Piano Colao, spunta la tassa sul bancomat e la maggioranza va in tilt sul contante

Politica

Meno contante e più pagamenti elettronici. Anche il “piano Colao”, che dovrebbe essere la base della discussione che si aprirà negli Stati generali convocati dal premier Giuseppe Conte, sembra ispirato da questa logica.

E così fra le proposte sul tappeto ecco spuntare pure una sorta di “tassa sui prelievi”. Nel documento si parla di ridurre i limiti ai pagamenti in contanti e disincentivare il ritiro e l’utilizzo degli stessi con un anticipo fiscale sui prelievi. Il che tradotto significa introdurre una tassa sui bancomat.

Il progetto della task force di Colao introdurrebbe due tipologie di interventi: la prima consiste nel prevedere deduzioni, detrazioni e altre agevolazioni, compresa la riduzione delle commissioni, per l’utilizzo dei pagamenti elettronici; la seconda dovrebbe disincentivare l’uso del contante, sanzionando con maggiore severità i commercianti e i servizi privi di POS, e prevedendo misure come l’anticipo fiscale a valere sui prelievi di cash o l’ulteriore riduzione dei limiti ai pagamenti con banconote.

Scrive Il Tempo di Franco Bechis: “Colao lo scrive in modo generico, proponendo di abbassare le soglie di legge per l’utilizzo del denaro contante, chiedendo al contempo alla Ue di mettere fuori corso le banconote da 200 e 500 euro. E poi di stabilire disincentivi al ritiro e all’utilizzo dei contanti, ad esempio con un anticipo fiscale a valere sui prelievi di contante. Una tassa sulle banconote, dunque. E con le idee che già frullavano in testa ai vari Andrea Orlando e compagnia Pd, possiamo stare certi che questa parte del piano Colao non è destinata affatto al cestino della spazzatura. Avranno problemi gli italiani più anziani, che senza banconote di sentono perduti e che ben poco si fidano ancora dei pagamenti con la moneta elettronica. Ma soprattutto diventerebbe nel momento sbagliato una nuova mazzata per bar e piccoli esercizi commerciali che già stanno affogando per colpa del lockdown e della riapertura a motori spenti a cui sono costretti dalle norme governative. Perché ovviamente scatterebbe subito l’obbligo di pagamenti elettronici anche per il più piccolo acquisto o consumazione, e per un barista grazie alle commissioni esistenti su carta di credito e bancomat diventerebbe in perdita ogni caffè venduto. Idea geniale in questo momento”.

Ma non solo. Ecco spuntare di colpo l’altra faccia della medaglia. Il piano Colao infatti sembrerebbe recepire anche la proposta avanzata da Matteo Renzi, ovvero l’introduzione della Voluntary Disclosure, uno strumento per consentire ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni non dichiarati al fisco, di regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente all’Amministrazione finanziaria la violazione degli obblighi di monitoraggio.

“C’è un sacco di contante fermo da una parte, dai 100 ai 150 miliardi di euro, nelle cassette di sicurezza o sotto il materasso – spiega il leader di Italia Viva – Contante fermo che impedisce di passare alla società”. La regolarizzazione potrebbe avvenire attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva di circa il 10 – 15% delle somme da dichiarare e l’obbligo di investimento di una parte dell’ammontare (40-60%) per 5 anni in strumenti di supporto del Paese, scuole e infrastrutture.

Ipotesi però bocciata dal resto della maggioranza, soprattutto dal Movimento 5 Stelle e da Leu, oltre che da alcuni esponenti del Pd che parlano di “favore alle mafie”. 

Alla fine insomma si ripresenta il solito vecchio scontro su come far emergere l’economia sommersa. Da una parte l’idea di Renzi, che in linea di massima è sostenuta anche dal centrodestra visto che l’ha proposta in passato anche Matteo Salvini, ovvero quella di far uscire gli evasori allo scoperto con una sorta di “sanatoria” che consentirebbe, a fronte del pagamento di una mini multa, un recupero di risorse per lo Stato calcolato nell’ordine dei 100 miliardi: dall’altra quella della sinistra nelle sue varie declinazioni che considera essenziale per la lotta al sommerso incentivare la tracciabilità dei pagamenti limitando al massimo l’uso del contante  o scoraggiandolo del tutto. Colao alla fine è sembrato accontentare tutti, convinto che tanto sarà la politica a decidere. E stando alle prime prese di posizione nella maggioranza appare già evidente che non sarà affatto facile trovare una sintesi.

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