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Coronavirus. Federconsumatori: fase 2, paure e giudizi negativi. Fondi Mes alla sanità per dare ai cittadini servizi efficienti

In Rilievo Salute

“Le figure più fortemente critiche rispetto alla capacità di reazione delle istituzioni sono i più giovani e i lavoratori autonomi, mettendo così a nudo le asimmetrie di copertura dei sistemi di protezione sociale”. L’Italia della Pandemia, del lockdown, della Fase2, muove i suoi passi, tra timori, aspettative e nuove preoccupazioni sanitarie ed economiche. In bilico tra fiducia e diffidenza. Un mix di sentimenti che emerge dall’indagine promossa da Federconsumatori e realizzata da Ires Emilia-Romagna, presentata a Bologna. Titolo dell’indagine: “Coronavirus: Come cambia la nostra vita”. “Il rapporto è stato condotto durante e dopo il lockdown per indagare gli orientamenti, la fiducia e gli atteggiamenti dei cittadini in relazione ai profondi mutamenti determinati dall’emergenza sanitaria”, si legge nella nota di presentazione.

Fiducia nel Sistema sanitario nazionale e nella Protezione civile sono i dati che emergono con maggiore risalto, mentre è più articolato e controverso il giudizio sulle misure per fronteggiare la pandemia messe in campo dalle altre istituzioni: Governo, Regione, Comune; giudicate adeguate ma tardive. Emerge anche attenzione e responsabilità nell’uso di gel, mascherine e distanziamento, ma allo stesso tempo preoccupazione per la salute dei propri cari e per le ricadute economiche.

“Passando dal lockdown alla cosiddetta fase 2 di progressiva riapertura”, fa presente Davide Dazzi, ricercatore Ires e curatore dell’indagine, “le paure e le preoccupazioni soggettive si sono trasformate. La fiducia verso le istituzioni è calata e allo stesso tempo è aumentata la severità di giudizio rispetto all’adeguatezza delle misure di intervento, evidenziando una sostanziale difformità di giudizio tra gestione della crisi sanitaria e la crisi economica e occupazionale. Di fronte al Covid-19, non tutti hanno reagito allo stesso modo. Le figure più fortemente critiche rispetto alla capacità di reazione delle istituzioni sono i più giovani e i lavoratori autonomi”.

L’indagine ha avuto inoltre la funzione di rilanciare, a lockdown finito, e passata la fortissima onda emotiva, il dibattito sul futuro della sanità in Italia. “Proprio i fatti di questi mesi”, spiega la Federconsumatori, “hanno messo in luce come i principi ispiratori della Legge 833 siano quanto mai attuali per costruire la sanità di domani.

Ora è fondamentale evitare che i riflettori sulla sanità si spengano. Anche la ricerca ha messo in evidenza questo fenomeno tra i cittadini: nel pieno della pandemia l’attenzione ai destini della sanità pubblica era al vertice, ma col venire meno del pericolo imminente il dato ha iniziato a calare, pur rimanendo a livelli elevati. Questa parabola non può essere la stessa per i decisori politici, che ora sono chiamati a compiere scelte importanti e decisive”.

“La ricerca”, sostiene Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori, “ci consegna uno spaccato particolarmente significativo della situazione del sistema sanitario che rende ancora più urgente l’attivazione di fondi del Mes per rilanciare la centralità del sistema pubblico universale, per potenziare la medicina territoriale, per ammodernare le strutture ospedaliere pubbliche, per superare i gravi ritardi di molte regioni italiane soprattutto al Sud, per ampliare oltre che accrescere i Lea”. Lo strascico di problemi sono tanti e li segnala Federconsumatori.

“È doveroso, oltre a pensare in termini di piani di rilancio e riforma, anche porre il problema della ripresa della normale funzionalità dei servizi sanitari, fortemente compromessa in questa fase”, scrive la Federazione dei consumatori, “Per questa ragione, abbiamo deciso di lanciare oggi la campagna nazionale ‘Stop alle liste di attesa’, che Federconsumatori porterà avanti in tutta Italia per informare i cittadini circa i loro diritti in ambito sanitario e tutelarli di fronte a ritardi e disservizi”.

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