“Contro l’odio un grande movimento planetario”. Solita demagogia?

Politica

Mentre le sardine si preparano al loro primo Congresso nazionale (entro il 26 gennaio uscirà una data e probabilmente sarà una due giorni), Stefano Russo, segretario generale della Cei, in un’intervista al Sir “lancia” un altro tipo di proposta-protesta, che ha ambizioni ben più ampie.

“È giunto il momento – afferma lui – per un grande movimento planetario per bandire qualsiasi forma di odio. Qualsiasi persona dotata di buon senso e di apertura verso l’altro non può non essere preoccupata per l’acuirsi di tutte le forme di odio. Il susseguirsi di eventi così drammatici sta annientando il senso stesso dell’umanità. E qui non si tratta di credo religioso. A essere messo in discussione è il concetto di umano. Chi sei tu per me? Chi è il mio fratello? Ma più in profondità: chi sono io? Ciò che mi preoccupa è la sottovalutazione che molto spesso si dà ai discorsi di odio e a tutte le forme di malvagità più o meno celate. Sono preoccupato dal male che serpeggia nelle nostre società”.

Di fatto, anche con la crisi mediorientale si stanno delineando due fazioni. Infatti se da una parte vogliono la pace, dall’altra hanno chiare le colpe.

Per il leader della Lega, Matteo Salvini, il pericolo numero uno è “e resta il fanatismo islamico, va combattuto ovunque”. Altro che le religioni non c’entrano. Per il resto, prosegue Salvini, “tutto quello che va contro terrorismo e fanatismo islamico, che resta il pericolo numero uno, e’ a favore della liberta’ e dei diritti”.

Per qualcun’altro è l’occasione di ritrovare le ragioni comuni dell’occidente. Ricordiamo d’altronde  che contro l’Isis gli iraniani erano i nostri alleati. Qualcuno infatti, come Giulietto Chiesa (da noi intervistato oggi), condanna la scelta di Trump e lo dichiara “in trappola”. Se dovesse morire anche un solo diplomatico americano, il responsabile sarebbe lui. “Se bombarderà alcuni obiettivi iraniani – avverte Chiesa – come minaccia di fare, l’escalation della guerra subirà un’accelerazione. E Trump, anche senza impeachment, sarà un presidente che è entrato in una guerra, dopo aver proclamato ripetutamente che non ne voleva un’altra. E dovrà fare la seconda campagna elettorale con l’America in guerra. Quindi la seconda parte della sua domanda è già data. Non è stato Trump a volere questo pasticcio e a mettersi con le spalle al muro. Altro che ricompattare l’America! Il risultato per lui è il suo isolamento”.

Vedremo chi avrà ragione. Certo è che “un grande movimento planetario” non basterà a quanto pare…

Condividi!

Tagged