Sara Cunial. Il complottismo e le domande da fare ai fan del pensiero unico

Politica

Ho avuto modo di ascoltare l’intervento in Aula di Sara Cunial. Era tempo che la monitoravo. L’ex parlamentare grillina, ora Gruppo misto, si sta distinguendo per analisi forti, da infarto, magari dal sapore apocalittico, millenaristico, ma che hanno un indubbio pregio.

Ci fanno ragionare, ci invitano a non cadere negli schemi precostituiti, nelle trappole, nei piattini cucinati dall’alto e ad hoc per noi. Insomma, ci fanno stare con gli occhi aperti, con le orecchie dritte. Al di là delle singole convinzioni e opinioni.
Non entro nel merito dei contenuti delle sue parole. Preferisco evidenziarne il metodo virtuoso. Cioè, la fotografia delle lobby di potere, le loro filiali italiane, le centrali internazionali coinvolte, il legame stretto tra economia, finanza, comunicazione, tecnologia e ideologia dominante (psicosi sanitaria compresa). Una sequela di nomi e cognomi inquietante e allarmante. Mappa che fanno in pochi.
Scoprire l’albo genealogico dei cosiddetti salvatori della patria, dei soloni, dei super-tecnici, dei super-manager, mette paura.

Noi abbiamo assistito per decenni alla dittatura dei politici, poi dei tecnici, ora stiamo subendo quella dei sacerdoti “in camice bianco” (medici, epidemiologi, virologi etc). Poi torneranno nuovamente i politici? Ma ciò che non cambierà è l’appartenenza a quella “mente collettiva”, di cui sapientemente ha parlato nel suo libro “Le tre profezie”, Giulio Tremonti. Centri di potere, tra iniziati e visionari, potenti e ascari, costruttori del governo mondiale dell’economia, accomunati dalla lingua inglese.

I vari politici, filantropi, manager, finanzieri, e medici, chiamati in causa dalla Cunial, dovranno rispondere, infatti, alle accuse e ai gravi sospetti circa il conflitto di interessi, tra i loro ruoli istituzionali, gli incarichi ottenuti e i loro business personali. Non chiedere la sospensione o il processo per le sue affermazioni.
Si tratta dei vari Bill Gates, Ricciardi, Conte, Colao, Arcuri, frequentatori di Bilderberg, insieme a Ursula von der Leyen, Christine Lagarde, Arcuri etc. Tutti insieme appassionatamente in un ventaglio di sinergie, amicizie, contiguità societarie etc.
La risposta del sistema a certe domande, è sempre uguale. C’è sempre una parola forte che serve a etichettare, banalizzare, svuotare, demonizzare chi denuncia, chi è fuori dal coro e chi si oppone alla massificazione e cerca la verità. Fascista, complottista, sovranista, qualunquista, omofobo, xenofobo, a seconda dei temi affrontati.
Ma nel caso della Cunial, come per altri, che toccano questi argomenti, è complottismo.

Vediamo: nel complotto c’è un’impostazione indubbiamente religiosa, miracolistica. Il miracolo spiega l’inspiegabile, il complotto spiega l’inspiegabile.
L’errore che compiono i professionisti del complotto è quello di assolutizzare uno spunto, una riflessione, un’intuizione importante. Ma non vanno bruciati vivi. Le loro tesi vanno esplorate, razionalizzate.

A chi combatte i complottisti bisogna rispondere con delle semplici domande di fondo: è vero o no che c’è un pensiero unico? E’ vero o no che si vuole affermare un modello unico di società e di economia? E’ vera l’appartenenza di questi personaggi a centrali omogenee? Quale il loro disegno (basta leggere le carte di certe fondazioni, di certi salotti, di certi luoghi multinazionali per rendersene facilmente conto). E’ vero che gli interessi dell’economia, della tecnologia, coincidono? E’ vero che ad esempio, in Italia, i nomi che ci vengono venduti come salvatori della patria o esperti, fanno parte di certe lobby e perché? Quali sono le società che gestiscono, collegate alle loro professioni? E’ vero che c’è una concentrazione mediatica di testate (Corriere della sera, Repubblica, La Stampa) che appartengono alla stessa catena editoriale, che risponde a progetti ben precisi (globalisti, liberal)?

Ecco, abbiamo bisogno di queste riposte, non del massacro delle poche voci libere che hanno il coraggio di guardare oltre la nebbia.
Perché una cosa è certa: se colleghiamo l’esperimento sociale del tutti a casa, i dubbi sulla realtà della pandemia, le ricette economiche della Ue (i prestiti a debito), la prossima app, le 5g, i vaccini che ci aspettano, il quadro se non è complottista, è quanto meno apocalittico. Ne va della nostra libertà.

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