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La crisi d’autunno. De Luise (Confesercenti): rischio chiusura per 90 mila imprese. Serve piano straordinario del Governo per lavoro autonomo

In Rilievo Lavoro e formazione

“Serve un sistema impositivo più leggero e flessibile, per accompagnare una crisi che si preannuncia diversa da tutte le precedenti”. Nuovo e più pressante allarme della Confesercenti che vede per le prossime settimane avverarsi lo scenario più negativo per commercio e turismo di quello che si era ipotizzato ad agosto: in autunno non solo chiuderanno quattro imprese su dieci, ma ci sarà un effetto domino sul lavoro con migliaia di persone che resteranno senza una occupazione. Una situazione nuova che va affrontata con determinazione, coraggio e con misure eccezionali.

“Nel commercio e nel turismo ci sono circa 90mila imprese pronte a chiudere per sempre i battenti già da questo autunno, anche al netto di nuovi lockdown”, scrive la Confesercenti. Un colpo senza precedenti al lavoro autonomo, che avrà conseguenze anche sul lavoro dipendente. Infatti sulla base di un sondaggio condotto tra le imprese con la società SWG, la Confesercenti rivela che tra le attività che proveranno a resistere quattro su dieci segnalano la necessità di ridurre il personale.

“La possibilità di un autunno nero, sul fronte del lavoro autonomo e dipendente, è sempre più concreta”, riferisce Patrizia De Luise, Presidente Confesercenti, “Il timore di nuovi blocchi dell’attività, a seguito dell’incremento di contagi, aumenta ancora di più l’incertezza degli operatori economici. Molte imprese, travolte dall’anno più difficile di sempre ed impossibilitate a ristrutturare l’attività a causa del blocco dei licenziamenti, non vedono altra via d’uscita che chiudere. Una prospettiva che dobbiamo assolutamente scongiurare”. Per la Confederazione degli esercenti ora è il momento di passare dalla emergenza al rilancio, un salto possibile solo grazie all’impegno corale di associazioni di categoria e governo che deve mettere in campo le proposte contenute nel Decreto di Agosto.

“Serve uno scatto in avanti. I provvedimenti presi fino ad ora hanno aiutato ad attutire il colpo, ma serve una diversa prospettiva: dobbiamo passare da un’ottica di emergenza ad una di rilancio”, prosegue la leader della Confesercenti, “Abbiamo bisogno di una grande accordo tra governo e parti sociali, in primo luogo associazioni datoriali, per mettere urgentemente in campo le due riforme che il nostro paese ha sempre rimandato, e che oggi sono necessarie più che mai: quella del sistema fiscale e quella del lavoro. Il governo è impegnato sulla prima: bene, ma non basta pensare a recuperare l’evasione. Serve un sistema impositivo più leggero e flessibile, per accompagnare una crisi che si preannuncia diversa da tutte le precedenti”. Sullo scenario occupazionale la presidente Patrizia De Luise, propone una doppia iniziativa a tutela sia del lavoro dipendente sia di quello autonomo, che sono poi le due facce di una stessa medaglia quando si parla di piccole imprese.

“Anche sul lavoro”, continua De Luise, “occorre intervenire al più presto: impedire semplicemente i licenziamenti non risolverà il problema, anzi. Le imprese hanno bisogno di ristrutturarsi per rispondere all’emergenza: in questo quadro, cristallizzare attività che non funzionano più rischia solamente di peggiorare una situazione già esplosiva. Il lavoro va tutelato tutto, non solo quello dipendente. La conversione del DL Agosto è la prima occasione utile per dare risposte a chi fino ad ora non le ha avute: non manchiamola”.

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