Recovery Fund, la denuncia di Borghi (Lega): “Saremo massacrati per pochi spiccioli”

Politica

“L’Unione Europea scrive nero su bianco che dobbiamo ridurre il debito, abbassare gli stipendi, tagliare le pensioni e mettere la patrimoniale sulle case. Basta che uno lo sappia. Abbiamo fatto proprio un ottimo affare, non c’è che dire”.

E’ il commento ironico, ma non troppo, del presidente della Commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi, esponente della Lega che, intervistato da Radio Radio, ha smorzato gli entusiasmi del premier Giuseppe Conte e della maggioranza di governo in relazione all’intesa sul Recovery Fund raggiunta in Europa. Per Borghi c’è molto poco da stare allegri. Anzi, a giudicare dalle sue dichiarazioni, l’Italia si sarebbe legata mani e piedi alla Commissione europea perdendo la poca sovranità di cui ancora godevava.

“In cambio di pochi spicci prepariamioci ad avere austerità e patrimoniale – denuncia dalle frequenze di Radio Radio l’economista della Lega – Buona parte di queste cifre sono prestiti. E i prestiti, nessuno lo dice, entrano in gioco solo dopo che è stata esaurita tutta la parte dei fondi perduti. Potrebbe succedere che se la Grecia, come già successo in passato, non ripaga la sua parte, ce la dobbiamo mettere noi. Perché i soldi non crescono sugli alberi. Noi ci stiamo accollando una parte del rischio di un sistema a prestito che sarà regolato in modo molto severo. Io non ce la vedo l’Unione europea che comincia a prestare soldi a tasso zero senza garanzie”.

E aggiunge: “Non sono 200 miliardi, saranno circa 20-25 miliardi. Qualcuno può dire che alla fine è meglio di niente ma ci si dimentica che nessuno ci regala nulla e che dovremo rispettare delle condizioni per poter accedere a questi fondi. La prima condizione per poter ottenere questi pochi soldi è seguire le condizioni chiamate ‘specifiche per il Paese’. Cosa sono? L’Unione europea scrive nero su bianco che dobbiamo: ridurre il debito, tagliare gli stipendi, tagliare le pensioni e imporre la patrimoniale sulle case. Basta che uno lo sappia. Proprio un affarone. I famosi frugali invece hanno ottenuto subito gli sconti al contributo al bilancio europeo. La Svezia, la Germania, l’Olanda hanno ottenuto questo risultato. Altro che fantastica capacità negoziale di Conte! Vorrei ricordare che la Spagna, tanto per fare un nome, che è un terzo dell’Italia ha ottenuto grosso modo la nostra stessa cifra”.

Per Borghi la via maestra non era affatto quella del Recovery Fund come non è quella del Mes. E quale allora?”Io non avrei voluto partecipare a nessuno di questi strumenti – risponde – che intermediano il nostro denaro e fanno sì che noi paghiamo subito un assegno per poi ricevere i fondi a piacere loro. I soldi veri sono quelli della Banca Centrale europea. Ma le cose vere in Europa vengono gestite in stanze dove il politico, ovvero il rappresentate dei cittadini, non entra. Poi c’è tutto questo fumo di marionette, che fanno il gioco di chi a Bruxelles vuole giustificare la sua esistenza avendo dei soldi da intermediare”.

Uno scenario a tinte fosche quello delineato da Borghi, mentre la maggioranza di governo è tornata a dividersi sul Mes. Con i 5Stelle che ieri al Parlamento europeo hanno votato insieme alla Lega e a Fratelli d’Italia contro l’attivazione del Meccanismo Salva-Stati, approvata invece dal Pd che ha fatto asse con Forza Italia. E il cammino di Conte verso le riforme richieste dall’Europa è già tutto in salita. 

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