#GretaThunberg all’Onu fra lacrime e rabbia: cosa non torna

Politica

“Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia”. E’ l’accusa lanciata da Greta Thunberg al Summit sul clima all’Onu. “Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai”.

“Il mondo – ha aggiunto ancora – si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.

Era lei alla fine l’ospite più atteso alla conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite e lei, la paladina della lotta ai cambiamenti climatici, la foga ce l’ha messa tutta nello scagliarsi contro i grandi del pianeta che lascerebbero degradare il mondo senza alcuno scrupolo.

Ma quanto c’è di autentico e quanto di pilotato dietro il personaggio di Greta Thunberg? Quanto c’è di spontaneo e quanto di “costruito a tavolino”? E ancora, chi c’è dietro questa ragazzina con le treccine al cui cospetto si sono seduti i leader del mondo, ascoltando i suoi attacchi e facendo a gara per dimostrare di aver compreso la lezione?

Insomma, cosa c’è di più efficace dell’innocenza dei bambini per lanciare messaggi “politicamente corretti” senza dare l’idea che dietro al messaggio possano esserci interessi diversi da una spontanea lotta per la sopravvivenza dei mari, dei ghiacciai, delle specie animali a rischio e per l’uomo stesso in pericolo di morte a causa delle emissioni di Co2? Come mai Greta è spuntata proprio nel momento in cui in ambito scientifico stanno aumentando sempre di più le voci contrarie e dissidenti rispetto a quella che è diventata ormai la narrazione ufficiale sui cambiamenti climatici, ovvero che la causa sia il massiccio utilizzo dei combustili fossili?

Sono tanti a dubitare della genuinità di questa “bambina prodigio” che secondo i media avrebbe addirittura fulminato Donald Trump con lo sguardo appena entrato nella sala del summit. 

E a far nascere il legittimo sospetto che Greta sia un personaggio “costruito in laboratorio”, anche il fatto che mentre urla contro la devastazione del pianeta, contemporaneamente sembra non mostrare alcun interesse verso altre forme di distruzione dell’essere umano, come i sempre più violenti attacchi alla vita umana, dal concepimentio alla morte naturale; dando anzi l’idea di essere perfettamente funzionale al processo di relativizzazione della vita umana in linea con le grandi lobby liberal mondiali. Preoccupate per il rischio estinzione dell’orso bianco ma menefreghiste di fronte alle migliaia di vite umane che non vengono alla luce grazie a quella che viene considerata una grande conquista di civiltà. l’interruzione della gravidanza o aborto.

Il senatore di Forza Italia Lucio Malan ha twittato: “#Greta Thunberg denuncia 5 paesi perché con le loro emissioni di CO2 metterebbero in pericolo il futuro dei bambini: Argentina, Brasile, Francia, Germania, Turchia. Peccato che non dica nulla di 11 dei primi 12 paesi per emissioni. Muta sulla Cina!” Come mai?

Forse perché “spontaneamente” era troppo impegnata a “fulminare” con lo sguardo il presidente Trump? Eh già, quello stesso Trump che si trovava lì per partecipare ad un’altra sessione dell’Onu dedicata ai cristiani perseguitati nel mondo. Dei quali a Greta ovviamente non interessa nulla; forse perché non ci sarebbero stati riflettori puntati in quella sala pronti a registrare ogni suo minimo starnuto?

 

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