Da Zingaretti 80mila euro all’associazione gay? E scoppia la polemica

Politica

Da Zingaretti 80mila euro all’associazione gay? E scoppia la polemica. La Regione Lazio avrebbe stanziato 80 mila euro per una comunicazione contro il rischio omofobia finanziando l’associazione Gay center e quello che sarebbe il suo progetto Gay help line.

“In uno dei momenti più tragici del nostro Paese dalla seconda guerra mondiale, il Pd targato Zingaretti ha dato prova delle sue priorità: non sostiene le famiglie ma sostiene i movimenti gay premiandoli anche a suon di contributi” hanno tuonato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, in merito all’iniziativa di supporto al progetto del Numero Verde anti omofobia.

“Un vero e proprio smacco a tanti imprenditori, commercianti e artigiani costretti a sopravvivere con contributi da fame. Ma è di più. La rapidità con cui queste associazioni arcobaleno sono state sostenute, ricordiamo anche il contributo del Governatore Rossi e dei suoi sodali sempre con 80mila euro per il Consultorio Transgenere della Toscana, rappresenta una vera e propria offesa ai tanti medici e al personale sanitario che sta lavorando a contenere l’epidemia in questi mesi con sforzi inauditi e sovrumani” hanno proseguito i due vertici della onlus.

Insomma Zingaretti che investe così i soldi dei contribuenti che servirebbero per vincere la guerra contro il coronavirus non piace all’associazionismo di ispirazione cristiana.  Ma anche l’opposizione lo attacca: non era importante trovare risorse da mettere a disposizione di imprenditori, commercianti e artigiani? Insomma dopo l’acquisto delle mascherine pagate in parte in anticipo ma mai recapitate e sulle quali pende un’inchiesta, le spese regionali continuano ad essere al centro dell’attenzione.

Non ultimo l’acquisto di ben 5 barelle di biocontenimento da parte del Covid center del Policlinico Umberto I della Capitale, come si legge su Il Giornale, da utilizzare per i percorsi diagnostici tra i diversi reparti ospedalieri. I dispositivi però sarebbero strutturati per pazienti magri e di altezza moderata (1 metro e 70 per un massimo di 70 kg) e basta.

Non è un momento favorevole per il segretario del Pd.

 

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