Toghe, giornalisti, sinistra, economia: un mega potere contro la libertà

Politica

Evidentemente le scuse di Palamara nei confronti di Salvini non sono bastate. Quel suo essere “rammaricato” via tweet, perché “quelle frasi non sono il suo pensiero”, ha suonato come una beffa per chi le ha ascoltate nel dettaglio.

Data la rilevanza e gravità delle intercettazioni (strumento che in altri casi la magistratura esalta per condurre efficacemente la battaglia contro il crimine), siccome nessuno crede ad una improvvisa schizofrenia (tra il suo pensiero e le sue parole), la frittata ormai è fatta. E il risultato è la bomba interna all’Anm: dimissioni della corrente di Area e quella di Unicost, con il presidente Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo. Oggi, infatti, per l’associazione si annuncia una giornata campale.

Questo caso è la conferma (semmai ce ne fosse stato bisogno) che c’è un “mega-potere” potentissimo che da decenni compone la vera casta italica: un incontro storico e consolidato tra poteri forti, certa magistratura, economia, finanza, sinistra politica e mediatica (dominante in Rai e nelle tv private che contano, con qualche eccezione in Mediaset). Per non parlare delle lobby farmaceutiche, i guru della tecnologia e della comunicazione digitale, in linea col suddetto mega-potere. Tutti collegati.

Un tutt’uno che fa paura, colpisce e criminalizza, servendosi di ogni leva possibile a disposizione (giuridica, economica, legislativa, giornalistica), chi sta fuori da questo potere e rappresenta l’opposizione al pensiero unico.
Cosa dire, ad esempio, del prestito di 6,3 miliardi di euro che il governo ritiene di fare a Fca? Un’azienda (l’ex Fiat) para-italiana che ha la sede legale in Olanda? Un’operazione “garantita”, mentre le aziende italiane (con sede fiscale da noi), languono e aspettano aiuti che non arrivano? Si spiega, si spiega: si pensi al partito unico “Repubblica-Corriere e la Stampa”, stesso padrone, che attacca gli avversari in modo scientifico e protegge i suoi con grande maestria. Come stupirsi degli intrecci tra giornalisti e magistrati, svelati da La Verità? Sempre Repubblica e Corriere al centro di rapporti stretti con le toghe.

Cosa dire della contiguità tra comunicazione, tecnologia, 5g, app Immuni, interessi sanitari (produzione di vaccini e politica di Palazzo)?
Naturalmente chi scrive, spera nella reazione dei cittadini, della parte ancora sana delle istituzioni, magistratura in primis, ma non può non preoccuparsi per il silenzio del Colle. E non può non attivarsi concretamente per una fondamentale battaglia di libertà.

In quanto alla Lega e a Fdi, non si facciano illusioni: sono destinati a conquistare elettoralmente unicamente la buccia, se prevalgono alle urne. Ma il succo è ben saldo nelle solite mani (ne hanno fatto le spese tutti i governi di centro-destra o atipici rispetto agli schemi classici e imposti, tipo l’esperienza gialloverde). Con questo mega-potere non c’è nulla da fare. Dal giorno dopo, ripartirebbe, come sempre avvenuto, la campagna militare a 360 gradi, mediatica, economica e giudiziaria. Da Berlusconi a Salvini è stata la medesima minestra: si sbatte contro un muro. A meno che, non si diventa come il sistema ti vuole, commestibile, allineato e coperto.

Del Rio ha denunciato la mancanza di una visione da parte della classe politica? Non c’è bisogno di una visione, basta e avanza quella del mega-potere: il potere punto e basta (la visione è questa).
Poi non lamentiamoci per il triste bilancio del sondaggio Ipsos, il quale ha appalesato che il 63% degli italiani ritiene che nei prossimi mesi si romperà quella compattezza nazionale, quel senso di solidarietà dimostrato durante la Fase-1 del contagio, e il paese non uscirà dalla crisi economica, con sicuro rischio di rabbia sociale.

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