Effetto-Umbria. Parlano gli universitari. La comunicazione, il segreto di Salvini

Politica

Le elezioni qualche giorno dopo. Ragionando a mente fredda. La cronaca è realtà e superiore a qualsiasi interpretazione di parte.
È stata espugnata una delle più antiche roccaforti “rosse”. Dopo le elezioni di domenica, per la prima volta è stata eletta una candidata del centro-destra.

Donatella Tesei si è confermata nuova Presidente della Regione Umbria ottenendo il 58 % dei consensi (Lega 36%; FdI 10 %; FI 5,5%), mentre la coalizione di centro-sinistra, candidato Vincenzo Bianconi si è fermata al 38%. Ben venti punti di distacco.
Non ha portato frutti quindi, ma ne hanno parlato in molti, l’incontro di venerdì scorso a Narni, a sostegno del candidato della coalizione di centro- sinistra-modello civico, dove c’erano tutti i leader dell’attuale maggioranza di governo, con la presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha colto l’occasione per farsi un po’ di pubblicità, presentando la futura manovra economica.

Dunque una sconfitta molto pesante per una delle regioni storiche di sinistra. Ma quali le cause? Probabilmente un mix fra lo scandalo sulla sanità dell’ex governatrice dem, e la contestazione nei confronti del nuovo governo giallo-rosso.
La Lega si è attestata come primo partito con il 37%. Salvini ha commentato: “Questa è una festa della democrazia, qualcuno stanotte a Roma avrà qualcosa su cui riflettere”. Frasi emblematiche.

Dalla sede dei pentastellati, scesi al 7% si respira un silenzio assordante. Molti ben informati stanno mettendo in discussione la leadership di Di Maio, così come l’idea della stessa alleanza con i dem in vista delle prossime competizioni regionali.

Per qualcuno, la partita non può dirsi conclusa prendendo solamente come analisi i risultati delle elezioni dell’Umbria, perché nel 2020 andranno ad eleggere il nuovo Presidente sette regioni (Emilia – Romagna, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Veneto), e se il modello civico-alleanza riformista col Pd, dovesse risalire, bene; ma se i risultati dovessero essere gli stessi, l’attuale maggioranza non potrà che tirare le somme. Che farà Renzi? Ne approfitterà?

A poche ore dal cambio di rotta della Regione Umbria, abbiamo sentito due studenti. Per capire le ragioni e le riflessioni dei giovani: Carlo M. studente romano presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Lumsa di Roma e Francesco L., studente perugino presso la Facoltà di Marketing della stessa università.

“In questi ultimi giorni si respirava un’aria di tensione – ha affermato Francesco – le statistiche davano entrambi i candidati molto vicini e si prospettava una battaglia all’ultimo voto. I cittadini umbri volevano votare, soprattutto dopo lo scandalo dell’ex governatrice sulla sanità, e poi naturalmente si è aggiunto il dato nazionale, come si è formato il governo giallorosso, non consentendo al popolo di andare alle urne. Ma la sorpresa è stato il 37 % dei consensi della Lega”.

“C’era da aspettarselo – ha continuato Carlo – Salvini probabilmente per piacere di più agli elettori ha addirittura dichiarato di voler comprare casa in Umbria. Questo risultato non sancisce soltanto la bocciatura del governo giallo – rosso e che come abbiamo potuto leggere dai giornali nelle altre competizioni elettorali forse non correranno più assieme, ma dice chiaramente che i cittadini vogliono altro. Sono stanchi dei cosiddetti poltronisti”.

“Da studente di marketing – ha aggiunto Francesco – mi sento di esprimere un parere sull’uso della comunicazione. A Salvini non bisogna nascondere il merito di essere stato bravo ad usarla. Attraverso i social media il suo messaggio è arrivato a chiunque e in qualsiasi momento. Il problema si pone e si porrà in futuro, ragionando sulle legittime reazioni dei destinatari che non condividono il messaggio leghista. Bisogna ora sperare che le promesse elettorali fatte durante la campagna elettorale siano mantenute, partendo dalla riqualificazione del territorio e incrementando l’espansione della rete ferroviaria. Ad oggi esiste solo un Frecciarossa per Milano disponibile la mattina alle 5.00”.

“L’Umbria ha votato e Salvini ha avuto così la sua vittoria – ha concluso Carlo – ma il vero sconfitto non è il Pd che si è mantenuto stabile, con il 20 %, ma il Movimento 5 Stelle che ha ottenuto il 7 % superato da FdI con il 10%. Il Movimento pian piano sta perdendo consensi. Il flop di Roma e sui territori per i grillini si sta rivelando un vero vulnus”.

di Angelo Sessa

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