Ue, Fusaro: “Finita illusione di cambiare l’Europa. Tra Carola e Putin…”

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Alla presidenza della Commissione europea andrà la ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen, della Cdu. Alla guida della Bce la francese Christine Lagarde, attuale direttrice del Fondo monetario internazionale. Alla presidenza del Consiglio, il premier liberale uscente Charles Michel. Lo spagnolo Joseph Borrell sarà invece Alto rappresentante per la politica estera al posto di Federica Mogherini. Il socialista Frans Timmermans e la liberale Margrethe Vestager saranno invece i vicepresidenti vicari della Commissione Questo lo schema di accordo raggiunto in Europa fra i gruppi maggioritari dell’Europarlamento e che ieri ha già portato all’elezione dell’italiano Davide Sassoli, esponente del Partito Democratico e dunque socialista, alla presidenza dell’assise di Strasburgo. A questo punto c’è ancora la possibilità di cambiare l’Europa da dentro? Lo Speciale lo ha chiesto al filosofo Diego Fusaro.

Sembra raggiunto un accordo per ciò che riguarda le nomine in Europa. Svanito il sogno dei sovranisti di poter cambiare la UE dall’interno?

“Quello che temevamo si sta realizzando. C’è in atto una riconversione, un riallineamento al dogma liberista del cosmopolitismo di tipo americano basato su liberalizzazioni integrali, privatizzazione totale, centralità assoluta di Bruxelles con completo svuotamento delle sovranità nazionali. Tutti i partiti che sembravano all’opposizione e facevano campagna elettorale per uscire dall’euro, alla fine si sono piegati come nella conclusione del romanzo ‘1984’ di Orwell e si sono ridotti ad amare il ‘grande fratello'”.

Chi ha vinto e chi ha perso?

Premesso che tutto è in movimento e non c’è nulla di definitivo, al momento stanno vincendo gli alfieri del politicamente corretto in salsa europea, i signori liquido finanziari del capitale. Questo mi sembra evidente. L’Unione Europea è un loro progetto, è l’unione delle classi dominanti contro le classi lavoratrici. Quindi direi che stanno vincendo su tutta la linea. ma se tutto è tremendo nulla è irrimediabile come avrebbe detto Franco Fortini”.

Intanto dalla Russia con una intervista al Financial Times, il presidente Putin ha dichiarato morto il liberalismo che a suo giudizio avrebbe fallito completamente la sua missione perdendo la fiducia dei popoli per le sue politiche pro immigrazione e pro gender. Condivide?

Putin ha dichiarato morto il liberalismo, ma al tempo stesso ha elogiato Trump che a sua volta ha detto che l’America non sarà mai socialista. Sarebbe quindi curioso capire verso quale modello si sta puntando. Se non c’è più il liberalismo e non c’è più il socialismo in che direzione si sta andando? Al di là di ciò che pensano Putin e Trump io sono per un sovranismo internazionalista formato da Stati sovrani, nazionali, socialisti e democratici capaci di cooperare fra loro. Quindi l’opposto sia del nazionalismo che del cosmopolitismo liberista. Non so se questa sia anche l’idea di Putin, ma meno male che c’è oggi almeno lui a fare da opposizione all’avanzata di questo cosmopolitismo liberista”.

Carola Rackete è tornata libera su disposizione del Gip di Agrigento che in pratica ha smontato il Decreto sicurezza del governo. E’ una sconfitta per Salvini o per il leader della Lega sarà nuova acqua al suo mulino?

Carola libera rappresenta la vittoria del patronato cosmopolita. Non c’era dubbio che l’avrebbe fatta franca, visto che è sostenuta da quelle che io definisco le brigate fucsia delle sinistre, che sono antifasciste in assenza di fascismo per poter essere ultracapitaliste in presenza del capitalismo. Siamo di fronte a mio giudizio a vere e proprie armi di immigrazione di massa; tramite le varie Carola il patronato cosmopolita ha la possibilità di destabilizzare gli stati sovrani, abbassare i costi della forza lavoro sfruttando i migranti, terzomondizzare l’Europa privandola delle democrazie, dei diritti sociali. Così vince su tutta la linea. Il mondo di Carola rappresenta un ribellismo anarcoide che è appunto la versione fucsia della deregulation dei mercati da cui traggono beneficio soltanto i signori del capitale”. 

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