Eutanasia selvaggia, inizia la battaglia etica e i primi casi choc

Politica

Eutanasia selvaggia, la notizia ha dell’incredibile. Si può chiedere l’interruzione delle terapie, in determinati casi, anche in assenza del Testamento Biologico da parte del paziente.

Insomma basterà che un amministratore di sostegno si inventi una nostra richiesta di fine vita espressa a lui e senza le dovute verifiche, che potranno ucciderci? Nel diritto le parole non sono mai servite a nulla. Non basterebbero per vendere un motorino (perché serve l’esibizione del documento di proprietà) ma potranno bastare per farci fare un’iniezione letale? Essere eliminati sarà più facile che effettuare una compravendita?

Avere precedentemente espresso una volontà di fine vita ad un proprio ‘rappresentante’, cioè all’amministratore di sostegno designato, secondo il Giudice tutelare del Tribunale di Roma (da quanto per ora si legge dai giornali), potrà essere dirimente per decidere? Tuttavia a leggerla così la notizia ci sembra alquanto strana se non assurda, sicuramente sarà sfuggito all’attenzione dei media qualche particolare.

Di fatto c’è un dato: dalla sentenza della Consulta sul caso Dj Fabo l’Italia rischia di correre veloce a imitare Belgio e Olanda dove certe pratiche sono già alquanto attive e piuttosto avanti.

Sempre ieri, è arrivata un’altra news che lascia perplessi: un giudice ha autorizzato lo stop alle cure per una donna in stato vegetativo anche senza biotestamento, ma dichiarando che la sua volontà è provata. Si tratta di una giungla giuridica? E nelle giungla qual è la legge? Quella del più forte e non della giustizia.

Subito sono intervenute le associazioni cattoliche in difesa del malato, del debole e del fragile che rischia di rimanere schiacciato dalle battaglie ideologiche e dal vuoto normativo. “Quello che è assurdo – hanno detto Brandi e Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia  – è che in Belgio, in circa 15 anni, si è cominciato a praticare l’eutanasia ai malati terminali col loro consenso e si è arrivati a uccidere persone depresse o in stati di fragilità che altrove verrebbero piuttosto curate per impedirne i suicidi. In Italia abbiamo fatto di più in pochi giorni: ora basterá che un amministratore di sostegno si inventi una nostra richiesta di fine vita espressa a lui e senza verifiche potranno ucciderci! Parole che non basterebbero per vendere un motorino perché serve l’esibizione del documento di proprietà, varranno per essere eliminati”.

“Per fermare questa deriva vergognosa – hanno annunciato i due – insieme ad altre associazioni stiamo chiedendo al Presidente del Consiglio Conte e ai presidenti di Camera e Senato con una petizione (https://www.provitaefamiglia.it/petizione/firma-contro-una-legge-su-suicidio-assistito-ed-eutanasia) di non estendere la possibilità di suicidio assistito o eutanasia con una legge, dopo che la Corte costituzionale ha depenalizzato in certi casi l’agevolazione del suicidio altrui. L’Italia non tarderebbe a divenire come quei pochissimi paesi che hanno legalizzato da anni il suicidio assistito o l’eutanasia, nei quali – come in Olanda – si sopprimono anche i bambini, le persone affette da demenza o da altre patologie psichiatriche, e dove le richieste di eutanasia stanno aumentando in modo esponenziale. Il rischio del piano inclinato è troppo reale e la tentazione per lo Stato di risparmiare sulle cure è reale”.

Ma solo ieri, sul suo blog, Beppe Grillo ha lanciato tutto un appello di tutt’altro genere. Il garante e fondatore del Movimento 5 stelle ha scritto: “Qualche giorno fa”, è stato l’esordio del blog di Grillo, “ero in ospedale per una visita di routine. Mi sono fatto rapire da una scena che accade di continuo: un uomo di circa 70 anni con le tipiche caratteristiche desolanti del ‘paziente che non ne esce più’. Era in barella, al suo seguito una specie di tata svogliata e grassa che quasi non parla italiano, nessun altro. Mi ha colpito ed affondato la sua espressione: ‘… ci siamo…’. Sembrava una versione lenta dell’arrivo alla cima dell’8 volante che sta per andare giù… ma per sempre. Un riassunto agghiacciante, i suoi occhi erano tanto increduli quanto spaventati e soli. E’ passato attraverso la scia meteorica di tanti medici e infermieri, tutti più o meno giovani, e comunemente intenti ad ignorare quello sguardo. Una cosa privata e triste, un intimo precipizio, la nuova casa per quel che mi resta”.

“Non capisco e non capirò mai – ha concluso – come possa venire in mente di metterci a dettar legge al mistero triste e fabbricare impicci e cavilli vari per ostacolare quelle pochissime scelte che restano alla fine” ha poi concluso.

Insomma la battaglia etica è appena incominciata.

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