Dopo-Conte e Fase2. Draghi vs Colao, partito cinese, partito Usa e “vaccinisti”

Politica

Abbiamo sempre detto che l’emergenza sanitaria, il distanziamento sociale, era basilare per fermare il contagio e ridurre le vittime. Nel nome e nel segno del primato del bene comune, della salute, sull’individualismo, su quell’ultraliberismo che ha demolito la sanità pubblica e sull’incapacità storica degli italiani di accettare e rispettare le regole, l’autorità, il senso della comunità, dell’interesse generale e dello Stato.

Ma ora, dietro la cosiddetta “Fase-2” si nasconde il disegno del futuro. Sulla nostra pelle. Dietro le strategie per ripensare la società, difendendola dal Coronavirus (ottimo pretesto) e dal suo probabile ritorno invernale, i grandi gruppi, i potenti della terra, stanno affilando le armi per riscrivere la nuova geopolitica mondiale.
E gli “assi” che bisogna monitorare, per essere attenti e pronti a reagire, sono l’economia, la tecnologia e la comunicazione. Tre ambiti che vanno letti insieme. Non vanno separati. E allora scopriamo che in Italia, ad esempio, il “partito cinese”, quello che vorrebbe da noi lo stesso modello politico orientale, dittatoriale, è alleato, complice di fatto dei “vaccinisti”. La strategia, del resto, è la stessa: aumentare la paura, la paranoia di massa, per continuare a irregimentare, militarizzare, i cittadini, per piazzare loro il piattino.

Un piattino “politico” (un governo decisionista, senza parlamento, senza voto popolare, che salta la democrazia parlamentare), “economico” (l’adesione obbligata al Mes e alle sue ricette in prospettiva, che segnerà la totale fine di ogni sovranità nazionale), di “comunicazione” (la famosa app che traccerà ognuno, controllando tutti), e “sanitario” (l’attesa del vaccino salvifico che si tradurrà in un business planetario obbligatorio). Come leggere altrimenti la risposta che Ricciardi (Oms), “in autunno aspettiamoci un nuovo contagio”, ha dato con velocità scientifica al Nobel Montagnier, reo di aver detto che il virus è scappato dalla Cina, quindi un errore umano, e non un parto naturale (come enfaticamente strombazzato dai vertici della corporazione medica, epidemiologia e virologica, Capua in testa), invitando indirettamente i cittadini a non drammatizzare gli arresti domiciliari cui ci stanno obbligando i “nuovi sacerdoti” della medicina?

Ma veniamo ai nomi e alla mappa del “partito cinese” contrapposto a quello “americano”. Che apicalmente vede il duello tra Colao e Draghi in lizza per il dopo-Conte.
Da chi è stato voluto e chi appoggia Colao (il partito cinese)? Il Tempo (articolo di Luigi Bisignani) ha le idee chiare, al punto di aver tracciato un’illuminante mappa. “Colao è la contromossa di un gruppo di potere per cercare di rendere più difficile la corsa di Mario Draghi per Palazzo Chigi. A spingerlo nelle braccia di Mattarella, è stata la manovra di Enrico Letta e Paolo Gentiloni (basta vedere che ruolo hanno i due nella Ue), con l’appoggio di tutto un mondo cattolico, tra cui spiccano Massimo Tonoli, ex presidente Cassa Depositi e Prestiti, Romano Prodi, i soliti Guzzetti e Basoli e i consulenti di McKinsey. Nel gruppo anche Matteo Renzi e Davide Casaleggio il guru del Movimento 5Stelle, vicino ai big tech cinesi, che da tempo investe nel paese del dragone e ha una decina di società cinesi in portafoglio che si occupano di piattaforme streming e biomedicali. Come se non bastasse, l’asse Vaticano-Mattarella sta offrendo da mesi copertura all’influenza di Xi Jinping in Italia”.

Traducendo, è evidente il collegamento (il partito cinese) tra le scelte economiche, politiche, sanitarie e tecnologiche: Il Mes, le pressioni del Pd, di Letta, Gentiloni, l’azione estera di Di Maio, la via della seta, la solidarietà dei cinesi, le mascherine, il mito del modello cinese, l’app di Colao, i 5G cinesi installati in Italia adesso. Cina che si è già comprata il debito Usa, mezza Africa e intende ingerirsi sempre di più in Occidente.

Al partito cinese si sta opponendo il “partito americano”. “Draghi è l’italiano più vicino alle lobby di potere Usa con Goldman su tutti. Per super-Mario si sta muovendo il Deep State americano, deciso a polverizzare – scrive sempre Bisignani – nell’ordine, il M5Stelle, considerato il primo partito cinese italiano (inesorabilmente finiti i tempi dell’eterodirezione Usa dei grillini), l’asse Vaticano-Mattarella”. E che vede contigui e sodali i liberali nostrani, e chi sta iniziando a rifiutare gli arresti domiciliari, ritenendoli un’inaccettabile, esagerata e sospetta costrizione. L’atteggiamento ribelle delle Regioni del Nord, come la Lombardia, si iscrive sostanzialmente in questa area (c’è la regia di Salvini contro Conte?). L’ordine di scuderia, è noto, è partito da Trump. Pompeo ha ribadito l’errore umano (e quindi cinese) e non naturale del Virus. Dichiarando ancora una volta guerra al dragone.

Gli scienziati liberi da noi, Montagnier e Tarro, infine sfuggono al culturalmente e sanitariamente corretto. Montagnier concorda oggettivamente con la tesi-Usa: “Il virus è stato manipolato e rilasciato accidentalmente da un laboratorio di Wuhan”. Tarro, da diverse sponde, si pone il problema del dopo: “Il Coronavirus non è Ebola, se come sembra è una variante cinese e padana, il vaccino non serve, potrebbe essere inutile”.
Elementi, quello politico, quello economico, sanitario, tecnologico, e quello relativo alla comunicazione, che marciano di pari passo. E che spiegano i dettagli e il perimetro della nuova guerra in atto, per la ridefinizione degli equilibri mondiali.
Bisogna tenere alto il decoder. Per il bene della democrazia.

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