Crocifisso e tortellini, Sgarbi: “Difendo Zuppi e a Fioramonti dico….”

Interviste

“Monsignor Zuppi ha negato tutto, non ha mai richiesto che il ripieno dei tortellini per la festa di San Petronio non fosse di carne di maiale, mi ha detto che non si sogna proprio di andare contro la tradizione bolognese e non si capacita come sia potuta accadere una cosa del genere”.  Lo ha dichiarato Vittorio Sgarbi, critico d’arte e parlamentare, amico dell’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi finito nell’occhio del ciclone per la vicenda dei tortellini imbottiti eccezionalmente di carne di pollo, per rispetto ai cittadini di religione islamica nel giorno della Festa di San Petronio. Lo Speciale lo ha intervistato per approfondire la questione.

Lei ha parlato con il vescovo, nonché prossimo cardinale, Matteo Zuppi sulla questione del tortellino. Ci spiega come sono andate le cose?

Ero a pranzo con un imprenditore e la discussione è scivolata proprio sulla polemica dei tortellini. Lui era molto irritato con Zuppi perché aveva letto che la richiesta era partita direttamente da lui. A quel punto ho chiamato l’arcivescovo e lui ha negato di aver mai richiesto il ripieno a base di carne di pollo per fare un favore ai musulmani, in quanto rispettoso delle tradizioni bolognesi. La polemica dunque non esiste”. 

Dire che non esiste è un po’ troppo. Se il caso è scoppiato da qualche parte l’idea sarà pure nata?

“Se la richiesta di sostituire la carne di maiale con quella di pollo l’avesse realmente avanzata il vescovo allora avrebbe avuto un significato dirompente e se ne sarebbe giustamente discusso. Ma poiché non è così, non si può fare un caso nazionale su un’idea che è venuta ad un qualsiasi signor nessuno che spara sciocchezze”.

Non pensa che Zuppi possa aver corretto il tiro proprio in seguito alle polemiche? In fondo la nota della Curia nega la paternità delle decisione, ma l’approva comunque.

No, sono assolutamente sicuro dell’estraneità dell’arcivescovo a questa polemica inesistente”.

Perché ne è così sicuro?

“Perché io stesso sono andato a celebrare la mortadella sul sagrato della basilica di San Petronio con il vescovo vicario, ricordando che nel 1661 per regolarne la produzione fu pubblicato un bando dal cardinale Girolamo Farnese, legato pontificio di Bologna, che impediva la produzione di mortadella con carni diverse da quelle del maiale. Zuppi, che è un uomo ricco di spirito e di ironia, mi ha confermato che lui i tortellini li mangia soltanto con la mortadella. La sua smentita credo metta fine a questa storia assurda”.

Zuppi fra poco riceverà la porpora cardinalizia. E’ contento?

Sì, perché si tratta di una persona molto intelligente, Certo, lui è molto vicino a papa Francesco, possiamo definirlo un bergogliano a tutti gli effetti e io non mi trovo molto in sintonia con l’attuale pontifice che ho più volte criticato per certe sue posizioni contro Salvini e la Lega. Zuppi è sicuramente un antisalviniano, ma questo non toglie che sia una persona di grande valore”. 

In queste ore è riesplosa l’ennesima polemica sul crocifisso nelle aule scolastiche con il ministro dell’Istruzione che si è detto contrario, preferendo al suo posto le carte geografiche. Come risponde?

“Che anche qui la polemica non c’è, visto che siamo in presenza di un ministro che è soltanto in cerca di visibilità. Uno che dichiara una cosa e poi si contraddice, la rettifica, la corregge, la smentisce. La domanda vera è perché quelle dichiarazioni Fioramonti non le ha fatte quando era sottosegretario”

Già, perchè?

Perché nessuno gli avrebbe dato importanza. Invece oggi che è ministro le sue parole assumono un significato diverso e lui, che nessuno conosce, finalmente ha potuto avere l’occasione di mettersi in mostra e dimostrare a tutta Italia che esiste davvero”.

Però comunque le dichiarazioni ci sono state. Lei si batte da anni in difesa del crocifisso nelle aule scolastiche, quindi come risponde?

“Rispondo che Fioramonti ignora la differenza fra cristiano e clericale. Non c’è incompatibilità fra cristianesimo e laicismo, al contrario va detto che il cristiano è forse più laico di chi si professa tale. Tutti siamo cristiani, anche se non indossiamo una tonaca e magari non ci stanno simpatici i preti. Il crocifisso è il simbolo dell’identità cristiana del nostro Paese ed è un simbolo di laicità. Non a caso siamo stati governati per cinquant’anni da un partito che si chiamava Democrazia Cristiana, partito cattolico ma non clericale, che ha sempre difeso la laicità dello Stato tenendo ben distinta la sfera politica da quella religiosa. Identificarsi nel crocifisso non significa identificarsi nella Chiesa”. 

Secondo lei il crocifisso nelle aule ci deve stare o no?

“Sono contro le costrizioni. Se in una classe non lo vogliono non deve essere imposto, ma non si può negare a prescindere che ci possa stare sulla falsa idea che offenda la laicità dello Stato o le altre religioni. Perché il cristianesimo, e Cristo stesso, sono espressione di tolleranza e di libertà”.

Non pensa che ci sia una sorta di pregiudizio nella decisione di venire incontro ai cittadini di altre religioni? Spesso musulmani, ebrei, buddisti nemmeno avanzano certe pretese, eppure partendo dal presupposto che tutto li offenda si rinuncia a tante cose, ai crocifissi, al presepe, alle recite natalizie. Non vede questo rischio?

Chi fa questo è un ignorante e sono contento che sulla questione dei tortellini il vescovo Zuppi non c’entri nulla, si sia chiamato fuori. Poi dipende da chi propone e attua certe iniziative. Insomma, se partono da un cardinale, da un vescovo, da un ministro ecc. allora assumono una certa gravità, ma se fatte da perfetti sconosciuti è soltanto una gratuita forma di visibilità per loro cui non darei alcun peso. Come non lo darei a Fioramonti, che cerca di mettersi in mostra dentro un governo nato contro gli elettori da manovre di palazzo, e composto da persone prive della minima popolarità”. 

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