Achille Lauro, siamo all’esaltazione del nulla?

Politica

UNA SOCIETÁ MALATA DI SENSAZIONALISMO. È TUTTO SOLO SPETTACOLO. Così verrebbe da scrivere dopo aver letto alcuni commenti entusiastici sul caso Achille Lauro che canta vestito da David Bowie, porta la fluidità di genere sul palco dell’Ariston e resta un passo indietro durante l’intera esibizione rispetto alla collega Annalisa.

Ma conoscete i meccanismi dei palcoscenici? L‘arte di aver capito cosa pretendono i riflettori oggi? Siamo di fronte a tanta furbizia o a un genio? Beh, basta sentire la canzone e giudicare se rimarrà in testa e se è capace di lasciare un segno.

La musica pretenderebbe quello. Lo spettacolo invece ha altre regole e pare che il ragazzo le abbia colte benissimo. Non basta portare in terza serata del Festival per il suo duetto ‘Gli uomini non cambiano’ e una mise, quella di Ziggy Stardust, per definirsi cantante, semmai si intravede un’anima ribelle, simbolo di libertà. Tutto qui. 

Quanti di noi a lavoro vengono giudicati per i bei vestiti, per i bei discorsi, per la loro capacità di presentarsi in pubblico o di essere anarchici e irriverenti? Nessuno. Perchè tutti veniamo giudicati sul nostro impegno, sulle competenze etc. Anche un musicista dovrebbe tornare ad essere giudicato su quello. Oppure siamo di fronte a un mondo non proprio uguale per tutti, diciamo così.

Abiti femminili, tute da migliaia di euro e attillate, trucco forte è tutto quello che sappiamo fare per lasciare un segno nel mondo musicale? Se il rock di Bowie rimaneva nel cuore, lo stesso non si può dire di Achille Lauro per ora. Sicuramente sta puntando tutto sul sensazionalismo e riuscendo bene ad attirare l’attenzione, usa doppi sensi, è bravo a cavalcare il politicamente corretto e il femminismo, anche se in teoria è un rapper “che se ne dovrebbe fottere” di certe manie etiche moderne…

Ma tant’è. Parleremo di lui ogni volta. Così vogliono i media.

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