“Mafia capitale”, la Cassazione gela Raggi e company: “Delinquenza semplice”

Politica

Ma quale mafia, quella di Buzzi e Carminati era soltanto delinquenza.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che in pratica ha riportato il processo “mondo di mezzo”, meglio conosciuto come “Mafia Capitale”, alla sentenza di primo grado. Già allora i giudici stabilirono che quella di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati non era “mafia”.  Sentenza poi ribaltata in appello, dove invece i giudici di secondo grado hanno riconosciuto l’associazione di stampo mafioso.

Adesso arriva la parola definitiva della Suprema corte, con la caduta di diverse accuse a carico della coppia Buzzi-Carminati.

La VI sezione penale della Cassazione ha riconosciuto la presenza di due associazioni distinte a carattere delinquenziale, ma non la loro “mafiosità”.

Si tratta di un annullamento senza rinvio. La Cassazione, nel riconoscere che quella dei due era “delinquenza semplice” e non mafiosa, ha rinviato gli atti ai giudici di appello che dovranno ora istruire un nuovo processo soltanto per  rideterminare la pena a carico degli imputati sulla base del nuovo capo di imputazione.

Ora bisognerà attendere la deposizione delle motivazioni per capire i criteri che hanno portato i giudici della Cassazione a smontare la ricostruzione dei colleghi di appello.

Insomma, l’associazione a delinquere messa in piedi dai due esisteva veramente, ma era “delinquenza semplice”, non riconducibile alla voce “mafia”.

La sentenza ovviamente ha provocato reazioni contrastanti, ma alla fine ha forse sancito un principio sacrosanto. Quello cioè di non fare di tutta la criminalità una mafia. Da anni infatti il mondo politico e i media stanno abbinando il termine “mafia” con riferimento a vicende criminali che solo apparentemente sembrano riconducibili ai sistemi e alle modalità delle grandi organizzazioni mafiose, camorristiche ecc. Quasi come se la mafia fosse alla radice di ogni tipo di criminalità.

I giudici della Cassazione hanno invece preservato la particolarità della mafia, da intendere per sua natura come un qualcosa di diverso da altri tipi di organizzazioni criminali e come tale da trattare con misure straordinarie come avvenuto in questi anni con il ricorso alle legislazioni antimafia, il carcere duro, il 41 bis, l’ergastolo ostativo ecc.

Insomma il rischio concreto è quello di passare dal “negazionismo mafioso” tipico degli anni cinquanta e sessanta ad una “banalizzazione” della mafia posta sullo stesso livello della delinquenza dei “ladri di polli”. 

Ciò non toglie nulla alle gravi responsabilità del duo Buzzi-Carminati che comunque sono state accertate e che vanno ben oltre la forza delle parole.

La sentenza di Cassazione è caduta come una doccia gelata sul Movimento 5 Stelle che di “Mafia capitale” ha fatto un suo cavallo di battaglia ed in particolare sul sindaco della Capitale Virginia Raggi che ieri era presente in aula al momento della lettura della sentenza.

Il suo commento è sembrato emblematico di fronte alla narrazione pentastellata spazzata via in poche righe: “La sentenza – ha detto – conferma comunque il sodalizio criminale. È stata scritta una pagina buia della storia della città. Lavoriamo insieme ai romani per risorgere dalle macerie che ci hanno lasciato, seguendo un percorso di legalità e diritti”.

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