Bibbiano, parla Crepet: “Legge sui minori da rifare ma certi interessi lo impediscono”

Interviste

Divampa lo scandalo di Bibbiano in seguito all’esplosione dell’inchiesta “Angeli e Demoni” che ha svelato una presunta serie di reati dietro l’affido dei minori da parte dei servizi sociali della Val d’Enza. Secondo le indagini degli inquirenti, i bambini venivano tolti alle famiglie naturali dietro false accuse di abusi sessuali estorte ai piccoli con veri e propri lavaggi del cervello, e con false relazioni che attestavano condizioni di degrado familiari che in realtà non sussistevano. Un giro di affari che, stando alle accuse, sarebbe stato molto redditizio e avrebbe fruttato molto denaro nelle casse della Onlus che avrebbe gestito le sedute con i minori, pilotando e deformando i loro racconti. Sempre secondo gli inquirenti, i bambini venivano poi affidati a coppie facenti parte di un ristretto gruppo di sodali, comprese coppie lesbiche, titolari di sexi shop ecc. Si tratta come detto di accuse tutte da dimostrare, ma il lavoro degli investigatori è stato molto accurato e ha portato ad appurare che, le accuse di abusi sessuali che hanno portato a sottrarre i minori ai genitori naturali, sono finite tutte archiviate. E ci si chiede: ma è davvero così facile togliere dei bambini ai propri genitori. Sì, secondo lo psichiatra Paolo Crepet che intervistato da Lo Speciale sembra evidenziare le tante falle del sistema degli affidi.

Professor Crepet, lei ha dichiarato in un programma televisivo di aver assistito a dei casi davvero assurdi, a dei bimbi sottratti alle famiglie soltanto perché in casa non c’era la Tv. Ma basta davvero così poco per prendere una decisione tanto drastica, come quella di strappare un minore alla famiglia naturale?

“Purtroppo questa è la realtà dei fatti. Cose del genere non dovrebbero accadere, ma sono costretto ad usare volutamente il condizionale, perché invece accadono e sono frequenti. Non bisogna naturalmente generalizzare, ma il problema c’è e si pone con grande evidenza, non solo a Bibbiano. Credo sia chiaro a tutti che dietro al sistema degli affidi ruotino degli interessi. Certo, non è che domani mattina può arrivare un assistente sociale in casa e portarsi via un bambino, ma ci sono dei modi per poterlo fare”. 

Ci possono essere soltanto interessi di vario tipo o anche approcci ideologici dietro la decisione di togliere dei bambini ai propri genitori? A Bibbiano sembra che, oltre ai soldi, vi fosse anche un retroterra di tipo ideologico e culturale nella scelta di affidare i minori ad alcune coppie,

“Questo non si può stabilire, perché vengono fatte delle perizie che si avvalgono di vari strumenti. Ci sono periti di ufficio e periti di parte e poi il tutto è correlato dalla decisione dei tribunali dei minori”. 

Lei ha mai avuto sospetti su alcuni casi specifici, ha mai pensato che forse una certa misura non andava presa?

“Si, mi è capitato di assistere a qualche caso sospetto e anche altri colleghi mi hanno raccontato di situazioni anomale. Mi permetta però di dire che mi meraviglia molto chi si sconcerta ora che è venuto fuori il caso di Bibbiano. Il tema dell’affido dei minori lo discutiamo da almeno venti anni, tutti gli avvocati che si occupano seriamente di questa materia concordano nel dire che si tratta di un argomento che andrebbe rimesso completamente in discussione. L’intera legislazione andrebbe rivisitata e modificata. Partendo proprio da una seria riforma dei tribunali minorili”.

Che tipo di riforma?

A lei sembra normale che ad occuparsi di minori possa arrivare, dall’oggi al domani, un giudice che fino al giorno prima si occupava di frodi alimentari? Credo occorra una specializzazione dal punto di vista formativo prima ancora che da quello dell’esperienza, non si può affidare il Tribunale dei minori a magistrati qualsiasi. Servirebbe una magistratura specializzata sul ramo minorile, con professionisti del diritto formati appositamente per questo tipo di lavoro. A ciò si aggiunge poi il capitolo molto controverso dei giudici popolari, ovvero le figure chiamate ad affiancare i magistrati nelle decisioni. Persone che, molto spesso, potrebbero coltivare degli interessi nelle decisioni che contribuiscono a determinare. Non si tratta di buttare la croce addosso e colpevolizzare determinate categorie, ma non si può neanche pensare di affrontare una materia tanto complessa con superficialità”.

C’è chi punta il dito contro il sistema di reclutamento degli assistenti sociali. Anche questo è da riformare?

“Gli assistenti sociali sono persone il più delle volte precarie e mal pagate che hanno però un grande potere, sono sobbarcate di lavoro. Spesso vengono mandati allo sbando ad operare in contesti difficili come ad esempio un campo rom o un quartiere disagiato. La cosa che mi sconvolge è che da settimane si sta parlando di Bibbiano ma nessuno si è preoccupato di mettere mano al problema seriamente. Al Ministro Salvini mi sento di dire che non serve una conferenza stampa al giorno da qualunque parte d’Italia, serve agire. Lui è andato a Bibbiano ma sa benissimo di non poter fare nulla come Ministro dell’Interno. Questa materia è di  competenza del Ministro di Grazia e Giustizia. E allora se davvero si ha a cuore la tutela dei minori si rimetta mano alla legislazione. Ma se si pensa di cambiare un Paese con le conferenze stampa, allora io ho tutto il diritto di considerarmi Napoleone Bonaparte”. 

Perché è così difficile mettere mano alla materia?

“Bella domanda! Non so se in Parlamento da qualche parte esista una bozza di riforma, ma non ho memoria di proposte organiche e coraggiose. E come le ho detto sono almeno vent’anni che si va ribadendo l’urgenza di riformare la legge sugli affidi. Forse si ha paura di andare a toccare equilibri ed interessi molto delicati o di pestare i piedi a poteri e lobby attive nel settore?”.

Condividi!

Tagged