INCHIESTA AMATRICE, parla l’avvocato Mazza: “Ecco tutti i conti che non tornano”

Politica

Fra poche settimane si capirà la verità su Amatrice, città simbolo nazionale del rilancio economico, da troppo tempo al centro di veleni e divisioni.

Come noto, dopo le amministrative cittadine del 26 maggio scorso, che hanno visto prevalere di misura il nuovo sindaco Antonio Fontanella sul sindaco uscente Filippo Palombini (nella foto), quest’ ultimo ha contestato il voto, con due esposti, uno al Tar, uno alla Procura di Rieti.
Il 17 ottobre il Tar del Lazio, ritenendo ammissibile il ricorso, ha fissato la data dell’11 dicembre per la prossima udienza, disponendo l’acquisizione del fascicolo di indagini presso la Procura, riservandosi se ricontare i voti del seggio-2 (quello dove i numeri non tornano), e tornare alle urne, o archiviare il tutto. Nel frattempo, i Carabinieri di Rieti nel loro resoconto delle indagini, non hanno riscontrato elementi penali sufficienti per procedere.
In attesa della pronuncia ufficiale della Procura di Rieti, e in vista del prossimo 11 dicembre, che si annuncia come una data definitiva, abbiamo sentito il parere dell’avvocato Giovanna Mazza che sta seguendo la causa penale intentata dai ricorrenti.

DUE DATE IMPORTANTI PER IL FUTURO DI AMATRICE. UNA RECENTE, IL 17 OTTOBRE E UNA PROSSIMA, L’11 DICEMBRE. CI SPIEGA LO STATO DELL’ARTE DELLA VICENDA DAL PUNTO DI VISTA GIUDIZIARIO?

“Il TAR ha ritenuto ammissibile il ricorso dell’ex sindaco Filippo Palombini e, posto a conoscenza della pendenza in sede penale, ha richiesto alla Procura di Rieti un supporto documentale. La Procura di Rieti è stata attivata e sollecitata costantemente attraverso produzioni documentali e numerose note, e ritengo possa soddisfare la richiesta del TAR solamente qualora le indagini preliminari si siano concluse. Non ci è noto, ad oggi, se siano terminate effettivamente, poiché, come spesso accade, si apprendono notizie dai media e non direttamente, nonostante i differenti ruoli svolti”.

LEI SEGUENDO LA CAUSA, IN QUALITA’ DI AVVOCATO PENALISTA, COSA HA CHIESTO ESATTAMENTE ALLA PROCURA DI RIETI?

“A fronte delle manifeste irregolarità nella compilazione dei verbali e nei dati a supporto del conteggio conclusivo, si è evidenziata la necessità di acquisire tutta la documentazione relativa alle votazioni svoltesi presso il seggio n.2, facilmente reperibile presso la Prefettura di Rieti: i verbali di consegna del materiale, le schede elettorali, i verbali delle operazioni di voto e quant’altro necessario per l’accertamento della sussistenza o meno di quanto evidenziato documentalmente. Oggi ancora non sappiamo quante siano state le schede consegnate al seggio, quante vidimate, quante utilizzate dagli elettori, quante seppur vidimate non siano state utilizzate, nonché il numero preciso di schede rimanenti: è paradossale che, in questa materia, lo ribadisco, assai semplice da verificare, ci si muova su ipotesi numeriche. Posso dire che stiamo letteralmente dando i numeri; da mesi continuo a scrivere memorie dove ogni volta indico un dato differente che emerge dall’ analisi comparata dei due verbali – lista elettorale e registro – e da accertamenti svolti dai e coi privati cittadini! Solo un paio di dati che posso ritenere pubblici poiché acquisiti dal mio assistito con una semplice istanza: le schede rimanenti vidimate e non utilizzate potrebbero essere 216, 214 o 213! Le schede rimanenti non vidimate potrebbero essere 77 o 39”.

NEGLI ESPOSTI SI LEGGE DI COMPORTAMENTI ANOMALI DEL PRESIDENTE DEL SEGGIO 2, DI REGISTRO BLINDATO, DI SCHEDE CHE NON TORNANO, MATITE IN ECCESSO. ECCO, QUALI DOMANDE SI E’ POSTA COME AVVOCATO, MA ANCHE COME CITTADINA CHE CREDE NELLO STATO DI DIRITTO?

“Per mio tramite sono state richieste indagini specifiche a tutela dei cittadini, affinché si faccia chiarezza. Credo sia il caso di precisare che le attività istruttorie proposte non possano essere ritenute ‘di parte’, poiché, come è facilmente comprensibile, nessuno può prevedere una eventuale verifica delle schede, né a quale risultato conduca. La Procura non ha un compito leggero da svolgere: bisogna esaminare i dati – e non sono pochi – compararli, accertare le irregolarità, valutarne il rilievo penale ed identificare il soggetto responsabile. Mi permetto di aggiungere che molto lo abbiamo già fatto noi evidenziando almeno l’inconfutabile”.

L’AZIONE GIUDIZIARIA DELLA PROCURA DI RIETI, IN QUALCHE MISURA AIUTERA’, SUPPORTERA’ LA DECISIONE DEL TAR?

“Si tratta di valutazioni ben differenti. Credo che il TAR si sia espresso con una ordinanza interlocutoria al fine di non dover duplicare l’istruttoria.  In sede penale l’accertamento è sulla sussistenza o meno di precise ipotesi di reato; in sede amministrativa, ovviamente, si tratta di irregolarità che avrebbero inficiato le operazioni di voto. E’ chiaro che il materiale su cui si lavora sia lo stesso e che una eventuale falsità comporti l’irregolarità della tornata elettorale. Peraltro non è certo il contrario: le eventuali irregolarità possono inficiare l’esito della votazione ma non derivare dalla commissione di un reato”.

TRA I RECENTI VELENI, LA DENUNCIA NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE, L’EX SINDACO PALOMBINI, RELATIVA AL PRESUNTO USO DELLA VETTURA COMUNALE PER RAGIONI PRIVATE, FATTA SUBITO DOPO LA DECISIONE DEL TAR DI ACCOGLIERE IL RICORSO. NON LE SEMBRA SINGOLARE QUESTA TEMPISTICA? QUALCUNO PARLA DI RITORSIONE A OROLOGERIA? SE IL RICORSO FOSSE STATO RESPINTO, CI SAREBBE STATA QUESTA “VENDETTA”?

“Le ipotesi non mi appartengono. Palombini ha avuto notizia da un quotidiano della indagine in corso e si è immediatamente attivato, anche mio tramite, per averne cognizione più chiara. Ovviamente ho parlato con lui ed a me pare chiaro che non sussista alcuna ipotesi di reato allo stesso ascrivibile. Al momento non sappiamo nulla più dei lettori di un giornale. E’ chiaro a tutti che le due vicende non sono in alcun modo collegate, ma il fumo negli occhi può sempre far comodo per deviare l’attenzione, non sarebbe la prima volta sia a livello politico che sociale. Mi fa sorridere la ‘tempistica’, che fa molto pensare a qualcuno intimorito dell’esito del ricorso: ma questo è un mio parere da lettrice del quotidiano”.

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