CasaPound, parla Di Stefano: “Così ci stiamo rifondando. Cosa dico a Salvini e Meloni”

Interviste

Che fine ha fatto CasaPound? Avevamo lasciato i suoi militanti in Piazza San Giovanni in occasione della manifestazione contro il governo indetta della Lega, dove però sono sembrati relegati ai margini dopo che i media avevano bollato la piazza come “fascista” provocando forti malumori soprattutto in zona Forza Italia. Salvini pertanto aveva chiarito che quelli di CasaPound sarebbero stati ben accetti in piazza ma nessuno di loro avrebbe messo piede sul palco. Eppure come ci conferma il presidente nazionale Simone Di Stefano in questa intervista, CasaPound crede ancora nella possibilità di contribuire alla creazione di un polo sovranista ed antieuropeista offrendo sostegno a Salvini e alla Meloni.

Che fine ha fatto CasaPound? Qualcuno vi dà per morti, come risponde?

CasaPound resta in campo con una forma e una mission diverse. Non sarà più un partito che si presenterà alle elezioni, ma sarà un motore culturale per offrire idee e iniziative al centrodestra, o meglio a quello che noi amiamo definire fronte sovranista”.

Rinuncerete anche a presentarvi nei Comuni?

“Si, non ci presenteremo più in nessun tipo di elezioni”.

Una scelta drastica. Eppure alle amministrative non eravate andati poi così male. Perché dunque rinunciare anche alla presenza nelle istituzioni locali?

Sul piano elettorale esistono delle adempienze e degli sbarramenti che rendono praticamente impossibile ai partiti piccoli di poter ottenere una rappresentanza. Questo a livello nazionale. Poi francamente siamo stanchi di avere sempre il fuoco mediatico puntato addosso ogni volta che ci presentiamo ad un appuntamento elettorale. Riteniamo prioritario far viaggiare le nostre idee e far sì che le stesse possano trovare piena cittadinanza in quei partiti che hanno maggiore visibilità mediatica e sono già presenti in Parlamento, come la Lega e Fratelli d’Italia. Saremo comunque sempre in piazza con la gente”.

A proposito di piazza. La vostra partecipazione a San Giovanni ha creato dibattito nel centrodestra. Non tutti gradivano veder sventolare le vostre bandiere. Siete sicuri di essere ben accetti da quelle parti?

Guardi, noi proponiamo idee a coloro che sappiamo essere vicini al nostro modo di sentire e che nel giro di qualche anno probabilmente andranno al governo. Speriamo che queste nostre proposte trovino cittadinanza considerando che si tratta di ricette sociali. Noi proponiamo il mutuo sociale, la nazionalizzazione delle autostrade, il reddito di natalità, sperando che il centrodestra a trazione sovranista le faccia proprie”.

Dalle parti di Forza Italia però non sembrano pronti ad accogliervi a braccia aperte

Ci spiace quando vediamo che la nostra presenza può creare imbarazzo a qualcuno, visto che siamo sempre pronti a dialogare e a confrontarci con tutti. Se a qualcuno serviamo da pretesto per fare il salto in direzione di Renzi ci fa piacere, perché almeno contribuiremo a che si faccia chiarezza nel centrodestra. Se serve CasaPound per dare coraggio alla Carfagna e ad altri di trasferirsi armi e bagagli a Italia Viva, saremo ben disponibili a dare loro il massimo supporto in questo senso. E’ finito il tempo delle posizioni interscambiabili, delle ambiguità centriste. O si sta da una parte o dall’altra. Quindi se la nostra presenza serve a chiarire meglio il quadro politico, la cosa non può che renderci felici”.

Che idea si è fatto del caso Castellini-Balotelli? Ritiene giusto aver interdetto lo stadio cittadino al capo ultras del Verona fino al 2030?

Francamente si tratta di un dibattito che mi appassiona molto poco, visto che sono altri i problemi su cui sarebbe importante concentrare l’attenzione. Tutto torna utile a creare una fantomatica emergenza razzista e nazista che serve a coprire tanti altri argomenti scomodi e a giustificare la creazione di commissioni per la censura del pensiero. Quello del razzismo e del fascismo è l’unico argomento ormai in mano alla sinistra con il quale va avanti da anni”.

Però le frasi infelici su Balotelli ci sono state. Non è razzismo quello?

“Naturalmente condanno chiunque pensi che esista una razza superiore destinata a prevalere su un’altra. Chi dice questo è un idiota. Ciò premesso in questa vicenda di razzismo io non ne vedo. Nel Verona giocano diversi calciatori di colore che mi risulta essere amati e osannati dai tifosi della squadra. Ma ripeto, questo dibattito non mi entusiasma”. 

Passiamo allora alla questione legata allo sgombero dell’immobile di via Napoleone III. Ogni tanto la Raggi ritira fuori l’argomento chiedendo al Viminale di affrettare le procedure. Intanto sono riusciti a farvi togliere la scritta dalla facciata. Riusciranno a sfrattarvi col nuovo governo?

Esiste sempre una lista di sgomberi di edifici occupati stilata dal Viminale nella primavera scorsa. Ogni mese la tabella di marcia prevede lo sgombero di cinque edifici, cosa che però va avanti con difficoltà. Nel giro di due anni circa forse riusciranno anche a sgomberare CasaPound che in quella lista occupa la trentesima posizione o giù di lì. Poi che il nostro sia uno sgombero politico è fuori di dubbio, visto che lo ha confermato chiaramente un noto esponente romano del Pd e amministratore regionale. E’ stato lui a dire ai militanti dei centri sociali di stare tranquilli perché nessuno li obbligherà a sgomberare e che soltanto quelli di CasaPound alla fine saranno fatti sloggiare. Il che la dice lunga su come questi signori intendono risolvere l’emergenza abitativa. Non dando vita ad un nuovo piano caso sul modello di quello ideato a suo tempo da Fanfani, ma consentendo le occupazioni abusive ai loro amici. Anche quella del piano casa è un’idea che noi proporremo al centrodestra quando sarà al governo”.

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