Omicidio Willy e reddito di cittadinanza agli accusati. Scontro politico e social

Politica

Divampa la polemica social dopo la notizia che le famiglie dei presunti assassini di Willy Monteiro, il ragazzo italiano di origini capoverdiane ucciso a Colleferro a seguito di un brutale pestaggio, pare percepissero il reddito di cittadinanza. Ad iniziare da quella dei fratelli Bianchi che però ostentavano una vita da “ricconi” con tanto di video sui rispettivi profili in cui sfoggiavano auto di lusso e vacanze in località esclusive e molto costose.

Per dovere di cronaca va detto che sono in corso accertamenti patrimoniali a seguito di una segnalazione della Guardia di Finanza e che i diretti interessati, attraverso i loro legali, hanno smentito la notizia. Se sarà confermata potrebbero dover restituire tutti i contributi percepiti fino ad oggi che ammonterebbero ad oltre 30mila euro.

Nel caso dei fratelli Bianchi sarebbero stati i genitori ad inoltrare domanda sostenendo di avere figli a carico al punto che i due fratelli avrebbero riferito agli inquirenti di ignorare cosa sia il reddito di cittadinanza. Come detto anche su questo aspetto c’è però un’indagine in corso.

Ma naturalmente una simile notizia, dentro una vicenda drammatica come quella di Willy, non può che rendere ancora più incandescente un clima di indignazione nazionale che sta permeando l’intera opinione pubblica.

E naturalmente anche il mondo della politica si è diviso.

Gad Lerner scrive: “Il fatto che i massacratori di #WillyMonteiro percepissero il #REDDITOdiCITTADINANZA pur esibendo consumi da nababbi derivanti da proventi illeciti, significa solo che erano pure dei truffatori. Mica vuol dire che sia sbagliato fornire sostegno pubblico al reddito degli indigenti”.

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni mette invece sotto accusa il sistema e twitta: “Apprendo dalla stampa che i quattro arrestati per l’omicidio di #WillyMonteiro prendevano il #REDDITOdiCITTADINANZA. Ma giravano in SUV e con abiti costosi. Willy, ragazzo di una famiglia umile, lavorava fino a tardi nella cucina di un ristorante. Va bene così?”.

Il deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia non ci sta a che la vicenda diventi un pretesto per gettare discredito su quello che è il principale cavallo di battaglia dei grillini: “Il fatto che siano stati scoperti – risponde – significa che i controlli funzionano”.

E l’ex capo politico Luigi Di Maio ospite a Porta a Porta spiega: “Quello che è successo in queste ore, ovvero che queste famiglie, non i 4 presunti assassini, prendono il reddito di cittadinanza, è una cosa inaccettabile. La prima cosa è che i controlli si devono intensificare. La seconda è che dobbiamo fare i controlli anche su altro, perché non davano nulla al fisco. Hanno pagato meno tasse, hanno avuto probabilmente dei bonus, bisogna fare controlli a tappeto non solo per il reddito di cittadinanza. Io sento parlare solo del reddito di cittadinanza, quindi massimo controllo, ma vedo sempre campagne diffamatorie sul Rdc, non trattiamo chi lo prende come un criminale. C’è sempre un attacco politico a questo strumento”.

Sui social come sempre il dibattito si infiamma.

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