Violenza sulle donne: ci sono tanti tipi di abusi. Ripartite sempre dall’amore (vero)

Politica

Donne violentate, tradite, uccise. Ma esistono anche gli abusi psicologici e non sono da meno.
Attente perché voi siete belle; voi lavorate bene o male proprio come fanno gli uomini; voi non siete oggetti ma soggetti. Imperfette proprio come loro sono imperfetti.

Siete persone e come tali meritate di essere rispettate. La società stile usa e getta, è una società persa, violenta, paurosa e rabbiosa. Non credete al brutto e cattivo, anche nelle favole quello è solo l’attore non protagonista. Il creato è a vostra disposizione ed è per voi, ciò che vi è stato donato gratuitamente è ciò che di più bello avete, sappiatene godere. Non vi fate contagiare.

E state attente: in questo mondo colpevole, che solo compra e disprezza, le più colpevoli sarete voi se vi farete prendere dall’amarezza, dall’accontentarvi, dal possesso e dalla dipendenza. 

L’AMORE NON E’ POTERE MA COMPLICITÀ. L’AMORE E’ ALLA PARI. L’AMORE E’ CONDIVISIONE. E’ ANCHE FRAGILITA’ E CAPACITA’ DI GUARDARE AL BELLO, DI CUI SI PUO’ PERDERE E RITROVARE IL SENSO, CI SONO TANTE FASI NELLA VITA.

Diceva Ivan Illich: “Nella società dei consumi ci sono inevitabilmente due tipi di schiavi: i prigionieri della dipendenza e i prigionieri dell’invidia“. Potrei aggiungere io: e l’invidia non risparmia gli uomini nei confronti delle donne. Oggi è come se si fosse creata una sorta di competizione tra i sessi a chi si difende meglio piuttosto che a chi si dona di più. A chi mena prima, per menare due volte. A chi punisce con grettezza e aridità d’animo la forza generatrice della donna che vive di slanci ed emozioni diverse. A chi fa della poesia materia da abusare, a chi fa dei sentimenti materiale per il proprio sadismo. 

Occhio agli uomini violenti e incapaci di amare, che legano la vittima ad una relazione sentimentale malata e depressa, piena di sé e povera di ‘noi’.

Non sentitevi mai inadeguate e non altezza e ricordatevi che non esiste l’indifferenza perché si chiama paura e fugaLa non comunicazione dovrebbe creare un disagio al soggetto che avete di fronte (fermo a un’età e trauma infantili) ed è sintomo della profonda insicurezza degli uomini, non vostra. Ma soprattutto non cadete nel tranello di cedere alla tentazione di aumentare la vostra dipendenza da quell’uomo, in fondo tanto debole ma che non per questo vi deve fare pena.

Il ruolo della vittima che spesso assume il soggetto abusante per scaricare tutte le colpe e le responsabilità sull’altro, è solo un gioco mediocre e svalutante di se stesso in fondo, che ha già subìto lui quando era bambino molto probabilmente. E’ un bugiardo e nella bugia continuerà a vivere per troppa fragilità (e poca virilità al contrario della durezza che spaccia). Ma essere uomini non significa schiacciare gli altri, significa sapere chi si è e cosa si vuole, facendo scelte chiare ma mai usando modi abusanti. Ci si può anche utilizzare, esistono rapporti che nascono sballati, fuori centro, legati a dei bisogni, ma il rispetto non può mai mancare. Non confondete mai l’abuso con i no anche chiari, sono due cose molto diverse.

Purtroppo a certi uomini mancano le forze per affrontarvi e allora pensano che sia meglio reprimere voi, punirvi, così la rabbia che portano dentro si sfoga.

Ma la salvezza, come sempre non dipende dagli altri: ​riparti da te stessa e focalizzati sui tuoi bisogni e desideri! Ma soprattutto fuggi: lavora sulla tua autostima e lascia perdere persone negative o cattive o frustrate o invidiose. Un uomo che esercita su di te violenza, che sia fisica o psicologica, non potrà mai renderti felice e sarà incapace non tanto di amare ma di rispettare l’altro per il resto della vita se non affronterà i suoi mostri. Ti toglierà solo energia e non va neanche preso in considerazione uno così. Profetizzava il grande Nietzsche: “Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”. Ed è proprio così. Lo abbiamo provato tutti.

E attente anche alle false immagini: spesso usano e manipolano anche guru, filosofie e pratiche spirituali per confermare il loro nero. Perché alla fine siamo tutti banali: ognuno vede ciò che vuole vedere, legge le parole che vuole leggere ma grande è solo colui che si confronta, che ascolta, che si lascia penetrare dalla vita, che essendo imperfetta non segue teorie perfette ma dà indicazioni chiare: solo l’amore crea. Che noi, uomini e donne, ne siamo all’altezza o no.

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