazione di sciacallaggio. Due pesi e due misure.

Dal Governo sono intervenuti il premier Giuseppe Cone e il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. Il primo ha dichiarato: “Se fossero confermati i fatti si tratterebbe di accuse raccapriccianti e sconvolgenti”, mentre il secondo ha annunciato l’istituzione di una commissione d’inchiesta: “Quanto sta emergendo dall’inchiesta ‘Angeli e Demone’ è di una gravità inaudita – ha detto Fontana –  Grazie ai Carabinieri e agli inquirenti per il loro lavoro. D’intesa con i gruppi Lega ci siamo già attivati per istituire una commissione d’inchiesta sulle comunità familiari che accolgono minori. Nei confronti dei bambini deve essere garantita la massima trasparenza e ogni forma di tutela”.

Per il resto, tutti a Lampedusa a tifare Carola che sfida il Trump italiano. Benvenuti al festival dell’ipocrisia.  

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