Coronavirus, la Lombardia marcia da sola. Caos e scontro sui divieti

Politica

Se la confusione sull’interpretazione dei decreti e delle ordinanze governative non era già abbastanza, ecco che nelle ultime ore si è aperto pure un conflitto fra l’esecutivo e la Regione Lombardia sull’ordinanza del 22 marzo, emanata dai ministri dell’Interno e della Salute che introduce una nuova stretta sui movimenti delle persone. 

Per il Governatore lombardo Attilio Fontana si tratta di misure ancora insufficienti che lasciano aperte troppe attività. Il braccio di ferro è nato dopo che Fontana ha bruciato il governo sul tempo emanando una sua ordinanza non propriamente uguale a quella dell’esecutivo. A questo punto i lombardi quali disposizioni devono seguire? Quelle del Governo o della Regione?

Il Governatore Fontana ha chiarito che sul territorio della Lombardia vale la sua ordinanza. “Rivolgendomi a tutti i lombardi, dico loro di considerare valida e efficace l’ordinanza che ho firmato ed emanato per tutta la nostra regione – ha detto – Nella stessa sono contenuti elementi certi e chiari, sia dal punto di vista delle prescrizioni, sia per quanto riguarda le tempistiche”.

Il problema è che le due ordinanze divergono in diversi punti. Nell’ordinanza della Lombardia sono previsti:

“L’obbligo di limitare l’accesso all’interno dei locali ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone”;

“Nel caso di uscita con l’animale di compagnia, la persona è obbligata a rimanere nelle immediate vicinanze della residenza o domicilio e comunque a distanza non superiore a 200 metri, con obbligo di documentazione agli organi di controllo del luogo di residenza o domicilio”;

In Lombardia “sono vietati gli assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici. Deve comunque essere garantita la distanza di sicurezza dalle altre persone. La polizia e altri organi di esecuzione autorizzati provvedono a far rispettare tale disposizione nello spazio pubblico. Ai contravventori sarà comminata un’ammenda amministrativa di euro 5.000”;

“Sono inoltre sospesi tutti i mercati settimanali scoperti cittadini, sia per il settore merceologico alimentare che non alimentare. Sono chiusi i distributori automatici h24 che distribuiscono bevande e alimenti confezionati”.

Inoltre nell’ordinanza lombarda “si raccomanda di provvedere alla rilevazione sistematica della temperatura corporea anche ai clienti presso i supermercati e le farmacie, oltre che ai dipendenti dei luoghi di lavoro, se aperti, e a tutti coloro che vengono intercettati dall’azione di verifica del rispetto dei divieti dalle Forze dell’Ordine e dalla Polizia Locale”.

Contro Fontana si è pronunciato il ministro Boccia che ha dichiarato: ““Il provvedimento del governo è molto più dell’ordinanza della Lombardia. Il governo non ha inseguito la Lombardia e sarebbe stato meglio che Fontana aspettasse le misure dell’esecutivo”.

E sui social sono in molti, soprattutto fra i lombardi, a lamentare proprio questa confusione. Possibile che neanche in un momento come questo il Paese riesca a marciare unito?

Sarebbe comunque in corso un chiarimento fra Governo e Regione con l’obiettivo di raggiungere un compromesso al più presto.

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