Sassoli presidente del Parlamento Europeo. Pd vince anche quando perde

Politica

Grande successo della delegazione del Pd (che vince anche quando il consenso politico non va alla grande): David Sassoli è il nuovo presidente del Parlamento europeo. Una grande responsabilità e un grande onore per un altro italiano.

L’Italia mantiene dunque la presidenza e ad Antonio Tajani succede un dem, eletto a fine mattinata dall’assemblea di Strasburgo alla seconda votazione. Giornalista, volto noto della Rai, cominciò proprio al Tg3 prima di passare al Tg1 la sua carriera professionale. Sempre considerato di bella presenza, mai oggetto di polemiche feroci, se non per quella che lui chiama la fake news sull’olio tunisino, per cui si difese e chiese le scuse di grillini e leghisti.

Molto decise e affatto banali le sue prime parole: “Dobbiamo recuperare lo spirito dei padri fondatori”. Certo il compito è arduo: l’Italia è marginale nella nuova Europa ma lui dovrà essere un punto di riferimento, in grado di difendere anche i nostri interessi.

E il pensiero corre subito a Matteo Salvini. Che ne penserà? E con Di Maio saranno contenti? Tra la liberazione di Carola Rackete e l’elezione di David Sassoli, queste sono state finora le 24 ore più brutte sicuramente.

Sicuramente Sassoli restituisce all’Italia un’immagine che per quella parte di popolo che si sente europeista promuove i valori di umanità, uguaglianza, libertà e pace e respinge idee sovraniste. Sicuramente si tratta di una personalità di spessore che si spera sia da stimolo al Consiglio europeo nelle decisioni non più rinviabili tra cui il fenomeno migranti, il più grave e quello che segnerà la storia non solo del nostro Paese ma dell’Europa intera.

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