Festival Dottrina Sociale, monsignor Vincenzi: “Economia, immigrazione e famiglia. La risposta della società”

Interviste

Dal 21 al 24 novembre si terrà a Verona la nona edizione del Festival della Dottrina Sociale dal titolo “Essere presenti: Polifonia sociale”. L’evento si svolgerà al Cattolica Center, il teatro simbolo di centinaia di testimonianze dell’impegno concreto dei cattolici in Italia e nel mondo. L’inaugurazione si svolgerà domani sera con un video messaggio di Papa Francesco e con i saluti del sindaco di Verona, Federico Sboarina, e di monsignor Giuseppe Zenti, vescovo della città. Seguirà un fitto programma di incontri e di tavole pensanti su come si può cambiare l’Italia conciliando economia, solidarietà e ambiente. A parlarne anche nomi eccellenti tra imprenditori, sindacalisti, docenti universitari, giornalisti. Ci saranno fra gli altri la Ministra alle Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, il prefetto Mario Morcone, direttore del Centro italiano rifugiati, il segretario della Cisl Giorgio Graziani e l’onorevole Savino Pezzotta. Il tema scelto per questa edizione e’ “Essere presenti: polifonia sociale”. Tante, infatti, le voci, in linea con la “polifonia” del titolo, che andranno a disegnare una rete di eccellenze e di esperienze positive. Una vera e propria “Assemblea costituente sociale” per far ripartire l’Italia. Questa diventerà la risposta dei cristiani a 360 gradi: dall’economia circolare alla famiglia, dalla scuola all’integrazione sostenibile, alla corretta gestione amministrativa del bene comune. Con un occhio alla geopolitica internazionale, ai conflitti mediorientali e al rischio di neocolonialismo nel continente africano. Saranno affrontati anche temi molto concreti, come quelli di un’economia sostenibile, che riesca a conciliare il sano bilancio aziendale con i valori cristiani, gli interessi della collettività, il Welfare. Per saperne di più abbiamo intervistato monsignor Adriano Vincenzi, coordinatore del Festival, assistente nazionale di Confcooperative e delle banche di credito cooperativo oltre che dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti.

Monsignor Vincenzi, quanto è attuale oggi la Dottrina Sociale a tal punto da indire un festival dedicato?

C’è urgenza oggi di Dottrina Sociale perché non possiamo più ipotizzare uno sviluppo economico senza etica. Andiamo a vedere cosa è successo in tutti questi anni. Abbiamo fatto tante cose, per poi scusarci e dire che ci eravamo sbagliati. Abbiamo lanciato l’usa e getta, non abbiamo rispettato l’ambiente, abbiamo invaso di plastica il pianeta. Tutto ciò che in passato abbiamo spacciato come la migliore soluzione per i problemi del mondo ora rappresenta un peso per la collettività. Serve un riferimento etico, se non altro per sbagliare di meno nelle scelte operative. Non si può continuare ad investire su un qualcosa che dopo vent’anni si potrà rivelare un colossale errore. La dimensione etica deve essere parte integrante nella valutazione delle scelte, per far sì che tutto ciò che realizziamo nel tempo non rechi danno”.

Il Festival è giunto alla nona edizione. In apertura ci sarà anche un video messaggio di Papa Francesco. Il tema scelto è “Essere presenti: Polifonia sociale”. Che significa?

La presenza sarà il filo conduttore di questa edizione. Si parla tanto di presenza oggi, ma poi nei fatti non si è presenti da nessuna parte. Per affrontare le situazioni e risolvere i problemi è necessario essere presenti e la presenza non è sostituibile. Se vogliamo affrontare temi importanti come la difesa dell’ambiente, il futuro dell’Ilva, l’immigrazione ecc. dobbiamo innanzitutto capire chi è che sta dentro a tutte queste cose. Il rischio è di affidare sempre ad altri le soluzioni lavandoci le mani, per poi scoprire che non si è risolto nulla. La presenza diventa una dimensione indispensabile, e in questo senso è necessario che si cominci a mettere la faccia nelle decisioni che si prendono. Altrimenti continueremo a vivere in un sistema nel quale le colpe e i meriti non sono mai di nessuno. Bisogna uscire dalla logica dei tweet, non si risolvono così le questioni. Dobbiamo ripensare anche il sistema della comunicazione. Non è pensabile poter affrontare un problema in 140 caratteri che non dicono nulla e puntando soltanto sul numero dei like. Se vogliamo essere seri e credibili dobbiamo cambiare anche il modo di comunicare”.

Il parterre degli ospiti è ricchissimo, molto nutrito e variegato. Al termine di queste giornate avete intenzione di stilare una carta. Di cosa si tratta?

“Per essere presenti e avere una polifonia sociale dobbiamo recuperare soprattutto il rapporto con i nostri territori e con le persone che ricoprono responsabilità. Domenica mattina da Verona avanzeremo una proposta per tutte le città. Chiederemo di riunire i vari presidenti delle realtà economiche e culturali per vedere se insieme hanno gli strumenti per mettere in campo una progettualità operativa. Non quindi sistemi teorici, ma l’individuazione di priorità, delle quali chi ricopre delle specifiche responsabilità dovrà farsi carico. Il tutto in modo pubblico ed evidente. Noi vogliamo continuare ad essere presenti con e nelle persone che hanno responsabilità e che continuano ad operare su una precisa linea di condotta”.

La Dottrina Sociale ha ispirato l’azione di tutti i pontefici che da Leone XIII in poi si sono succeduti, fino a Papa Francesco. Ma come è cambiata negli anni e come può essere oggi aggiornata?

La Dottrina Sociale è una mediazione culturale fra il Vangelo e la storia. Ci sono due aspetti da coniugare: il primo riguarda la fonte dei principi etici, il secondo l’interpretazione concreta degli stessi. Una cosa è la questione operaia, altra la globalizzazione, altra ancora la problematica ambientale. Il vantaggio della Dottrina Sociale sta nel godere di una grande flessibilità e nel saper coniugare l’aspetto teorico con la pratica. Ci deve essere sempre un’idea a monte di economia, ambiente e lavoro, ma poi la prima cosa da fare è individuare chi è che può concretizzare tutto. La Dottrina Sociale non può essere ridotta a principi, ma deve diventare proposta e sperimentazione. In questo senso essa viene a rivestire una funzione universale. Il termine dottrina rischia però di confondere, dando l’idea dell’esistenza di un corpo prettamente teorico, mentre invece essa è legata ad un’esperienza concreta e reale. Da questo punto di vista sarebbe davvero molto interessante andare a vedere quante persone oggi in Italia stanno davvero lavorando, impegnandosi a fondo e faticando ogni giorno. Sono proprio queste a tenere in piedi la nostra economia. Persone che non si perdono in facili discorsi ma credono davvero in ciò che fanno, avendo alla base una progettualità concreta di sviluppo economico”. 

 

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