Libera Nos a Malo. Difesa per una “libera manifestazione” in “libero Stato”

Politica

25 aprile, dal diario di un manifestante qualunque.

“Quest’anno come non mai la ricorrenza del 25 Aprile ha rappresentato il simbolo della liberazione dall’oppressione ed il preludio alla democrazia. E allora no… non è possibile costringere gli Italiani ad accontentarsi di un canto dal balcone (figuriamoci dalla finestra), avvolti in lunghe bandiere. No tutti in piazza… tutti insieme! Anche a dispetto di chi crede in quei valori e non ha il coraggio di scendere… schiavi del sistema! L’Italia è libera e va onorata! I martiri vanno celebrati! 25 Aprile: resistenza, resilienza e democrazia”

Proprio la democrazia che in uno scenario del genere ha visto comprimersi le libertà costituzionali in favore della tutela della salute “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
“Liberateci! Sciocchi sono quegli italiani che hanno visto sfilare dai balconi i feretri dei propri cari senza nemmeno avere la concessione di un affettuoso e tenero saluto a madri, padri e fratelli. Senza nemmeno la possibilità di uno straziante ma liberatorio addio a chi non si è potuto assistere negli ultimi attimi della vita.
Nemmeno in gruppi contingentati sia ben chiaro.

Sciocchi quegli Italiani che non si sono opposti quando hanno ricevuto una multa accompagnando figli all’ospedale o celebrando messe di Pasqua dalla terrazza di una chiesa. Sciocchi quegli italiani lontani dalle proprie famiglie per tutelarli da non si sa cosa. Sciocchi quegli italiani che non scendono in piazza per
difendere il proprio posto di lavoro, tanto mai amato come questo momento. Quel lavoro senza il quale è persino impossibile pagare le tasse anche per chi non le ha mai pagate ma vive in libero Stato.

Sciocchi! L’altro giorno c’era il sole… era necessario scendere in piazza e manifestare PER celebrare i valori della Nazione”.
NO per celebrare CONTRO i valori della Nazione mancando di rispetto a tutte quelle persone che ogni giorno rispettano le leggi di uno Stato e di una politica che nella maggior parte dei casi nemmeno li rappresenta. Quelle persone che in maniera composta hanno vissuto drammi personali più o meno gravi. La mancanza di rispetto è persino nei confronti di chi crede nei valori della festa del 25 aprile e con compostezza sta alle regole celebrandone il significato dal silenzio delle proprie abitazioni, e magari rimandando al prossimo anno sfilate al sole.

Questa non vuole essere una critica politica nei confronti di una celebrazione nazionale. Questa vuole essere una riflessione, un interrogativo… chi ci libera dalla stupidità di una minoranza di prepotenti? Perché a criticarli per primi non è chi in quei valori crede e li vede così ridicolizzati?

di Valeria Marcattili

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