Assalto nazista in Germania, le voci della politica: solidarietà e riflessioni

Politica

L’autore dell’assalto alla Sinagoga di Halle, in Germania, costato la vita a due persone, è agli arresti. Era un lupo solitario oppure no? Ancora questo non è dato sapersi. Ma “deve passare il resto della sua misera vita in galera” ha detto a Mattino Cinque Matteo Salvini, segretario della Lega, ricordando anche la sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha richiamato l’Italia contro l’ergastolo ostativo.

Tuttavia per Salvini, “di nazisti, piuttosto che comunisti, che sparano per le strade ce ne sono molti meno rispetto al terrorismo islamico che è organizzato e presente in molte parti del mondo. “I dementi che sparano nel nome di Hitler o Stalin sono molti di meno, per fortuna – ha proseguito il leader della Lega – e non torneranno più né il nazismo né il comunismo. Chi spara è un cretino a meno che non sia un poliziotto che è autorizzato a farlo. Può sparare in nome di chi vuole ma è un delinquente”.

E alla fine ha evidenziato come il vero pericolo provenga dal terrorismo islamico: per questo Salvini ha ribadito: “Quello islamico è  molto più presente, organizzato o pericoloso di altre forme di terrorismo”.

Per il resto la solidarietà alla comunità ebraica internazionale “è unanime insieme alla più ferma condanna per la sparatoria nei pressi della sinagoga di Halle in Germania. I miei pensieri vanno oggi ai familiari degli innocenti uccisi. Sentimenti di profondo cordoglio per le vittime di questo atto di brutalità”, ha scritto il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo. 

Per il leader del M5S e ministro degli Esteri Luigi Di Maio è stata colpita tutta l’Europa. Su Twitter ha scritto: “Non è stato colpito solo il popolo ebraico in Germania, è stata colpita tutta l’Europa. L’Italia è vicina al dolore dei familiari delle vittime e condanna quest’atroce gesto. #Halle”.

Sempre su Twitter si è espresso anche il premier Giuseppe Conte: “Il nostro pensiero va alle vittime e ai loro cari- ha scritto – la mia vicinanza alla comunità ebraica internazionale”.

Per Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia invece “è assolutamente necessario coltivare la memoria degli orrori della Shoah, e combattere una guerra senza quartiere contro questo cancro politico, sociale e culturale”.

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