Il Coronavirus farà saltare tutto: convinzioni, ideologie, certezze, economia

Politica

SENECA, Lettere a Lucilio, I secolo d.C.

Che cosa ti consiglio allora? Niente di nuovo, non stiamo cercando rimedi per mali nuovi. Ma una cosa soprattutto ti consiglio: cerca di capire cos’è necessario e che cosa è superfluo. Il necessario ti si offrirà spontaneamente dappertutto, il superfluo dovrai cercarlo sempre con grandi sforzi. Non devi compiacerti troppo per aver disprezzato letti d’oro e suppellettili ornate di pietre preziose; che virtù c’è a disprezzare il superfluo?

Potrai avere ammirazione per te stesso solo quando disprezzerai il necessario. Non fai una gran cosa se puoi vivere senza una magnificenza regale, se non senti il bisogno di cinghiali enormi o di lingue di fenicottero e altre straordinarie trovate di un lusso che ha ormai a nausea gli animali interi e di ognuno sceglie determinate parti: avrai la mia ammirazione se disprezzerai anche il pane nero, se ti convincerai che l’erba, in caso di necessità, spunta non solo per le bestie, ma anche per l’uomo, se capirai che il nostro ventre possono saziarlo i germogli delle piante, e invece vi ammassiamo cibi pregiati come se potesse conservare quello che riceve.

Sono tempi difficili. Si è sempre detto nei secoli, ma ognuno vive il suo: il nostro tempo è quello del Covid-19 ora. E le emergenze ci costringono a guardarci dentro. Le emergenze ci costringono a guardarci allo specchio, e magari non ci piaceremo, cambieremo stile e pensiero o forse no. Le pecore sono sempre esistite, ma qualcuna saprà farsi strada e cercare nuovi pastori, si spera.

Il Coronavirus farà saltare tante mediocrità, farà tornare all’essenziale. Abbasseremo le paure e alzeremo le difese immunitarie dall’ignoranza, dalle fake news, dagli apericena, dalle palestre fine a se stesse, dall’odio, dai facili giudizi o moralismi.  ‘Non ci è dato sapere’ questa è l’unica certezza, una certezza che è sempre stata dietro all’angolo delle nostre finte convinzioni.

Saranno una settimana o un mese particolari: il diffondersi dell’infezione e le conseguenti reazioni, eccessive o dovute che siano, condizioneranno le nostre relazioni, le nostre vite, con effetti molto pesanti sull’economia che finalmente, però, tornerà al suo posto: secondario rispetto all’uomo e al primato del bene comune.

Ci sarà chi verrà infettato dal cogliona-virus, già ne vedo diversi che reagiscono arroccandosi nelle loro ideologie, nelle loro sicurezze a basso costo e a bassa resa. E invece tentennare, rimettere in discussione tutto, godere della fragilità e dell’assurdo che ci governa e da cui dipendiamo sarà una benedizione per chi avrà l’animo allenato agli sforzi e la mente all’elasticità.

E’ come salire in montagna: creste lunghissime, guglie rocciose, pareti vertiginose e panorami unici.
I posti e i tempi magici sono quelli dove vola la fantasia, i giganti rocciosi sono nel nostro cuore, basta affrontarli e non smettere di provare a superarli per godere della migliore vista, della migliore vita. Una società che ha rinunciato a emozioni e batticuore per qualche ripetitivo aperitivo o giro al centro commerciale è una società che già era morta, ora si renderà conto magari.

Nel momento in cui i nostri piedi non sanno quale strada stanno calpestando, quale animale incontreranno, un lupo affamato o un cerbiatto dagli occhioni buoni, in quel preciso momento noi viviamo davvero.
Siamo così ora, affacciati su un balcone di cresta dal quale guardiamo il presente. E viviamolo questo presente.

 

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