Regionali, Banzato (Vox Italia-Marche): “Noi contro regime Covid. Salvini e Meloni non credibili”

Politica

C’è anche Vox Italia, movimento politico ispirato dalle idee del filosofo Diego Fusaro, in corsa alle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre nelle Marche. Candidata alla carica di Presidente della Regione per Vox Italia-Marche è Sabrina Banzato, assistente sociale specialista e sociologa della salute, imprenditrice e libera professionista vissuta a Milano fino all’età di 22 anni e ora residente a Gabicce dove è stata consigliere comunale fino allo scorso anno con il Movimento 5 Stelle da cui poi si è allontanata. Lavora part-time presso la Regione Marche. Come ha spiegato nel suo programma elettorale Vox Italia-Marche si presenta al di fuori degli schemi politici tradizionali, destra vs sinistra, e contro quelle che definisce le “tre teste”: la falsa politica (il centro-sinistra), la falsa opposizione (il centro-destra), il falso cambiamento (neo-post grillini). Le tre teste espressione di uno stesso sistema di potere. Ma la battaglia principale è contro quello che Vox Italia-Marche definisce il “regime Covid”. Battaglia che non si traduce affatto nella negazione del virus ma nella forte critica alla gestione politica dell’epidemia da parte del governo e degli enti locali. Lo Speciale l’ha intervistata.

Nelle ultime ore ha polemizzato con Salvini e Meloni a proposito del regime Covid, contro cui voi di Vox Italia – Marche vi state battendo in prima linea. Perché?

“All’improvviso Salvini e Meloni si sono scagliati contro il regime Covid denunciando i dati gonfiati, i verbali secretati, i numeri sospetti dei tamponi, ovvero ciò che noi andiamo denunciando da mesi. Guarda caso si stanno accorgendo dell’esistenza di questo regime oggi che sono in campagna elettorale. Dobbiamo essere chiari, la nostra battaglia è contro la gestione politica del Covid e contro la totale assenza di chiarezza e di trasparenza. Evidentemente sia Salvini che Meloni hanno capito che il loro candidato Acquaroli non è poi così vincente come prevedevano i sondaggi. La leader di Fratelli d’Italia poi a Pesaro si è presentata in piazza parlando di ‘sanità diffusa’ che è il principale problema della nostra regione dove sono stati chiusi tantissimi ospedali territoriali in favore della costruzione di grandi nosocomi che hanno mostrato tutta la loro inefficienza proprio nella gestione del Covid e della fase post Covid. Peccato che nel programma del suo candidato non si parli affatto di sanità diffusa, e anzi si prosegua sulla stessa strada tracciata dal governo uscente, ovvero la realizzazione di grandi ospedali con il ricorso al Project Financing, cioè al sistema del finanziamento privato, che alla fine fa guadagnare milioni ai colossi privati. Sistema questo, caro tanto al centrosinistra che lo ha attuato da noi, che al centrodestra che lo ha invece promosso su larga scala nel Veneto di Zaia. Il contrario della sanità diffusa”.

Voi dite di combattere contro “tre teste” ovvero le stesse facce di un’unica medaglia. Può spiegarci meglio questo concetto?

“Le tre teste sono metaforicamente i tre schieramenti che sulla carta sono dati come potenzialmente vincenti. Il centrosinistra che ha sempre governato le Marche in maniera fallimentare, il centrodestra che ha sempre fatto una falsa opposizione e che in realtà parla la stessa lingua e fa le stesse cose del centrosinistra come appunto sulla sanità, e il Movimento 5 Stelle che ha svenduto tutti i valori in cui credeva e rinnegato le battaglie della prima ora, fino a diventare la stampella del Pd. Si tratta di tre diverse declinazioni della stessa ricetta unica nazionale che ci ha condotti allo sfascio e che adesso sta legittimando il regime Covid”.

Voi di Vox Italia – Marche su cosa puntate in particolare?

“Partiamo dicendo che d’ora in avanti nulla sarà più come prima. Questa situazione del Covid ci obbliga ad una trasformazione generale, ripensando completamente le ricette sociali, economiche, politiche e sanitarie. L’unico aspetto positivo derivante da questa vicenda sta proprio nella necessità di ragionare in senso diametralmente opposto a come si è fatto fino ad oggi. Abbiamo una Regione completamente devastata, dove per ricoverarsi in ospedale un ammalato deve fare due ore di viaggio per raggiungere il nosocomio più vicino pregando di arrivarci vivo; una Regione dove il turismo è distrutto, dove non ci sono infrastrutture e dove quindi la ricostruzione del tessuto imprenditoriale e produttivo è fortemente disincentivata. Non dimentichiamo poi la fallimentare gestione del post sisma, altro scandalo che grida vendetta. Per risolvere tutte queste criticità, l’unica strada percorribile è la costruzione di un tavolo costituente a livello regionale per riportare al centro le esigenze e le possibilità reali dei territori. Siamo una Regione piccola, plurale e molto ricca di differenze, caratterizzata da numerosi dialetti. Per cui la parola chiave è riportare al centro i territori, riconquistando dal basso l’indipendenza politica, economica e sociale. Soltanto così ce la potremo fare, le ricette vincenti non mancano, ma sarà fondamentale tenere lontani da questo tavolo i responsabili del degrado”.

Voi lottate contro il regime Covid. Sabato c’è stata a Roma la manifestazione che i media mainstream hanno definito “negazionista”. Lei come giudica quella piazza e i suoi contenuti?

“Quando parliamo di regime Covid ci riferiamo anche agli attacchi che siamo costretti a subire ogni volta che esprimiamo un’opinione differente rispetto al pensiero dominante, e al rischio di essere censurati o etichettati proprio come negazionisti. Denigrare ed emarginare chi si permette di esprimere un’idea diversa da quella imposta dal mainstream, dimostra che stiamo perdendo le nostre libertà. Stiamo vivendo una situazione drammatica, me ne sono resa conto prendendo parte ad un consesso organizzato dagli imprenditori locali che ha visto una partecipazione enorme, direi quasi incredibile. La prova di una bomba sociale che sta per esplodere e che sarà molto difficile gestire. La gente si sta rendendo conto che la gestione politica del Covid e del post Covid non è più tollerabile. Sono tutti negazionisti? O molto più semplicemente c’è bisogno di spazi in cui parlare e manifestare il proprio legittimo e doveroso dissenso? Siamo cittadini capaci di pensare, di scegliere e di agire. Per questo occorre un tavolo costituente, ma servono anche piazze di protesta come quella andata in scena sabato a Roma. Non per negare l’esistenza del virus, ma per dire No al tentativo di utilizzare il Covid come pretesto per limitare le nostre libertà democratiche. Vogliamo il dialogo, la democrazia, la trasparenza, la verità su come è stata gestita l’emergenza sanitaria. Sono un’attivista della prima ora del Movimento 5 Stelle e queste battaglie le ho portate avanti per anni anche all’interno del Movimento stesso, da cui poi sono uscita quando ho capito che non c’era più democrazia. Ma non mi sono mai arresa e infatti eccomi qui a combattere ancora una volta in prima linea”.

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