Marcellino: la storia continua… a Napoli. Il Musical per le scuole che piace ai teatri

In Rilievo

Marcelino pan y vino è il film spagnolo che mezza Italia ha visto diventando fin dagli anni sessanta la storia della tenerezza per eccellenza. Pablito Calvo aveva solo 8 anni quando fu scelto per interpretare l’orfanello allevato dai monaci nella pellicola diretta da Ladislao Vajda.Oggi il romano Giorgio Marchegiani veste quei panni con un piglio diverso per colorare Il miracolo di Marcellino dai testi di Paolo Galli. Alla regia di Riccardo Trucchi e Antonio Melissa, rispettivamente autore tv e regista teatrale,il privilegio di animare il celebre incontro del protagonista con il crocifisso per commuovere lo spettatore moderno.

Se la magia del palco non conosce crisi, il merito del successo di questo musical per famiglie è da ricercare anche nell’orchestrata sintonia degli artisti che vestono il saio(non abiti di scena): ogni frate contribuisce a strappare un sorriso al pubblico in sala.Nel convento Marcellino cresce tra grandi e piccole disavventure, ma una costante accresce il mistero della storia: che fine hanno fatto il pane e il vino dei frati.
”La soffittà” non è solo uno dei brani firmati da Marco Frisina ma il luogo dove si svolgerà l’incontro specialissimo e tenerissimo del piccolo con il Crocifisso. Questi ha la voce di Giò Di Tonno, il celebre cantautore e vincitore di Sanremo, mentre il ruolo della mamma si illumina del giovane talento di Miriam Somma, artista campana conosciuta per l’interpretazione di Beatrice ne La Divina Commedia Opera Musical.

La supervisione artistica del Maestro Gino Landi è il marchio di garanzia per un prodotto artistico che nella sinergia di attori ed ensemble rende il palcoscenico più vicino al gusto popolare delle famiglie italiane, senza intaccare un meticoloso lavoro di regia che mescola luci e musiche con l’intensità dei capolavori che già conosciamo.
Scoprire le nuove sfumature di questa storia, dall’antipatico sindaco(Roberto Lovera) alla spumeggiante balia(Veronica di Giacobbe), vuol dire entrare nello spettacolo per recuperare i valori della vita vera. Il Miracolo di Marcellino infatti, attraverso gli occhi di un bambino e le parole rassicuranti di una mamma,ricorda a tutti il legame più sacro e viscerale della nostra esistenza, quello con il grembo che dona la vita e che rimane intoccabile oltre lo spazio e il tempo.
Nel realizzare il desiderio di Marcellino, Gesù di Nazareth torna a farsi piccolo proprio come il Natale ci ricorda perché la tenerezza del divino scuota sempre l’animo umano dalla polvere del relativismo.
Ecco che entrano in scena valori come il perdono, la carità, la cooperazione tra fratelli sapientemente accennati dalle musiche originali di Monsignor Frisina, le stesse che suggellarono il successo di questo musical nel suo debutto al Sistina di Roma.
Ma il segreto di questa scommessa vinta negli anni, grazie al sostegno di Direzione Spettacolo e Darec Academy, si svela nel cast tenace e unito di artisti che fanno dell’incontro autentico con il pubblico di scuole e oratori il compimento di una sfida all’impoverimento culturale delle nuove generazioni.

Se i teatri italiani iniziano a temere un crollo di partecipazione entusiasta di giovanissimi fruitori del bello, il musical non si rassegna nel vedere in storie genuine, come quella di Marcellino, un nuovo punto di partenza per accogliere famiglie grandi e piccole all’insegna della riflessione e del divertimento.

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