Cashback e ambiente, parla Rizzo (PC): “Vi svelo la strategia del capitalismo globalizzato”

Interviste

Meno contante in circolazione, sembra essere questa la misura che il governo Conte 2 intende mettere in campo per disinnescare le clausole di salvaguardia e il conseguente aumento dell’Iva.  Si tratta del meccanismo di cashback, legato alla modalità di pagamento degli acquisti per avvantaggiare chi deciderà di saldare con uno strumento di pagamento elettronico, come bancomat e carta di credito, nel tentativo di far emergere quanto più possibile i pagamenti in nero e racimolare così risorse per la Manovra. A ciò è anche abbinata l’idea del “Bonus Befana”una sorta di maxi incentivo da concedere ad inizio anno a quanti avranno superato una determinata soglia di spese sostenute con strumenti digitali. Ma è davvero questa la strada giusta per combattere l’evasione fiscale e recuperare risorse? Lo abbiamo chiesto al leader del Partito Comunista Marco Rizzo che per sabato prossimo ha convocato la piazza contro il governo giallorosso.

C’è chi definisce il cashback una sorta di iva mascherata. E’ davvero così?

“Come ormai accade sistematicamente, sia si parli di ambiente, sia di evasione fiscale, sia di altri temi, il capitalismo globalizzato offre una precisa strategia che è quella di mettere in campo qualsiasi azione, anche dal punto di vista culturale, pur di evitare la vera domanda. Se non ci fosse questo modello di sistema le cose andrebbero meglio per tutti? La risposta è affermativa ed è per questo che hanno bisogno di coprire tutte le loro contraddizioni con qualsiasi arma di distrazione di massa”.

E che c’entra questo con i pagamenti elettronici?

E’ presto detto. Sul clima hanno mobilitato migliaia di giovani su un tema giusto, ma omettendo di dire che il 70% dell’inquinamento nel mondo è prodotto da cento multinazionali. Omettono di dire che le forze armate degli Stati Uniti consumano più carburante in un giorno di numerosi Stati del mondo. Omettono in sostanza di assumersi le loro responsabilità e cercano di puntare l’indice sui comportamenti individuali. Così la colpa dell’inquinamento non è delle grandi industrie che hanno distrutto l’ambiente in nome del profitto, ma del cittadino che non fa bene la differenziata, che lascia la luce accesa, spreca l’acqua o viaggia con l’auto a gasolio. Lo stesso criterio viene applicato anche all’evasione fiscale”.

Quindi sta dicendo che è una misura inutile?

L’evasione fiscale è un tema importantissimo e oggi la causa viene identificata nell’uso del contante, anche magari per pagare delle piccole transazioni. Poi ovviamente chi se ne frega se le grandi multinazionali che evadono miliardi hanno le loro sedi nei paradisi fiscali e così non pagano le tasse. E’ una nuova strategia molto sottile che coinvolge il popolo e lo fa sentire colpevole. Colpevolizzando i singoli comportamenti si fa in modo di guardare il dito ma non la luna. Sono assolutamente contrario a questa misura introdotta dal governo che non risolverà né il problema dell’evasione, né quello dell’elusione fiscale obbligando i pensionati ad avere una carta di credito che non sapranno usare e che comporterà una spesa fissa all’anno, piu competenze e altro, a loro carico. Il tutto ovviamente a vantaggio delle banche”

Il governo però ha anche annunciato il “bonus befana” un premio ad inizio anno per coloro che avranno speso di più in moneta elettronica nel corso dell’anno. 

“Fa tutto parte della stessa strategia. Quello che ci daranno da una parte ce lo leveranno dall’altra, anche perché quando saremo tutti obbligati ad usare la carta di credito potranno decidere qualsiasi aumento senza che da parte nostra ci sia la minima percezione. Oggi con il contante si vede subito se un prodotto costa più di ieri, con il bancomat non ci accorgeremo più nemmeno di quello. E’ per tutti questi motivi che sabato 5 ottobre alle ore 15,30 a Roma in Piazza Santi Apostoli ci ritroveremo per protestare contro questo governo voluto dai poteri forti. Scenderemo in piazza per dire che non vogliamo essere governati dalle multinazionali e per protestare contro la mozione del Parlamento europeo che equipara nazismo e comunismo. Sarà una giornata dell’orgoglio comunista”. 

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