Soldi dalla Ue, perchè No. Sono soldi “a strozzo” che ci affogheranno

Politica

E’ interessante e allo stesso tempo surreale constatare come oggi la “sindrome di Stoccolma” si sia impadronita degli europeisti italiani, tanto da continuare ad “amare” i propri aguzzini contro ogni ragionevole spiegazione.

L’esempio più evidente è il risultato della riunione del Consiglio Europeo dello scorso 23 aprile, ancora privo di decisioni operative; una vera “Caporetto” per l’Italia, la testimonianza più eclatante di come Conte sia soltanto funzionale agli euroburocrati, il quale alla fine, obbedendo agli ordini, senza neanche passare dal Parlamento, sta facendo finire il nostro Paese nelle mani del MES, quindi della TroiKa, nella stessa situazione della Grecia…
E’ importante chiarire che per comprendere ciò che accade realmente nella UE, non è sufficiente fermarsi alla superficie delle notizie, essendo in atto una mistificazione della realtà, supportata da una fine propaganda.
L’elemento “primario” da comprendere e da ricordare sempre, che dà il “la” a tutta la musica, è che la BCE – una Spa privata per intenderci – crea il denaro dal nulla!

Lo ripeto: la Banca Centrale Europea crea i 2.000 miliardi di euro che servirebbero ai Paesi europei colpiti dalla pandemia, pigiando semplicemente il tasto di un computer. Poi è così “brava” che ce li presta “a strozzo”… e noi dovremmo anche ringraziarla…

Pensate che questa creazione fiat creerà inflazione? Nemmeno per sogno, con il Quantitative Easing la BCE ha già versato fiumi di denaro creato dal nulla per salvare le banche, e siamo in deflazione…
Ricordo agli europeisti che la Banca Centrale del Giappone, quella cinese, quella inglese e la FED americana, hanno “stampato” denaro e lo hanno immesso nel sistema economico del loro Paese, senza indebitarlo…

Ma vediamo le mosse surreali di Conte e come agisce la propaganda europeista.
Conte dal 25 marzo chiedeva all’Europa gli Eurobond, una forma di finanziamento che prevede la mutualizzazione del debito e quindi la ripartizione del rischio tra tutti i 27 Paesi dell’Unione, cosa che la Germania non ha mai voluto accettare neanche quando nel passato gli Eurobond li aveva proposti Romano Prodi; però Conte ha pensato bene che fosse un’idea furba proporre all’Europa ciò che si sapeva non sarebbe mai stato accettato.

Conte affermava che il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) non andava bene, con le sue condizionalità non era uno strumento pensato per finanziare paesi sconvolti da una crisi pandemica e soprattutto nella maggioranza di Governo sembrava non lo volesse neanche il M5S, il quale lo aveva gridato a squarciagola nell’ultima campagna elettorale. Ora si parla di un MES senza condizioni, ma ricordo agli europeisti che per i trattati internazionali un MES senza condizioni non esiste.

Conte esce dal Consiglio Europeo gridando al successo, “una tappa importante nella storia europea…”, dicendo che “la proposta italiana del Recovery Fund è stata accettata”…

La proposta italiana?… Non erano gli Eurobond? Forse parla della proposta del tedesco Johannes Hahn, Commissario al bilancio ed alla programmazione finanziaria della UE che lo scorso 8 aprile aveva rilasciato un’intervista in proposito sul Financial Times?
Conte ha copiato la proposta della Germania facendola passare per sua?

Ma andiamo avanti. Che cos’è veramente il Recovery Fund?
E’ un fondo che verrà costituito con l’emissione di titoli “perpetui” emessi dalla UE per fare un’operazione temporanea, a seguito della quale però verrà emessa una tassa europea perpetua.
Nella nota tecnica redatta dall’Italia nella proposta Conte, ai punti 3 e 4, si dice in sintesi che il Recovery Fund non è concepito come uno strumento di mutualizzazione del debito ma un fondo finanziato da titoli comuni “perpetui”, emessi dall’Unione Europea ed offerti “al prezzo di mercato” (altra fregatura perché un titolo perpetuo a basso rendimento te lo può comprare soltanto la BCE e non un privato) con una garanzia implicita del bilancio dell’Unione stessa…

Ma cosa vuol dire?
Vuol dire che non ci sarà la BCE a garantire questi titoli ma il bilancio delle UE che poi si forma col contributo annuale dei Paesi membri. Quindi l’Italia, accedendo al Recovery Fund, prenderà in prestito denaro che lei stessa garantisce come contribuente netta, in quanto ogni anno tra quanto versa e quanto riprende lascia in Europa 6 miliardi di euro, e ripaga con i nostri soldi la rendita annuale relativa dei titoli perpetui di cui è composto il Recovery Found… Quindi l’Europa non ci regala proprio un bel niente ma ci indebita “per sempre”, ripeto: per sempre!

Si dice inoltre che parte di questo fondo, la Commissione lo erogherebbe agli Stati in forma di prestito e parte a “fondo perduto”, ma non si sa in che percentuale…
Ma è proprio vero? Finalmente la UE tramite la BCE “regala” dei soldi creati dal nulla agli Stati che ne hanno bisogno?
Ma non scherziamo! Al punto 9 della nota tecnica si specifica che il servizio dei titoli corrispondenti alla componente di sussidio (cioè gli interessi sui titoli emessi a fronte dei soldi che vengono dati sia in prestito sia a fondo perduto) saranno pagati con nuove risorse proprie dell’UE, ossia semplicemente mediante nuove tasse europee…

Allora riassumiamo: viene creato un fondo mediante l’emissione di titoli perpetui (che quindi non comporteranno mai la restituzione del capitale ma genereranno rendimenti perpetui) per fare “un’operazione temporanea” a seguito della quale verrà emessa sugli Stati una tassa europea perpetua con la quale “pagheremo” la rendita di questi titoli, per sempre. Nulla è gratis in Europa…

Per concludere ed a conferma della “matrignità” con la quale abbiamo a che fare. al punto 10 della stessa nota tecnica presentata da Conte c’è scritto che la Commissione indicherà i criteri per l’idoneità delle spese e delle politiche che saranno finanziate da questo fondo.  Cosa?
Quindi lo decide la Commissione come gli Stati potranno spendere i soldi avuti tramite il Recovery Fund?
Nella nota si aggiunge ancora che i Paesi riceventi si impegneranno ad utilizzare i fondi solo per coprire l’emergenza sanitaria e le sue conseguenze economiche, inclusi gli investimenti per la ripresa…
Si, è proprio così, sarà la Commissione Europea a “decidere” quali saranno le spese “corrette” che l’Italia potrà improntare, e questo sulla base del giudizio politico insindacabile della Commissione stessa…
Un grande successo per l’Italia? Giudicate voi…

di Giovanni Fiori

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