Parla Rinaldi: “Lega in Europa con un obiettivo. Rackete ha dimostrato certe differenze….”

Politica

Si insedierà domani, 2 luglio, il nuovo Parlamento europeo uscito dalle elezioni del 26 maggio scorso. Si dovrà procedere all’elezione del nuovo presidente che dovrà succedere all’italiano Antonio Tajani e la giornata di oggi sarà probabilmente decisiva per sciogliere i nodi sul tappeto e stabilire i nuovi assetti istituzionali, visto che la presidenza dell’Europarlamento rientra nel pacchetto complessivo delle nomine riguardanti anche la presidenza della Commissione e del Consiglio europeo. Per l’Italia l’inaugurazione del nuovo Parlamento di Strasburgo coincide con le polemiche riguardanti la vicenda Sea Watch 3 e l’arresto del capitano della nave della Ong battente bandiera olandese. Ma è stata ancora una volta l’Europa la grande assente in questa vicenda che come al solito l’Italia si è trovata a gestire da sola. Abbiamo contattato il neo parlamentare europeo della Lega Antonio Maria Rinaldi in una pausa del suo viaggio in direzione di Strasburgo.

Con che spirito entra nel nuovo Parlamento europeo?

Con lo spitito di chi finalmente può far sentire forte e chiara la voce dell’Italia in Europa nelle sedi competenti. Ci aspetta una giornata molto impegnativa domani”.

In che senso?

“Con l’insediamento del nuovo Parlamento dovremo procedere all’elezione del presidente e di dodici vicepresidenti. Per eleggere il presidente nei primi tre scrutini sarà necessaria la maggioranza assoluta dei voti. Se ciò non avverrà, allora si dovrà procedere ad una quarta votazione con un ballottaggio fra i due candidati che avranno conquistato il maggior numero di voti al terzo scrutinio. E’ probabile quindi che ci servirà anche la giornata di mercoledì per chiudere la partita. A noi naturalmente interessa soprattutto quella delle vicepresidenze”.

Perché?

“Perché punteremo a far ottenere una vicepresidenza al nostro gruppo Identità e Democrazia che come sapete è presieduto da un italiano, Marco Zanni. Il nome che avanzeremo per la vicepresidenza sarà quello di Mara Bizzotto che è una veterana dell’Europarlamento, vi è entrata per la prima volta nel 2009 con la Lega Nord ed ha alle spalle un bilancio molto positivo per attività svolta e produttività. Ottenere una vicepresidenza per noi sarebbe un grande risultato. Naturalmente ci sarà da combattere, non sarà gioco facile”.

Inizierete la legislatura con la patata bollente della vicenda Sea Watch 3 e l’arresto del capitano della nave, la tedesca Carola Rackete. Ancora una volta l’Europa è sembrata latitante in questa vicenda, non è così?

“Direi che questa vicenda ha dimostrato chiaramente quanto la Germania sia brava a fare le prediche agli altri, tranne che a se stessa”.

Si riferisce alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri di Berlino secondo il quale, stando al diritto internazionale, non si può considerare criminale chi salva vite in mare?

“Appunto, i tedeschi sono bravi a richiamarsi al diritto internazionale soltanto quando fa comodo loro. Lo fanno nel caso della Sea Watch 3, ma quando si tratta della vicenda  ThyssenKrupp allora il discorso cambia. Ci sono due dirigenti tedeschi che sono stati condannati in via definitiva per il disastro dello stabilimento di Torino dove nel 2007 morirono sette operai, che sono liberi in Germania nonostante l’Italia abbia chiesto il loro arresto e il trasferimento nel nostro Paese per scontare la pena. In questo caso il diritto internazionale non vale, mentre deve valere per la capitana della nave della Ong che come stabilito dalla Procura di Agrigento si sarebbe resa responsabile di reati molto gravi. Per i tedeschi alla fine il diritto e le leggi internazionali, così come le regole europee di bilancio, non sono uguali per tutti. Ma a questo ormai siamo abituati”. 

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