Festival della Dottrina Sociale, firmata la “Carta dei Valori per l’Italia”

Politica

Si è conclusa ieri a Verona la nona edizione del Festival della Dottrina sociale che quest’anno ha avuto per titolo “Essere presenti: Polifonia sociale”. 

Come aveva anticipato al nostro giornale il coordinatore nazionale della manifestazione monsignor Adriano Vincenzi (LEGGI QUI), alla fine della tre giorni di lavori è stata stilata la “Carta dei valori per l’Italia”. Di cosa si tratta realmente?

“Il Festival della Dottrina Sociale ha una sua continuità – spiega monsignor Vincenzi – Il prossimo anno sarà organizzato in dieci città. Il Festival si è concluso ieri all’auditorium di San Fermo Maggiore, dopo le tre giornate che si sono svolte al Cattolica Center del capoluogo veneto, con la sottoscrizione ufficiale e solenne della “Carta dei valori per un impegno per la propria città”. Verona, quindi, funge da esperimento pilota per una proposta nazionale che vede al centro la condivisione e la collaborazione costruttiva da parte di imprenditori, amministratori, lavoratori, esponenti della Chiesa, artisti. Un segnale importante per la classe politica e per la nuova Italia”.

Sul palco si sono avvicendati Federico Sboarina (Sindaco di Verona), Pier Francesco Nocini (Rettore dell’Università di Verona), Giuseppe Riello (della C.C.I.A.A. di Verona), Paolo Bedoni (Presidente Cattolica Assicurazioni), Flavio Piva (Presidente BCC Veneto), Paolo Arena (Presidente Aeroporto di Verona), Maurizio Danese (Presidente Veronafiere), Fausto Bertaiola (Presidente Confcooperative Verona), Massimo Castellani (Segretario Generale CISL Verona), Massimo Bettarello (Presidente ATV Verona), Andrea Bissoli (Presidente Confartigianato Verona), Daniele Salvagno (Presidente Coldiretti Verona), Renato Della Bell (Presidente APINDUSTRIA Verona) che hanno sottoscritto il documento d’impegno.

“Per essere presenti e avere una polifonia sociale – ha spiegato monsignor Vincenzi nella nostra intervista – dobbiamo recuperare soprattutto il rapporto con i nostri territori e con le persone che ricoprono responsabilità. Da Verona avanzeremo una proposta per tutte le città. Chiederemo di riunire i vari presidenti delle realtà economiche e culturali per vedere se insieme hanno gli strumenti per mettere in campo una progettualità operativa. Non quindi sistemi teorici, ma l’individuazione di priorità, delle quali chi ricopre delle specifiche responsabilità dovrà farsi carico. Il tutto in modo pubblico ed evidente. Noi vogliamo continuare ad essere presenti con e nelle persone che hanno responsabilità e che continuano ad operare su una precisa linea di condotta”.

La Carta dei Valori è il primo passo in questa nuova direzione.

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