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Conte-2. Nuovo umanesimo? Ecco le vere idee su economia, famiglia e salute

Politica

Non è e non sarà una mera esperienza governativa. Anche se il nuovo governo dovesse durare poco, 5Stelle e Pd metteranno le basi, lavoreranno per un nuovo centro-sinistra.

L’alleanza giallorossa infatti, sarà, un modello-laboratorio (valido pure per le regionali), che i diretti interessati cercheranno di radicare in Italia, e che sarà molto apprezzato dai poteri forti europei e dai fautori del governo mondiale dell’economia.

Un centro-sinistra con un collante estremamente diverso rispetto al passato: un collante laicista, liberal, radicale di massa, cosmopolita, mondialista, con l’obiettivo di cancellare ogni riferimento alle identità storiche, culturali, religiose dei popoli, col pretesto di smontare l’impianto salviniano su sovranità, sicurezza, immigrazione, famiglia naturale, centralità della vita. Loro la chiameranno democrazia, modernizzazione, ma la sostanza sarà questa.

L’Ulivo, l’Unione, sono stati la sommatoria di elementi eterogenei (liberali, sociali, statalisti, radicali, cattolici-progressisti, neo-post-comunisti), che non hanno consentito una governabilità coerente. Per questa ragione hanno fallito. Specularmente lo stesso male che ha ingessato e tramortito il centro-destra di governo. E’ la storia fallimentare dal 1994 in poi, a dirlo. E a rispondere in modo definitivo, nero su bianco, prove alla mano, a chi oggi vorrebbe rieditare questa sbagliata democrazia dell’alternanza. Da Berlusconi ai vecchi dem (D’Alema, Prodi etc).

Le idee giallorosse che Conte chiama “nuovo umanesimo” o nuova stagione riformatrice, in realtà parlano con le provenienze, le gambe, i cervelli, i progetti dei ministri scelti. Tutto legittimo, per carità, ma l’orizzonte è evidente.
Temi etici. Altro che nuovo umanesimo, il dna del governo imporrà attraverso leggi e impulsi istituzionali il nuovo “transumanesimo”.

Ministro della Salute, Roberto Speranza (Leu): un nome, un programma. Bandiera della salute pubblica, metterà fine ai sogni grillini “No Vax” e sicuramente darà impulso alla legge sul fine vita (si legga eutanasia), come superamento del bio-testamento. Certamente fermerà i provvedimenti leghisti sul divieto di vendita della cannabis e dirà la sua in tema di liberalizzazione delle droghe. Scommettiamo?

Ministra per la Famiglia, Elena Bonetti (Pd): un nome, un programma. Figlia di quella cultura catto-progressista (scout, Agesci), allieva di don Gallo e di Renzi, nel 2014 ha firmato un appello per riconoscere le unioni gay. La logica conseguenza saranno ora le adozioni gay, i matrimoni arcobaleno e via dicendo in progress. Naturalmente nel nome della non discriminazione e delle pari opportunità. Il lavoro di Fontana sarà seppellito.

Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti (quota 5Stelle): un nome, un programma. Un altro laicista. Viceministro al Miur, professore, noto per i suoi progetti “africani”, esperto di regionalismo sovrannazionale, ha ricevuto vari riconoscimenti accademici dalla Commissione europea; detiene tra l’altro la cattedra Unescounu in integrazione regionale, migrazione e libera circolazione delle persone. Ci aspettiamo nutriti programmi scolastici basati sul globalismo, l’integrazione globale e il gender.

Temi economici. Il giallorosso fonderà l’anima liberal, il liberismo riverniciato di umanitarismo e il cosmopolitismo: mercato unico, pensiero unico.

Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (Pd): un nome, un programma. Dopo Tria, garante di Bruxelles, il passaggio ad un ministro politico dem, è stato breve. In discesa. Apprezzato, caldeggiato in modo preventivo (prima dell’ufficialità delle liste) dalla neo presidente del Fmi, Christine Madeleine Lagarde (il che la dice lunga), gode della segnalazione urbi et orbi di Soros (Open Society); qualificato come “affidabile”. Vogliamo scommettere che la prossima manovra sarà condivisa da Bruxelles? E i mercati, lo spread, saranno virtuosi?

Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli e ministro degli Interni Luciana Lamorgese. Due nomi, due programmi. Vogliamo scommettere che saranno cassate tutte le politiche di Salvini (porti chiusi, decreti sicurezza)? Gli immigrati saranno di nuovo una risorsa per Pil, tasse e denatalità?

I succitati ministri e personalità politiche hanno tutto il diritto di essere quello che sono. La presente è solo una fotografia sul cambio di paradigma culturale che l’abbandono di Salvini ha causato.

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