La fase 2, le prime indiscrezioni: tempi, ritorno alla vita, scuola e polemiche

Politica

Chi è sotto ai 18 anni e chi è sopra ai 70 anni potrebbe non tornare attivamente alla vita. Così si legge sul Corriere della sera oggi, ma le nuove regole sono solo presunte e non c’è alcuna certezza su nulla.

La cabina di regia si sarebbe ormai già attivata, e si parla di moda e del mondo dell’ auto tra i primi a ripartire, ma ci sono l’incontro con le parti sociali e lo scontro istituzionale con le Regioni a peggiorare lo scenario.

Chiedono di tornare al lavoro i cantieri per la costruzione di edifici e altre attività. Quello che è sicuro è che a ripartire saranno quelle imprese con un codice di rischio basso o medio-basso secondo le tabelle Inail: per esempio, così scrivono Sarzanini e Guerzoni, il tessile, la fabbricazione di autoveicoli appunto, mobili e articoli in pelle.

Tuttavia qualcosa non sta andando liscio. Si parla intanto di un Vittorio Colao piuttosto irritato dalla mossa del Governatore della Lombardia Attilio Fontana. Così la patata bollente sarebbe in mano al ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che dovrebbe gestire proprio le accelerazioni e le frenate delle Regioni, che al momento sembrano andare ognuna per conto proprio.

Partire tutti insieme? Non sarà così. Più che facile che ogni Regione avanzi le proprie richieste e poi sarà il governo a concedere le autorizzazioni. Quanto agli anziani “il mondo vola a velocità supersonica verso modelli individualisti corteggiati dal marketing, cioè verso giovani che peraltro non fanno figli e poi si stupiscono perché è pieno di vecchi che spesso però li mantengono” come scrive Facci oggi, ed è facile capire come in Italia bloccare questa fasce di età a casa sia più che rischioso a livello sociale (sono gli ammortizzatori sociali dell’Italia, gli unici che pagano le tasse etc…).

Ma passiamo alla scuola. Ha scritto un’ora fa il Ministro Azzolina: “A giorni il Governo prenderà una decisione, ma a mio avviso riaprire ora le scuole, per poche settimane, mentre il Paese conta oltre 500 morti al giorno per il Coronavirus, rischierebbe solo di vanificare gli sforzi fatti. Dobbiamo fare ancora qualche sacrificio per poter tornare a scuola nello stesso modo in cui ci andavamo prima. E intanto dobbiamo sostenere studenti e docenti nella didattica a distanza. E soprattutto aiutare le famiglie in questa fase così impegnativa”. Soprattutto perchè, aggiungiamo noi, se i genitori torneranno al lavoro e i nonni sono fuori gioco come le baby sitter, chi terrà questi bambini?

Ad aggiungere carne su carne al fuoco del coronavirus, c’è il dibattito dei dibattiti: alcuni economisti attribuiscono un valore economico alla vita umana per valutare le politiche pubbliche sulla base di analisi costi-benefici. E’ corretto o no? Lo vedremo su strada tornando…

 

 

 

Condividi!

Tagged