Regime Covid permaloso. Io sto con Mancini. Lasciateci almeno l’ironia

Politica

Questo è il paese dell’ipocrisia politica, sociale e del moralismo mediatico. Siamo tutti “grillini”, giustizialisti, spietati con gli altri e “berlusconiani”, indulgenti, garantisti, giustificazionisti con noi stessi. E’ una schizofrenia insopportabile che viene da lontano.

Pretendiamo che il capo, il potente di turno faccia il lavoro sporco per conto nostro, e poi, quando non lo fa o lo fa in parte, lo condanniamo, ci deresponsabilizziamo e lo uccidiamo (parricidio). E’ la “sindrome di piazzale Loreto”. Prima o poi tocca a tutti. Non si salva nessuno. A cominciare da Mancini, il ct della nazionale. Ma sulla vicenda che lo ha riguardato, costringendolo alle scuse, io sto con lui.

Cosa avrebbe detto di tanto sbagliato? Dopo una prima esternazione politicamente scorretta (“anche il calcio è un diritto, non solo la sicurezza”), ha condiviso una vignetta ironica, apriti cielo, sul terrore evidente che i tg e non solo, da mesi, stanno propalando a suon di dichiarazioni allarmistiche, titoli e parole da guerra (coprifuoco), slogan mortiferi e manipolazione dei dati.
Una vignetta non per smentire un problema che c’è (l’esistenza e la persistenza del virus), ma per sdrammatizzare e criticare con leggerezza e disincanto una strategia di comunicazione dall’alto, che sta spaventando gli italiani, solo per controllarli meglio, impaurirli e colpevolizzarli in vista di un sicuro lockdown natalizio.

Si chiama “regime-Covid”, la nuova religione totalitaria della salute e del corpo; la gestione politico-sanitaria del virus, che vede soloni in camice bianco e maggioranza giallorossa, guidata da Conte, disputare la medesima partita: arrivare al vaccino de facto obbligatorio, e eternarsi al potere, comprimendo la democrazia e le libertà parlamentari e costituzionali, nel nome di un’emergenza che sarà certamente permanente.
La domanda è: si può scherzare, ovviamente non sui morti, non sul dramma, non sull’eroismo di medici e infermieri, ma sull’approccio e le modalità della comunicazione? Che ha ottenuto il risultato di trasformare gli italiani in militanti disperati e grotteschi della mascherina, recuperando un protagonismo malato che andava giocato diversamente: magari in proteste per la cattiva gestione del dopo-contagio estivo, per la mancanza di strumenti e strutture ospedaliere, la mancanza di fondi, di idee vere, salvo le ricette della nonna (stare in fila, lavarsi le mani), la mancata verità sulla cassa integrazione, le scadenze fiscali, i soldi Ue che verranno con estremo ritardo. In altre parole, la malafede e l’incompetenza mistica del governo.

Grazie ai Dpcm, i poteri speciali, l’aver negato l’esistenza a gennaio del piano pandemico nazionale, viviamo in un sistema direttoriale che in cambio di una sicurezza garantita, ci sta togliendo una libertà per definizione pericolosa; se blocchiamo pure la satira, è veramente la fine.

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