Qualità della vita, Italia ancora spaccata: sicurezza è maglia nera

Politica

Milano “capitale d’Italia” per qualità della vita. Il capoluogo lombardo infatti, per il secondo anno consecutivo, è in testa alla classifica stilata da Il Sole 24 Ore che ha tenuto conto quest’anno di 90 indicatori, a fronte dei 46 degli anni precedenti.

Ricchezza, consumi, lavoro, ambiente, servizi, cultura, sembrano essere prerogative del Nord se si pensa che, dopo Milano, fanno il boom Bolzano. Trento e Aosta. Milano vince soprattutto in Affari e Lavoro, ma perde pesantemente in Sicurezza.

E Roma? La Capitale può consolarsi, avendo guadagnato tre punti rispetto alla classifica dell’anno precedente classificandosi al diciottesimo posto. Un record che resta ancora negativo e che la vede tagliata fuori dalla classidica delle città dove la vita è migliore

Va male il Sud che resta ancora una volta fanalino di coda. L’ultimo posto in classifica lo occupa Caltanissetta preceduta di poco da Foggia e Crotone.

Come spiega il Sole 24 Ore il divario fra Nord e Sud è sempre più evidente: “Il divario emerge soprattutto se si analizzano le performance su base regionale: Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sono sul podio, seguite dal Veneto, presente nella top 10 con tre province, dall’Emilia Romagna – che cresce, soprattutto nella classifica di tappa «Affari e lavoro» – e dalla Lombardia. In fondo alla classifica, invece, ci sono Sicilia e Calabria, rispettivamente ultima e penultima”.

“A dare la spinta a Milano – prosegue l’indagine – sono fattori diversi: l’andamento controcorrente dal punto di vista demografico, con un aumento dei residenti che continua costantemente dal 2012, ma anche lo stile di vita sempre più verde e sempre più smart (la città è prima nell’ICityRank, l’indice di ForumPa che valuta le città intelligenti). E, ancora: l’offerta culturale particolarmente nutrita, i piani  di sviluppo della periferia e la locomotiva imprenditoriale che in città genera lavoro e ricchezza, tanto da attirare nuovi abitanti. Unico neo: la sicurezza, complice l’alto numero di reati denunciati”.

Nella top ten delle province più vivibili, dove si incontrano anche Trieste (5ª) e Treviso (8ª), quest’anno entra la provincia di Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e infine Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti.

Per quanto riguarda Roma a precipitarla fuori dalla top ten è sicuramente l’indicatore “Giustizia e Sicurezza” che del resto è negativo anche per Milano. La Capitale si colloca al 105esimo posto in materia di giustizia mentre riesce ad ottenere una leggere risalita per ciò che riguarda “Affari e Lavoro”.

Una fotografia impietosa che sta a dimostrare ancora una volta un’Italia “a due velocità” con un Nord e Sud che faticano a mantenere lo stesso passo soprattutto per ciò che riguarda l’occupazione e la qualità dei servizi. Ann0 dopo anno lo scenario sembra restare pressoché inalterato, indipendentemente dal numero degli indicatori, che sembrano evidenziare solo e soltanto come l’arratratezza del Mezzogiorno in tutti i settori resti costantemente un’emergenza. 

 

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