L’intervista. Gianfranco Rotondi: i cattolici seguiranno le indicazioni di Papa Francesco. Ne discuteremo a Sant Vincent. Taglio ai parlamentari? Un errore che avvantaggia i segretari e fa perdere il popolo

Interviste
Le indicazione ai cattolici di Papa Francesco, il ruolo dei giovani. La fondazione Dc che ad Ottobre a Sant Vincent discuterà con il premier Giuseppe Conte e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, assieme a tante altre personalità,  dell’enciclica papale “Laudato sì”. Un confronto aperto su ambiente, risorse naturali, dello sfruttamento dei Paesi ricchi, della povertà nel Mondo, del ruolo dei cattolici italiani.

Gianfranco Rotondi, presidente della Fondazione Dc, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera, è un politico con uno stile inconfondibile: chiaro e breve. Prima della Enciclica di Papa Francesco, gli chiediamo una sua opinione su un tema di attualità politica: perché è contro il Referendum che dovrà decidere il taglio del numero dei parlamentari?

“La riduzione dei parlamentari tocca il popolo non gli eletti, dietro il sì ai tagli c’è la casta dei segretari di partito che si eleggono da soli, eleggono i loro fedeli e buttano a mare un po’ di ciurma”.

Incontriamo Gianfranco Rotondi a Pescara sulla passeggiata che costeggia il mare a due passi dal centro cittadino che ribolle di caldo ma anche di caffetterie e gelaterie che fanno il pieno. Camicia fantasia, snello come un chiodo, l’ultimo parlamentare Dc ha una visione chiara di ciò che accadrà con il taglio del numero dei seggi in Parlamento. “La riforma ridurrà il parlamento a quello che hanno già ottenuto per i piccoli Comuni diventati ora dei consigli di amministrazione. Se il taglio passa ci aspetta un parlamento dove i patiti hanno una loro rappresentanza, fatta da persone disciplinate, meno rappresentative. Il
popolo conterà sempre meno, per questo il taglio è oltremodo discutibile e pericoloso”.

La fondazione Dc preserva i valori, le idee, i protagonisti e le molteplicità dell’azione istituzionale e politica della Democrazia Cristiana. Ma ci sarà un futuro per la Dc e i Cattolici?

“Mi sono inscritto alla Democrazia cristiana 40 anni fa, avevo meno di 20 anni sono orgogliosamente democristiano e credo in un terzo tempo dei cattolici in politica. Il primo tempo è stata la grande Democrazia Cristiana, il secondo tempo quello della seconda, terza Repubblica con questa democrazia cristiana diffusa. In queste stagioni politiche recenti abbiamo trovato democristiani dappertutto a destra a centro, a sinistra, con risultati modesti tutto sommato sia per il Paese che per i democristiani”.

Il futuro sarà più impegnativo, meno politica più società?

“Adesso il Santo Padre ci richiama ad un nuovo impegno dei cattolici, ne parla spesso, altrettanto lo fanno i Vesvovi. Il laicato cattolico, come si diceva una volta, è chiamato ad esercitare nella propria dimensione esistenziale il consiglio che la Chiesa da. Quello tornare sul terreno dell’impegno politico.

Lei ci crede?

“Sono convinto che sarà una forma molto diversa di cattolicesimo politico ma i giovani sicuramente si avvicineranno a questa prospettiva”.

Lei è tra i protagonisti dell’incontro Dc di Sant Vincent programmata dopo le elezioni regionali. Cosa ci sarà di importante?

“Da quando siamo una Fondazione, sono caduti molti steccati e la partecipazione ai nostri eventi è slegata dalle appartenenze. Quest’anno il convegno è dedicato all’enciclica “Laudato sì” e al tema della difesa del creato, quindi ci saranno molte presenze ‘sorprendenti’”.

Le anticipazioni dicono di leader politici ma anche di esponenti dell’economia, della cultura, della società.

“Dal 9 all’11 ottobre prossimi ci saranno tre giorni impegnativi per il tema scelto. Sono poi previsti interventi conclusivi dei presidenti Conte e Berlusconi”

Lei non ha nascosto il suo disappunto per la vicenda di quei pochi Parlamentari che hanno preso il bonus Iva, ma la sua preoccupazione è un’altra. Ossia un discredito del ruolo dei parlamentari che andrà ad orientare gli elettori sul referedum del prossimo 20 settembre.a favore del taglio dei parlamentari. Ci può spiegare?

 “È di tutta evidenza che ci sono montati su perché tutto quello che sputtana il parlamento in questo momento aiuta la causa Non voglio arrivare a dire che la notizia è uscita ad arte dall’Inps, che tra l’altro ha smentito, parlare di manovra è esagerato, ma esistono delle coincidenze”

Può farci una sua previsione?

“C’è indecisione, tuttavia, l’elettorato favorevole al taglio dei parlamentari è un elettorato generalista, non è motivato, mentre ai referendum di solito vota soprattutto l’elettorato antagonista. In più l’esito sembra scontato e quindi molti sostenitori del Sì andranno al mare, mentre voterà chi vede l’occasione per dire un vaffa al governo”

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